Salute | Tumore al seno

Nasce in Emilia-Romagna la rete regionale dei centri di senologia

L'iniziativa qualifica ulteriormente il servizio di assistenza. Prevenire, curare le malattie di genere

Salute della donna
Salute della donna (aslysun | shutterstock.com)

ROMA – Più attenzione alla donna, più attenzione alla prevenzione, diagnosi precoce e cura delle malattie di genere. Per migliorare ulteriormente quel percorso di screening, diagnosi tempestiva, terapia e controllo che già colloca l’Emilia-Romagna ai vertici in Italia quando si parla di tumore al seno. Con questo obiettivo la Regione dà vita alla Rete regionale dei Centri di senologia: potrà contare su 12 strutture di riferimento in tutto il territorio, che lavoreranno con standard di qualità, modalità organizzative e di funzionamento uniformi: un Centro per provincia, due a Modena e tre per l’area Metropolitana di Bologna.

La presentazione ufficiale
Oggi a Bologna, nella sede di viale Aldo Moro, la presentazione ufficiale, in occasione del convegno organizzato dalla Regione in collaborazione con Europa Donna Italia, il movimento che opera a tutela dei diritti delle donne riguardo a prevenzione e cura del cancro al seno. La Rete nasce per volontà della Giunta regionale, che l’ha istituita con una delibera a cui le Aziende sanitarie dovranno fare riferimento per attuare il percorso organizzativo. Il documento individua la strutturazione territoriale; definisce il modello da adottare per garantire i migliori esiti clinici; stabilisce la costituzione di un coordinamento permanente che avrà anche il compito di monitorare i risultati raggiunti.

Una realtà che qualifica il servizio di assistenza
«Siamo particolarmente orgogliosi di dare avvio a questa realtà, nata con l’obiettivo di qualificare ulteriormente il servizio di assistenza alle donne lungo l’intero percorso, dalla prevenzione alla cura, che già vede l’Emilia-Romagna ai vertici in Italia – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – Basti pensare che il nostro programma di screening mammografico coinvolge 500mila donne ogni anno, vale a dire il 100% di quelle ‘bersaglio’, con un’adesione del 75%.Su una patologia così importante, e purtroppo diffusa, come quella del tumore al seno, non possiamo abbassare la guardia, anzi siamo impegnati ad alzare sempre più l’asticella della qualità del servizio. Anche attraverso una collaborazione sempre più stretta con le associazioni di volontariato attive in questo campo, che svolgono un lavoro prezioso di supporto alle donne e alle pazienti».

Un grande impegno
«Alla Regione Emilia-Romagna va riconosciuto il merito del grande impegno che ha portato a questo ottimo risultato – commenta Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia – e anche la fiducia che ha saputo dimostrare nei confronti del nostro movimento, con il quale la collaborazione è viva e proficua da ormai tre anni. Una collaborazione che è nostra intenzione proseguire, nel favorire ancora di più la messa in rete e la professionalizzazione delle Associazioni del territorio con percorsi formativi specifici, affinché possano fornire un sempre più utile contributo al coordinamento e monitoraggio dei Centri. Ci auguriamo – prosegue la presidente – che questa esperienza serva da modello e stimolo per tante altre Regioni, dove le Breast Unit stentano ancora a decollare. A questo fine Europa Donna Italia, con le 8 associazioni dell’Emilia-Romagna che fanno parte della sua rete nazionale, ha lanciato oggi un video appello affinché le Breast Unit diventino una realtà in tutta Italia».

Il Centro di senologia
Questo Centro è la struttura nevralgica operante all’interno del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale del tumore alla mammella, capace di garantire un modello di assistenza altamente specializzato. Il documento approvato dalla Giunta definisce i requisiti di qualità che ogni Centro deve avere per appartenere alla Rete regionale e assicurare un’adeguata esperienza specialistica. Tra questi, i volumi di attività chirurgica che assicurano i migliori risultati clinici, i livelli di competenza clinica di tutti i professionisti, la presa in carico della donna attraverso una valutazione multidisciplinare e multiprofessionale, la continuità assistenziale tra il Centro e il territorio (medicina generale), l’omogeneità dei protocolli clinici. Il documento specifica inoltre l’assetto organizzativo del Centro, nonché tempi, procedure e percorsi da seguire nelle varie fasi dell’assistenza, dalla diagnosi alla terapia al follow-up.