25 settembre 2018
Aggiornato 19:30

Tumori, attenzione al peso: se il paziente ne perde, le cure sono meno efficaci e pi¨ tossiche

Prendere coscienza che la malnutrizione nei pazienti affetti da cancro Ŕ una realtÓ e un problema non solo sanitario ma anche sociale. Tutti i numeri e i perchÚ
Mancanza di appetito
Mancanza di appetito (Ana Blazic Pavlovic | shutterstock.com)

ROMA – La malnutrizione in oncologia è considerata una vera e propria patologia, e non soltanto un effetto collaterale malattia. Oltre il 50% dei pazienti oncologici infatti risulta malnutrito già alla prima visita oncologica e una perdita di peso involontaria è stata riscontrata nel 65% dei pazienti esaminati in occasione della prima visita oncologica. Quasi un paziente su 3 poi aveva perso più del 10% del proprio peso. «Le linee guida d’indirizzo del Ministero della Salute – sottolinea Maurizio Muscaritoli, professore ordinario di medicina interna di La Sapienza Università Roma – hanno messo in evidenza come la mancanza di applicazione di protocolli per l’individuazione di uno stato di malnutrizione, possa mettere strutture e sanitari in una situazione di inadempienza che ha conseguenze sui pazienti».

Un convegno per prendere coscienza
DI malnutrizione in oncologia se ne è discusso in un convegno alla Camera dei Deputati, nel corso del quale clinici, rappresentanti dei pazienti e politici si sono seduti allo stesso tavolo per individuare gli strumenti più adatti a rispondere adeguatamente alle esigenze, ai bisogni e soprattutto ai diritti dei pazienti più fragili. La malnutrizione non è solo un effetto collaterale della malattia ma una vera patologia a sé stante, e può essere reversibile a patto che l’intervento nutrizionale più adatto sia tempestivo e diventi parte integrante delle cure oncologiche.

Un fenomeno trasversale
E’ ormai assodato come la malnutrizione sia un fenomeno trasversale, che si accentua nei soggetti più anziani e fragili: in una ricerca pubblicata sul Journal of Geriatric Oncology su 143 pazienti con più di 70 anni, la malnutrizione era associata a un rischio di mortalità 2,6 volte più elevato. Ma gli effetti negativi della malnutrizione ricadono anche sui magri bilanci del Sistema sanitario nazionale (SSN) a causa di degenze ospedaliere più lunghe e maggiori complicanze dopo un intervento chirurgico. Purtroppo, sia la prevalenza della malnutrizione che le sue drammatiche conseguenze sono ancora sottovalutate, e anche quando venga riconosciuto il rischio spesso non viene trattato: dato confermato da studi europei che hanno calcolato come solo un paziente su 3 riceva un supporto nutrizionale adeguato.

Molti mangiano meno
In uno studio francese del 2014 pubblicato su JPEN, il 55% dei 1 pazienti analizzati aveva riferito di mangiare di meno rispetto a prima della malattia e solo il 41,4% aveva ricevuto una consulenza nutrizionale. Inoltre, in una ricerca spagnola del 2016 apparsa su Support Cancer Care il 33,9% era a rischio malnutrizione al momento del ricovero e il 36,4% lo era ancora al momento della dimissione. Con effetti diretti sulla durata del ricovero: 8,6 giorni in media per quelli ben nutriti contro i 12 giorni di quelli sottopeso. Lo studio italiano PreMiO (Prevalence of Malnutrition in Oncology) ha per la prima volta analizzato lo status nutrizionale in pazienti italiani alla prima visita oncologica, mostrando in maniera incontrovertibile che malnutrizione, anoressia, perdita di appetito e di peso sono comuni nei pazienti con cancro sin dalle prime fasi di malattia, e rilevabili già alla prima visita oncologica.