Salute | Ritmi circadiani

Orari irregolari: possono causare disturbi mentali

Interrompere il nostro orologio biologico può causare seri danni alla nostra salute mentale. Ecco perché

L'interruzione dei ritmi circadiani provoca disturbi mentali
L'interruzione dei ritmi circadiani provoca disturbi mentali (Wavebreakmedia | Shutterstock)

Viviamo una vita iper-frenetica, difficilmente ci fermiamo a pensare a noi stessi e già questo, di per sé, potrebbe causare stress e problemi di fluttuazione dell’umore. Se a tutto ciò si aggiunge anche il fatto che non riusciamo a seguire orari prestabiliti, i danni alla salute potrebbero aumentare, specie per quanto riguarda la sfera psicologica. Tutti, infatti, sappiamo che il nostro organismo è dotato di un orologio biologico interno e che grazie a esso vengono espletate la maggior parte delle funzioni fisiologiche. Ma i problemi insorgono nel momento in cui tale orologio è completamente sfasato.

Depressione grave e disturbi dell’umore
I ritmi circadiani governano molte delle funzioni umane come il sistema immunitario, il livello ormonale, il sonno e la temperatura corporea. Interrompere l’orologio biologico potrebbe mettere le persone a rischio di incappare in una grave depressione o altri disturbi dell’umore, secondo quanto emerge da una ricerca condotta dall'Università di Glasgow che ha preso in esame oltre novantamila persone valutando lo stile di vita e i rischi per la salute.

Attenzione ai cellulari
Uno dei rischi più comuni è rappresentato dall’uso dei cellulari che emettono una luce blu in grado di alterare i nostri ritmi biologici. Per questo motivo non andrebbe mai utilizzato prima di andare a dormire. Ma anche altre cattive abitudini possono provocare danni mentali. Tra queste alzarsi dal letto per prendere una tazza di tè, secondo quanto dichiarato dal professor Daniel Smith, coordinatore dello studio. Lo scienziato, durante il programma Radio 4's Today della BBC Radio, ha affermato che alcune persone nello studio avevano difficoltà a dormire perché utilizzavano i social media di notte. «Il mio cellulare si spegne assolutamente prima delle 22:00, perché ovviamente non ci siamo evoluti per guardare gli schermi quando dovremmo dormire», ha detto.

Anche il giorno conta
Tutto ciò non significa che bisogna stare attenti solo a ciò che si fa durante le ore notturne, anche il giorno fa la sua parte. «Non è solo quello che fai di notte, è quello che fai durante il giorno – devi cercare di essere attivo durante il giorno e inattivo quando è buio. Soprattutto in inverno, assicurarsi di uscire la mattina all'aria aperta è altrettanto importante come dormire sonni tranquilli che non usare un cellulare», continua Smith.

Poca felicità, tanta depressione
Questo non è il primo studio che ha trovato un’associazione tra ritmi irregolari e problemi di salute mentale. «Studi precedenti hanno identificato associazioni tra ritmi circadiani interrotti e cattiva salute mentale, ma questi erano stati condotti su campioni relativamente piccoli». Da questo studio, invece, è emerso che le persone che interrompono il loro orologio biologico assistono a un aumento di probabilità di incappare in depressione, disturbo bipolare, insoddisfazione e infelicità. Dai risultati è anche emerso che le probabilità di avere tali problematiche aumentavano del 10% rispetto alle persone che seguivano ritmi regolari, ha spiegato Smith alla BBC.

I meccanismi coinvolti
«Questo è uno studio importante che dimostra una solida associazione tra la ritmicità circadiana e disturbi dell'umore. Il prossimo passo sarà identificare i meccanismi con cui le cause genetiche e ambientali dell'interruzione circadiana interagiscono per aumentare il rischio individuale di depressione e disturbo bipolare», spiega ancora Smith. «Tutto ciò è importante a livello globale perché sempre più persone vivono in ambienti urbani che sono noti per aumentare il rischio di perturbazioni circadiane e, per estensione, di esiti negativi sulla salute mentale». I risultati dello studio sono stati pubblicati su Lancet Psychiatry.