16 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Zika e glioblastoma

Sviluppato un vaccino con il virus Zika: combatterà il cancro al cervello

Scienziati della Medical Branch della University of Texas hanno sviluppato un vaccino con il virus Zika per debellare una delle forme più aggressive di cancro

Il cancro, si sa, è una delle malattie più temibili del nostro secolo. Ne esistono diversi tipi ma ce ne sono alcuni considerati terribilmente aggressivi: uno di questi è il glioblastoma. Si tratta di tumore che alberga nel cervello e che è incredibilmente difficile da trattare. Tuttavia, alcuni scienziati sono riusciti a formulare un nuovo tipo di vaccino grazie al virus zika. E pare proprio che il medicinale abbia avuto parecchio successo. Ecco i risultati pubblicati sulla rivista scientifica Mbio.

Virus Zika contro il cancro
Non tutto il male viene per nuocere ed è proprio il caso di alcuni tipi di virus, come Zika, che molti scienziati hanno rimaneggiato allo scopo di ottenere un farmaco. Si tratterebbe di un vaccino immunoterapico che ha tutte le carte in regola per poter sconfiggere il glioblastoma, un tipo di cancro che solo negli Stati Uniti causa circa 15.000 decessi ogni anno.

Le terapie attuali non funzionano
Il tumore generalmente risponde ad alcuni tipi di terapie ma dopo breve tempo ritorna più forte che mai e diviene resistente alle cure a causa della sua estrema mutabilità. Dopo una pausa dal trattamento classico, infatti, si nasconde nel tessuto cerebrale diventando invisibile agli apparecchi diagnostici. Ma le sue staminali dopo breve tempo tornano a fare la loro comparsa modificandosi e provocando un ulteriore massa tumorale.

Il segreto è nelle staminali
Pare che siano state proprio le staminali nascoste a ispirare la creazione del nuovo vaccino. «Durante l'epidemia di Zika, abbiamo appreso che il virus infetta preferenzialmente cellule progenitrici neurali nel feto e causa la devastante microcefalia vista in bambini nati da madri infette», Pei-Yong Shi, della Medical Branch della University of Texas (Galveston). Ma le cellule staminali del glioblastoma (GSC) sembrano condividere alcune proprietà proprio con le cellule progenitrici neurali. Si tratta di cellule in grado di differenziarsi in diversi tipi di cellule cerebrali. «Abbiamo pensato subito a una connessione: forse il virus Zika potrebbe anche infettare in modo specifico le GSC».

I risultati precedenti
Già altre ricerche avevano messo in evidenza come il virus Zika fosse in grado di attaccare le staminali di glioblastoma, tuttavia, il microorganismo era meno efficace nell’attaccare il tessuto cerebrale che si era già differenziato in diversi tipi di cellule. «Se potessimo trovare un modo per indirizzare in maniera mirata quelle GSC che sono la fonte delle recidive, allora questo potrebbe fornire un'opzione per prevenire il ripetersi delle recidive o addirittura una cura».

Un farmaco sicuro
Ora la priorità degli scienziati era quella di garantire un metodo sicuro per introdurre il virus Zika nei pazienti affetti da glioblastoma. Ecco il motivo per cui il team di Shi è riuscito a creare un vaccino che prende il nome di ZIKV-LAV. Si tratta, in sintesi, di un virus attenuto – ovvero un virus vivo ma modificato per evitare danni all’organismo umano. Quindi il virus non è più in grado di replicarsi facilmente creando lesioni.

I risultati dei test
Il vaccino ZIKV-LAV ha dimostrato di non essere virulento e di proteggere sia i topi che i primati. Una volta iniettato il vaccino non sono stati registrati effetti collaterali. Durante i test gli scienziati hanno diviso gli animali in due gruppi: nel primo hanno iniettato cellule di GSC derivanti dall’essere umano e dall’altro le stesse cellule con l’aggiunta del vaccino ZIKV-LAV. Dai risultati è emerso che i topi che avevano ricevuto le cellule di GSC hanno sviluppato molto velocemente il tumore, mentre i topi che hanno ricevuto anche il vaccino hanno evidenziato una crescita tumorale molto rallentata e hanno avuto una durata della vita nettamente più lunga. Ciò è potuto accadere perché le cellule trattate con ZIKV-LAV, hanno attivato una risposta antivirale, portando a infiammazione e morte cellulare.

Il lato cattivo del virus
«Come virologo, penso che dovremmo sfruttare il lato cattivo dei virus, che dovrebbero avere un ruolo nel trattamento del cancro», conclude Shi. I ricercatori sperano che, in futuro, il vaccino Zika possa essere somministrato ai pazienti al momento dell'intervento, allo scopo di prevenire recidive. Hanno collaborato allo studio anche il professor Jianghong Man del National Center of Biomedical Analysis e Cheng-Feng Qin, dell'Accademia cinese delle scienze mediche militari.