23 febbraio 2019
Aggiornato 12:00

Questi farmaci di uso comune possono provocare ansia e depressione

Molti farmaci di uso comune potrebbero aumentare seriamente il rischio di depressione e suicidio. Ecco quali medicinali vanno assunti con attenzione

Farmaci di uso comune possono provocare depressione
Farmaci di uso comune possono provocare depressione

Sono farmaci di uso comune, assunti probabilmente da un terzo della popolazione, ma possono presentare rischi avversi insospettabili e pericolosi. Tra questi anche depressione e un aumento delle probabilità di suicidio. A suggerirlo sono stati alcuni ricercatori dell'Università dell'Illinois a Chicago, i quali ritengono che molti operatori sanitari potrebbero non essere a conoscenza del rischio e quindi non avvisare il paziente del pericolo che corrono. Ecco quali sono i medicinali che possono alterare negativamente il tono dell’umore.

Lo studio
Durante lo studio, gli scienziati hanno preso in esame i tipi di farmaci assunti da oltre 26.000 persone adulte. I dati – che fanno parte del National Health and Nutrition Examination Survey – sono stati ricavati negli anni che vanno dal 2005 al 2014. Dai risultati è emerso che tra gli oltre 200 farmaci prescritti comunemente, molti di questi possono provocare serie forme depressive e alterazioni dell’umore.

Quali farmaci?
I farmaci sotto accusa sono molti: tra questi quelli utilizzati per il controllo delle nascite, per l’ipertensione, per le malattie cardiovascolari, alcuni antiacidi, gli inibitori della pompa protonica e i comuni antidolorifici. Molti dei farmaci elencati hanno ben evidenziato nel bugiardino come la depressione o il rischio di suicidio possono essere considerati effetti collaterali derivanti dall’assunzione.

Se li prendi insieme rischi di più
I ricercatori hanno anche scoperto che non è affatto raro che i farmaci che aumentano il rischio di depressione vengano assunti insieme ad altri che potenziano tale effetto. L’uso concomitante di medicinali, noto con il nome di polifarmacia, è quindi associato a una maggiore probabilità di incappare nella depressione. Infatti, il 15% degli adulti che ne ha assunti due o tre (o più) insieme ha sperimentato serie forme depressive, una misura tre volte superiore rispetto a chi non usa farmaci di questo genere.

L’importanza della consapevolezza
«Il messaggio da portare con questo studio è che la polifarmacia può portare a sintomi depressivi e che i pazienti e gli operatori sanitari devono essere consapevoli del rischio di depressione associato a tutti i tipi di farmaci comunemente prescritti - molti dei quali sono disponibili anche come farmaci da banco», ha dichiarato Dima Qato, assistente professore di sistemi di farmacia, risultati e politica nell'UIC College of Pharmacy. «Molti possono essere sorpresi di apprendere che i loro farmaci, nonostante non abbiano nulla a che fare con l'umore o l'ansia o qualsiasi altra condizione normalmente associata alla depressione, possono aumentare il rischio di manifestare sintomi depressivi e possono portare a una diagnosi di depressione».

Quanto rischiamo?
In basi ai dati emersi dallo studio si è potuto constatare come l'uso di antiacidi con potenziali effetti avversi sulla depressione – tra questi anche gli inibitori della pompa protonica e gli antagonisti H2 – ha provocato un aumento degli effetti collaterali negativi dal 5 al 10% in un solo anno (dal 2005 al 2006). L'uso di tre o più farmaci aumentava contemporaneamente dal 7 al 10%. I farmaci che riportavano sul bugiardino il rischio di suicidio aveva provocato un aumento dal 17% al 24%. «Le persone non solo usano sempre di più questi farmaci da soli, ma li usano sempre più contemporaneamente, e pochissimi di questi farmaci presentano etichette di avvertimento, quindi finché non avremo soluzioni pubbliche o di sistema, lasceremo ai pazienti e agli operatori sanitari la consapevolezza del rischio», spiega Qato.

Una delle principali cause di disabilità
«Considerando la depressione come una delle principali cause di disabilità e l'aumento dei tassi di suicidio nazionale, dobbiamo pensare in modo innovativo alla depressione come problema di salute pubblica, e questo studio dimostra che i modelli di uso del farmaco dovrebbero essere considerati nelle strategie che cercano di eliminare, ridurre o minimizzare l'impatto della depressione nella nostra vita quotidiana», conclude detto Qato. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of American Medical Association