18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Dalla dieta delle lenti blu a quella della Bibbia: i regimi alimentari più bizzarri al mondo

Le diete e i regimi alimentari più assurdi al mondo creati da esperti provenienti da ogni angolo del pianeta
Le diete più strane al mondo
Le diete più strane al mondo (Saltodemata | Shutterstock)

Ogni giorno esperti – o presunti tali – sfornano le diete più originali e diversificate. La maggior parte delle quali prive di alcun fondamento scientifico. Ed è così che sul web vengono pubblicati migliaia di articoli rilevatori in cui si espongono tutti i segreti per perdere peso velocemente. Inutile dire che quasi nessun metodo mantiene le promesse. Ma esistono alcuni regimi alimentari che sono passati alla storia e classificati come i più strani e bizzarri al mondo. Ecco quali sono.

Dieta delle lenti blu
E’ considerata una delle diete più assurde al mondo, più che altro in termini di strumentazione. Infatti, affinché si possa migliorare la perdita di peso è importante che le persone indossino delle lenti blu mentre si mangia. E, anche se potrebbe sembrare strano, esistono degli occhiali progettati proprio a questo scopo: si chiamano Blue Shade Glasses. L’idea si basa sul fatto che alcuni studiosi erano riusciti a mostrare come le persone che mangiavano su piatti di colore blu o viola erano meno inclini a mangiare troppo. Quindi, se ci si arma di lenti blu, l’effetto dovrebbe essere ancora più accentuato. E c’è solo un modo per stabilire se il metodo funziona: provarlo.

La dieta degli omogenizzati
Per tutti quelli che sono sempre un po’ bambini dentro c’è la dieta degli omogenizzati. Molti la conoscono anche con il nome di baby food diet. Il metodo per perdere perso è molto semplice: si mangiano al massimo 16 vasetti – a scelta – di cibo omogenizzato. Nonostante l’assurdità sono molte le Star che hanno sperimentato il metodo: Lady Gaga, Jennifer Aniston e Reese Witherspoon.

La dieta della Bibbia
La dieta della Bibbia, come è facilmente intuibile, è basata sull’osservazione di ciò che è puro e impuro - e questo vale anche per il cibo. La Parola di Dio, infatti, indica alcuni alimenti considerati impuri (per lo meno per determinati popoli). Inoltre, affinché il tutto funzioni alla perfezione, ogni giorno inizia con un ringraziamento sotto forma di preghiera. L’ideatore del metodo sarebbe un certo Jordan S. Rubin che asserisce di essere guarito dal morbo di Crohn grazie a questo genere di dieta che, tra le altre cose, richiede di limitare il consumo di pesce e di carne di maiale.

La dieta Shangri-L
Forse il nome Shangri-La, vi ricorda qualcosa. Il termine, infatti, è stato direttamente importato dal romanzo orizzonte perduto di Jame Hilton. In questo si troverebbe un paese immaginario dove tutti sono felici (e ognuno di noi vorrebbe andare). La dieta è stata chiamata allo stesso modo perché si basa su un concetto semplice: mangiare il cibo che riteniamo più affine a noi e che ci fornisce migliori sensazioni. Bisogna però imparare a fermarsi quando ci sentiamo sazi. C’è però un’osservanza alquanto particolare: ingerire l’equivalente di 400 calorie derivanti da olio extravergine di oliva o zucchero nell’arco di due ore, tempo in cui non bisogna entrare in contatto con nessun altro cibo. Quindi è comunque una dieta della felicità un po’ limitata (almeno per un paio di ore).

La dieta del sonno
Il miglior modo per dimagrire? Non mangiare ovviamente. E qual è l’unico momento della giornata in cui non lo facciamo? Quando dormiamo. Ed è per questo motivo che per dimagrire bene potrebbe essere necessario assumere alcuni sonniferi. Quindi forse si perde peso, ma se si parla di salute è tutta un’altra storia.

La dieta dei sette colori
È considerata più una dieta emozionale che una dieta terapeutica. A seconda di come ti svegli, infatti, potresti amare un colore diverso. Ed è per questo motivo che ogni giorno dovresti mangiare cibi dello stesso colore – possibilmente quello che ami di più al momento. È importante sottolineare che il regime alimentare in questione è ispirato a un programma del National Cancer Institute denominato Savor the Spectrum, il quale intende incentivare il consumo di frutta e verdura e non certo l’aggiunta di coloranti artificiali. Quindi, se ogni giorno si consuma un cibo di un determinato colore, il weekend (o sabato o domenica) si può passare all’arcobaleno.