15 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

26enne affetta da forte vaginismo: «è come fare sesso con della carta vetrata»

Una bella e giovane donna affetta da vaginismo si mette in gioco e racconta la sua storia contraddistinta da tanti fallimenti ma anche da tante conquiste
26enne ha un forte vaginismo e racconta la sua storia
26enne ha un forte vaginismo e racconta la sua storia (George rudy / Shutterstock)

Il suo nome è Victoria. È una bella e giovane donna di 26 anni che non può vivere serenamente la sua sessualità a causa di un forte vaginismo. La condizione è contraddistinta da un irrigidimento delle pareti della vagina nel momento in cui avviene la penetrazione. Per fortuna il problema interessa una piccola fetta della popolazione – parliamo dello 0,5% delle donne – ma è indubbio che le donne che ne sono affette non possano avere una relazione sentimentale normale. Ecco la storia di Victoria: lotte, fallimenti e conquiste per superare un dramma.

Come carta vetrata
Ogni volta che Victoria Johnston cerca di fare l’amore con il suo compagno i muscoli della sua vagina si contraggono talmente forte da rendere impossibile una normale penetrazione. Lei racconta il suo dolore come se qualcuno sfregasse la sua vagina con carta vetrata. «Il dolore durante la penetrazione è una sensazione di bruciore. A volte c'è anche una sensazione di raschiamento, come la carta vetrata quando sfrega la pelle. È atrocemente doloroso e talvolta i muscoli non permettono nemmeno a un oggetto di penetrare. Semplicemente bloccano qualsiasi cosa all’entrata». A soli 26 la sua vita sessuale – come è facilmente intuibile – è stata un disastro. Anche ora che è fidanzata con Duncan Finlay, ammette che la loro sessualità è praticamente «inesistente».

Nessun progresso
Nonostante la donna si sforzi di coccolare e baciare il suo ragazzo, al momento della penetrazione tutto diviene difficoltoso. La medicina ritiene che questa condizione abbia origine psicologica e, infatti, Victoria ammette di aver ricevuto una severa educazione cattolica che non ha fatto altro che procurargli ansia e depressione. «Molti ragazzi mi hanno fatto sentire in colpa per aver avuto questa condizione. Hanno detto parole offensive con me semplicemente sdraiata lì durante il sesso, incapaci di vedere il dolore emotivo e fisico nei miei occhi. Molti si imporrebbero su di me per il loro piacere, ignorando i miei sentimenti. Mi è stato detto che non mi sforzo abbastanza, nonostante i miei costanti sforzi per migliorare. Sono stata vittima di bullismo, incolpata ed emotivamente distrutta da partner scortesi», racconta Victoria.

Ci vuole pazienza
Duncun, al contrario, ama molto Victoria e cerca di essere il più possibile comprensivo. Tuttavia, ammette che ci vuole tanta pazienza. «Anche se sono impegnato in una relazione a lungo termine, la nostra vita sessuale è inesistente», spiega il ragazzo. «Perché anch'io combatto contro gli abusi emotivi e fisici passati, ogni forma di intimità mi rende nervosa. Anche il sesso non penetrante, le coccole e i baci sono difficili e qualcosa che faccio fatica a fare. Invece di costringermi a svolgere qualsiasi tipo di attività sessuale, il mio fidanzato mi permette di iniziare con i miei ritmi».

La prima consapevolezza
«Mi sono resa conto di avere il vaginismo dopo aver continuato a fare sesso doloroso. Ho cercato "sesso doloroso" su Internet e ho realizzato di avere avuto tutti i segni e i sintomi del vaginismo. All'inizio stavo negando la verità e pensavo semplicemente che tutto ciò di cui avevo bisogno fosse la pratica. Comunque, il mio terapeuta mi ha raccomandato di cercare aiuto medico quando alla fine gli ho raccontato delle mie estenuanti lotte», racconta Victoria. «Sono sempre nervosa e depressa. Perché sono diventata più emotiva, ho dovuto cercare un aiuto psicologico come parte del mio trattamento per il vaginismo. Questo include parlare con un terapeuta e assumere farmaci per la mia ansia e depressione. La condizione spesso mi fa sentire in colpa, perché penso che lo sviluppo di questa condizione sia stata colpa mia in qualche modo. Devo anche essere più attenta a ciò che faccio. Ad esempio, cerco di evitare di parlare con gli amici del sesso e di guardare film o programmi televisivi centrati sul romanticismo e il sesso. Sul lato positivo, mi ha aiutato a diventare più paziente e sviluppare un legame più profondo con il mio fidanzato».

Mancanza di sostegno
Se da un lato ritiene che il suo fidanzato la stia sostenendo e aiutando, tutt’altra cosa pensa dei medici. «Anche quando mi è stato diagnosticato il disturbo e ho visitato il mio ginecologo, mi hanno semplicemente dato dei dilatatori e non mi hanno neppure spiegato come usarli. La maggior parte dei medici che ho visto mi ha detto che non sapevano come aiutarmi. Trovo che questo sia incredibilmente frustrante e ho scoperto che questo è un problema comune in tutto il mondo. Vorrei che la gente capisse che questa condizione è là fuori ed è reale. Non è una condizione che si può semplicemente "superare». Coloro che soffrono di vaginismo hanno a che fare con una varietà di traumi e non dovremmo biasimarli dal parlarne. I partner dovrebbero soprattutto capire che la donna non ha nessuna colpa. Dovrebbero aiutare a creare un'atmosfera positiva e di supporto per i loro cari che soffrono di questa condizione». Ecco il motivo per cui la ragazza ha deciso di scrivere un libro intitolato: Living with Vaginismus. «Spero che portando avanti la mia storia, più donne avranno il coraggio di fare lo stesso», conclude Victoria.