5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
Cardioaspirina

Aspirina per prevenire ictus e infarto, non serve o serve a poco

Secondo una serie di nuovi studi, l’assunzione di aspirina o cardioaspirina per prevenire ictus, infarto non sarebbe vantaggioso, poiché la maggior parte delle persone non ne trae beneficio

Aspirina
Aspirina Shutterstock

Da alcuni anni a ‘sta parte si usa prescrivere l’aspirina, o la cardioaspirina per prevenire il rischio di essere vittime di un ictus o un infarto – specie se si è già avuto uno di questi eventi. Secondo una serie di nuovi studi, tuttavia, assumere questo farmaco non sarebbe vantaggioso poiché la maggioranza delle persone non ne trarrà beneficio.

Le diverse prove
Sull’aspirina, anche se si prescrive per certi problemi cardiovascolari e non solo, in realtà c’è ancora poca chiarezza su come agisca. E a porre alcuni dubbi sulla validità di questo uso è una serie di nuovi studi presentati a Monaco al Congresso ESC 2018 della Società Europea di Cardiologia. Tra questi, uno ha mostrato che l’aspirina non ha aiutato a prevenire i primi ictus o infarti in persone a rischio moderato dettato da fattori come il fumo, pressione alta o colesterolo alto. Un altro studio ha testato gli effetti dell’aspirina in 15.480 persone con diabete, che hanno maggiori probabilità di sviluppare o morire di problemi cardiaci, e ha trovato che il modesto beneficio che ha offerto l’aspirina è stato compensato da un maggiore rischio di emorragia – allo stesso modo, però, non hanno aiutato nemmeno gli integratori a base di olio di pesce. Infine, l’aspirina non ha aiutato a prevenire il cancro come si era sperato. «C’è stata molta incertezza tra i medici di tutto il mondo sulla prescrizione dell’aspirina oltre a quello per cui è ora raccomandata – ha commentato la dott.ssa Jane Armitage dell’Università di Oxford in Inghilterra e autrice di uno studio – Se sei sano, probabilmente non vale la pena assumerla». I risultati sono stati pubblicati dal New England Journal of Medicine.

Gli studi
Gli stuti presentati al Congresso si sono basati sull’assunzione di aspirina nella misura di 100 milligrammi al giorno, più delle pillole da 81 milligrammi comunemente vendute negli Stati Uniti, ma ancora considerate basse dosi. La dose massima per un adulto è di 325 milligrammi. Uno di questi studi condotto dal dottor Michael Gaziano del Brigham and Women’s Hospital di Boston ha coinvolto 12.546 adulti ritenuti a moderato rischio di avere un infarto o un ictus entro un decennio, per via di problemi di salute accertati. I partecipanti sono stati suddivisi a caso per ricevere l’aspirina o un placebo (una finta aspirina). Dopo 5 anni di follow-up, il 4% di ciascun gruppo aveva sofferto di un problema cardiaco – il che era molto meno del previsto e suggeriva che questi soggetti erano effettivamente a basso rischio e non moderato. I ricercatori ritengono che altri farmaci che stavano assumendo per abbassare la pressione sanguigna e il colesterolo potrebbero aver ridotto il loro rischio cardiaco così tanto che l’aspirina aveva poche possibilità in più di essere d’aiuto. Altri effetti sono stati l’1% dei partecipanti che ha avuto un sanguinamento gastrico o intestinale, per lo più lieve, che tuttavia era il doppio di quelli avuti in chi aveva assunto il placebo. I partecipanti che avevano assunto l’aspirina avevano anche avuto più emorragie dal naso, indigestione, reflusso o dolore alla pancia. Lo studio è stato sponsorizzato dalla Bayer, che è la produttrice di aspirina, e molti ricercatori si consultano con essa. I risultati completi sono stati pubblicati dalla rivista Lancet.

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