17 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Vaccino contro l’influenza

Scoperto il tallone d’Achille dell’influenza. Svolta per la creazione di un vaccino universale

Un vaccino che possa proteggere contro tutti i ceppi virali che causano sindromi influenzali. Svolta storica grazie agli scienziati dell’Università di Oxford

In arrivo un vaccino universale contro l'influenza?
In arrivo un vaccino universale contro l'influenza? Shutterstock

Come tutte le creature al mondo, anche i virus hanno un loro punto debole. E alcuni scienziati dell’Università di Oxford hanno scoperto il tallone di Achille di quello dell’influenza. Un microorganismo apparentemente banale ma che ogni anno miete vittime dovute alle complicanze respiratorie (e non solo). La scoperta potrebbe avere importanti implicazioni anche per sconfiggere i patogeni che causano epatite e HIV. Ecco i dettagli dello studio.

Un vaccino universale?
E’ il sogno della scienza – e anche di tutte le potenziali vittime – quello di avere a disposizione un vaccino universale. E, probabilmente, grazie a un recente studio tutto questo potrebbe divenire realtà. A guidare il lavoro è stato il professor Craig Thompson dell'Università britannica di Oxford, il quale sembra aver individuato un modo per evitare di incappare in pericolosi virus come quelli dell’epatite C e HIV. Per farlo, gli scienziati hanno trovato il punto più vulnerabile di questi virus in un gruppo di regioni genetiche che si sono conservate in maniera stabile nonostante l’evoluzione.

Una controtendenza
La scoperta è stata totalmente inaspettata perché si trova decisamente in controtendenza con il comportamento classico dei virus influenzali. Come ben sappiamo, infatti, ogni stagione tali patogeni assumono caratteristiche diverse costringendo le case farmaceutiche a studiare vaccini nuovi ogni anno. ll team di ricerca ha teorizzato che parti del virus bersaglio del sistema immunitario sono limitate nella variabilità e agiscono come vincoli sull'evoluzione del virus. E durante lo studio sono state proprio identificate le posizioni di queste regioni di limitata variabilità. I risultati hanno dimostrato che tali siti sono presi di mira dal sistema immunitario. Ma non solo: grazie a un’attenta analisi delle vaccinazioni si è potuto constatare come le regioni dei virus influenzali che circolavano nel 2006 e nel 1977 erano in grado di proteggere contro l'infezione da un virus dell'influenza che era in circolazione nel 1934.

Lo studio
Lo studio, condotto su modello animale, ha permesso di mappare la variazione storica dei virus influenzali verso il bersaglio principale del sistema immunitaria, una proteina denominata emoagglutinina. Tutto ciò ha permesso di identificare diverse regioni della proteina che in precedenza erano considerate altamente variabili o limitate in termini di variabilità. D’altro canto, le analisi computazionali hanno mostrato che una di queste regioni ha attraversato diversi stati tra il 1918 e oggi. Dai risultati è anche emerso che i sieri di bambini di età compresa tra 6 e 12 anni hanno reagito in modo incrociato a ceppi storici che non avrebbero mai potuto sperimentare. Per approfondire l’argomento, gli scienziati hanno vaccinato i topi con le singole versioni della regione che hanno indotto una periodica reattività incrociata a ceppi storici. Grazie a questa analisi è stato possibile stabilire che le versioni di questa regione, identificate sia nel lavoro computazionale che nella sierologia che circolò nel 1977 e nel 2006, hanno protetto i topi da una sfida letale con un virus influenzale del 1934. I risultati di questi studi possono essere sfruttati per creare un nuovo tipo di vaccino antinfluenzale "universale" o ampiamente protettivo, che una volta somministrato fornirebbe una protezione permanente contro l'influenza.

Il punto di partenza
«Siamo partiti dalla predizione fatta da un modello matematico e siamo arrivati alle istruzioni per un vaccino universale. Il nostro approccio integrato per la realizzazione di vaccini che abbiamo applicato all'influenza ha il potenziale per essere applicato anche ad altri patogeni finora ritenuti intrattabili e potrebbe rivoluzionare il modo in cui si producono i vaccini. Penso che questo lavoro sia un buon esempio di come i modelli evolutivi possano avere un impatto su di noi. Siamo passati da una previsione di un modello matematico a un progetto per un vaccino universale contro l'influenza. Lo straordinario lavoro di squadra coordinato dal Dr Thompson è ciò che ha reso tutto possibile», conclude il professor Sunetra Gupta. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Communications.

Fonti scientifiche

[1] Pre-clinical success for universal flu vaccine offers hope -  Researchers from the University of Oxford’s Department of Zoology have demonstrated pre-clinical success for a universal flu vaccine – Oxford University