24 ottobre 2018
Aggiornato 02:00

Disabilità intellettive, anche chi ne soffre può fare sport

Indagare e comprendere in che misura la pratica sportiva può migliorare la qualità di vita e le relazioni delle persone con disabilità intellettive. L'intesa tra Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Special Olympics Italia (SOI)
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Sport (Yuganov Konstantin | shutterstock.com)

ROMA – Anche le persone con disabilità possono praticare sport. Ricerca, assistenza e sport: sono le tre parole d’ordine che riassumono l’intesa tra Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Special Olympics Italia (SOI). L’accordo di collaborazione, presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, in corso a Montecatini Terme e Valdinievole fino al 9 giugno, ha l’obiettivo principe di indagare e comprendere in che misura la pratica sportiva può migliorare la qualità di vita e le relazioni delle persone con disabilità intellettive.

Il protocollo di intesa
E’ stato presentato dal Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Marco Elefanti e dal Presidente SOI, Maurizio Romiti, e sancisce l’inizio di una collaborazione volta al perseguimento di diversi obiettivi: promuovere lo studio e l’approfondimento di temi riguardanti la disabilità intellettiva; favorire lo sviluppo della ricerca clinica e scientifica in materia; promuovere lo sport come strumento di formazione, educazione e integrazione sociale; elaborare protocolli e linee guida specifici per persone con disabilità intellettive che svolgono attività sportiva.

Atleti ‘speciali’
Per la Fondazione Gemelli - spiega una nota - ciò significherà poter svolgere attività di ricerca su un campione esteso di ‘atleti speciali’ nell’ambito di iniziative ad alto valore sociale e a estesa partecipazione (specie i Giochi mondiali) e formare personale medico sulle specifiche tematiche di Medicina dello Sport e Neuropsichiatria Infantile. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics di vedersi associati a una importante istituzione sanitaria al fine di fornire sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti. Nell’ambito del protocollo (che ha una durata iniziale di due anni), la Fondazione fornirà prestazioni sanitarie, visite e accertamenti diagnostici in favore di pazienti con disabilità intellettive facenti parte dei Team Special Olympics, visite specialistiche e ulteriori prestazioni sanitarie in favore degli Atleti italiani partecipanti ai Giochi Mondiali Estivi Special Olympics, che si terranno ad Abu Dhabi nel 2019.

La prima fase
A Montecatini in occasione dei Giochi Estivi Nazionali di Special Olympics sarà avviata la prima fase della collaborazione grazie alla presenza di due equipe mediche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Medicina dello Sport e di Neuropsichiatria infantile, che sottoporranno gli atleti a una serie di test. In particolare, tra le varie iniziative, è stato definito, con l’Unità di Operativa Complessa di Medicina dello Sport della Fondazione Policlinico A. Gemelli un Progetto Pilota finalizzato alla valutazione medico-sportiva di tutti gli Atleti convocati ai Giochi Mondiali Estivi di Abu Dhabi nel 2019. I Medici della Medicina dello Sport del Gemelli saranno presenti ai Giochi Nazionali Estivi SOI a Montecatini dal 6 all’8 giugno, con due postazioni, presso gli ambienti dei "Programmi Salute». In questa prima fase tutti gli Atleti selezionati per Abu Dhabi verranno sottoposti a visita medica con anamnesi e esame obiettivo, misurazione della pressione arteriosa ed elettrocardiogramma a riposo (ECG). Successivamente, verranno convocati a Roma per essere sottoposti ad esami strumentali di II livello, quali: Ecocardiogramma mono bidimensionale e color Doppler e/o ECG da sforzo.