26 giugno 2019
Aggiornato 22:30
Sindrome di Rokitansky

Nasce senza vagina ma riesce ad avere il suo primo rapporto sessuale. Ecco come ha fatto

Un intervento che ha dell’incredibile ha restituito la possibilità, a una donna di 23 anni, di avere finalmente rapporti sessuali come qualsiasi altra persona

Nasce senza vagina ma riesce ad avere il suo primo rapporto sessuale - Immagine rappresentativa
Nasce senza vagina ma riesce ad avere il suo primo rapporto sessuale - Immagine rappresentativa ( Shutterstock )

Una splendida ragazza che ha scoperto di non avere la vagina all’età di quindici anni. Lo sviluppo, durante la sua pubertà è stato pressochè privo di problemi, ha assistito persino alla comparsa dei dolori mestruali. Tuttavia, in maniera del tutto insolita, il sanguinamento non si presentava mai. Per questo motivo decise di rivolgersi al proprio medico curante. Fu allora, durante l’età adolescenziale, che apprese la sconcertante notizia: era priva di vagina. Oggi, però, è riuscita ad avere un rapporto sessuale esattamente come qualsiasi altra donna. Ecco come ha fatto.

Non solo vagina
Il problema principale era rappresentato dal fatto che i medici si sono accorti che la vagina non era l’unica cosa che le mancava. In realtà il suo corpo era sprovvisto anche di cervice, utero e ovaie. La povera donna si chiama Jucilene Marinho ed è originaria del Brasile, luogo in cui non è poi così insolito che una donna nasca senza vagina. In ogni caso si tratta di un problema piuttosto raro che coinvolge 1 persona su 5.000. «Ho pianto molto quando l'ho scoperto. Pensavo che il mio mondo fosse finito. Ho sempre sognato di avere un figlio mio, invece ho dovuto accettare che non sarebbe stato possibile», racconta la ragazza. La sua depressione è peggiorata notevolmente quando un ragazzo si è preso gioco di lei e l'ha lasciata subito dopo aver scoperto cosa aveva.

Tessuto connettivo
La condizione di Jucilene è nota come una rara sindrome congenita che prende il nome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser o MRKH. In pratica dietro la pelle che ricopre quelle che avrebbe dovuto essere la vagina si trova solo del semplice tessuto connettivo. Ma alcuni chirurghi hanno voluto sperimentare una nuovissima tecnica che sembra aver prodotto eccellenti risultati: hanno creato una vagina ex novo e l’hanno rivestita con la pelle del pesce Tilapia. Prima dell’uso sulla donna, la pelle di tilapia è stata irradiata allo scopo di uccidere eventuali virus. Il metodo ha anche l’obiettivo di rimuovere le squame e l'odore di pesce. L'operazione prende il nome di neovaginoplastica, ed è stata eseguita ad aprile 2017 da alcuni medici dell'Università Federale del Ceará, coordinati dal dottor Leonardo Bezerra. La pelle di Tilapia, usata come prodotto di scarto, contiene grandi quantità di collagene di tipo 1, inoltre è resistente alle malattie ed è forte e resiliente come la pelle umana. Si tratta di un materiale organico già sperimentato per la cura delle ustioni.

Una nuova speranza
La tecnica è al momento pressochè sconosciuta ma sembra essere molto efficace e ha dato la possibilità a Jucilene di avere finalmente una vita sessuale soddisfacente. La 23enne, infatti, ha detto che dopo soli tre mesi di recupero è riuscita ad avere dei rapporti sessuali con il suo fidanzato. «I medici mi hanno dato la possibilità di fare sesso a ottobre dell'anno scorso. All'inizio avevo molta paura di farlo perché pensavo che avrebbe fatto male e temevo che potesse danneggiare l'apertura. Ma è stato un momento meraviglioso perché tutto ha funzionato perfettamente. Non c'era dolore, solo una grande quantità di piacere e soddisfazione. Non sentivo alcun disagio e non c'era emorragia. Tutto era sensibile in quello che mi è stato spiegato essere il modo giusto e normale. Era perfettamente naturale che l'apertura fosse sempre stata lì», racconta Jucilene. Il suo primo rapporto sessuale l’ha avuto con Marcus Santos, 24 anni, con cui era fidanzata da oltre un anno.

L’intervento
L’operazione eseguita sulla donna non è stata affatto semplice: è stato necessario aprire uno spazio tra la vagina e l’ano e poi è stato inserito lo stampo tubolare rivestito con pelle di pesce che avrebbe poi dovuto diventare la vera e propria vagina. Nei giorni successivi all’intervento, la pelle di tilapia funge da produttrice di cellule staminali trasformandosi in tessuto cellulare in modo molto simile a una vagina vera e propria. «Per realizzare la nuova vagina inseriamo uno stampo acrilico a forma di vagina rivestito con la pelle di tilapia nello spazio creato tra la vescica e il retto. Il dispositivo rimane lì per dieci giorni per impedire che le pareti si chiudano. Durante questo periodo, la pelle del tilapia viene assorbita e le cellule e i fattori di crescita rilasciati dalla membrana si trasformano, come le cellule staminali, nelle cellule dei tessuti del paziente. Infine, il corpo del paziente incorpora completamente la pelle di tilapia diventando biocompatibile con esso. La pelle del pesce stimola la crescita cellulare e la formazione dei vasi sanguigni e crea un nuovo canale uguale a quello di una vagina vera e propria», spiega Bezzarra.

Una speranza per tante persone
Il dottor Bezerra ha trattato quattro pazienti affette da MRKH con il trattamento innovativo. Rispetto ai metodi tradizionali è decisamente meno invasivo. Gli altri, infatti, creano un canale vaginale tramite innesti molti estesi dall’inguine. «Questa procedura può essere lunga e dolorosa in quanto il paziente deve riprendersi da una grossa incisione che lascia una cicatrice che può essere antiestetica e stigmatizzante. C'è anche la possibilità di disagio con il tessuto ricostruito. In confronto, la neovaginaplastica ha una velocità di recupero più rapida senza cicatrici visibili. Ci sono complicazioni minime senza alcun rischio di rigetto o infezioni», spiega Bezerra. Jucilene ha subito un sanguinamento interno di lieve entità ed è stata dimessa dopo tre settimane. «La mia famiglia e gli amici, che sono sempre stati lì per me, appena uscita dall’ospedale mi hanno portato a brindare per la mia nuova vagina», racconta scherzando. «Mi è sembrato così bello avere qualcosa che la maggior parte delle donne dà per scontato», conclude – ancora piena di gioia – Jucilene.