18 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

Glioblastoma, individuata la proteina per fermare lo sviluppo del più aggressivo dei tumori al cervello

Grande passo avanti nella lotta al più diffuso e aggressivo dei tumori cerebrali. Uno studio dell’Università Statale di Milano individua nella proteina CLIC1 un bersaglio terapeutico
Cervello e glioblastoma
Cervello e glioblastoma (sfam_photo | shutterstock.com)

La medicina molecolare compie un significativo passo avanti nella lotta al glioblastoma, uno dei tumori al cervello più diffusi e aggressivi. Grazie a un nuovo studio dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Genova, si è individuato nella proteina CLIC1 un possibile bersaglio terapeutico, frutto dell’osservazione e studio delle cellule staminali tumorali, che sono quella parte di cellule responsabili dell’insorgenza, della crescita e della recidiva proprio del tumore.

Il meccanismo molecolare
I ricercatori hanno studiato il meccanismo molecolare che sta alla base dello sviluppo del glioblastoma. I risultati, pubblicati sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics, descrivono nuove specifiche funzioni della proteina CLIC1, fondamentali nella fisiologia delle cellule di glioblastoma e quindi nello sviluppo del tumore. La ricerca, coordinata dal professor Michele Mazzanti e dal suo gruppo al Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con il Laboratorio del Professor Tullio Florio del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Genova, amplia quanto già scoperto in una precedente ricerca in cui era stata dimostrata la caratterizzazione elettrofisiologica nelle cellule staminali tumorali di CLIC1.

La proteina CLIC1
SI tratta di proteina presente normalmente nel citoplasma, che in particolari condizioni patologiche trasloca nella membrana cellulare dove funziona da canale ionico – si legge in una nota della Statale. Nello studio appena pubblicato i ricercatori hanno dimostrato che l’inibizione farmacologica della permeabilità della membrana cellulare alla proteina CLIC1, determina un notevole effetto anti-proliferativo sulle cellule tumorali. Il lavoro svolto – prosegue la nota – riguarda due diversi aspetti dei meccanismi molecolari coinvolti nello sviluppo tumorale, entrambi di rilievo. In primo luogo, questa particolare permeabilità è accentuata nelle cellule tumorali, mentre è praticamente assente sulla membrana plasmatica di cellule staminali sane e nelle cellule somatiche. Questo fatto rende CLIC1 un potenziale obiettivo in un’eventuale terapia farmacologica. La seconda, ma non meno importante caratteristica di CLIC1 ci dice che la proteina/canale è preferenzialmente espressa nelle cellule staminali tumorali, ritenute le maggiori responsabili dei processi recidivi.

Blocco della crescita tumorale
Le due caratteristiche rilevate sono fondamentali nella fisiologia delle cellule di glioblastoma – riporta la nota. Infatti, bloccando direttamente il flusso di cloro promosso dalla proteina di membrana o in alternativa riducendo l’espressione totale della proteina, si provoca un sensibile rallentamento dei tempi di duplicazione. E in alcuni casi a un blocco totale dell’accrescimento della massa tumorale negli esperimenti in vitro. «I risultati del nostro studio, per quanto ottenuti su colture di cellule umane, e quindi ancora distanti dalla possibile sperimentazione clinica su pazienti, aprono prospettive decisamente significative – commenta Michele Mazzanti, professore ordinario di Fisiologia al Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale di Milano – Le caratteristiche uniche della proteina CLIC1 presente nelle cellule staminali tumorali la rendono un obiettivo specifico e selettivo, che permetterebbe tra l’altro di minimizzare gli effetti collaterali in un’eventuale terapia farmacologica antitumorale».

Riferimento: ‘Mutual influence of ROS, pH and CLIC1 membrane protein in the regulation of G1/S phase progression in human glioblastoma stem cells’. Molecular Cancer Therapeutics.