14 novembre 2018
Aggiornato 17:00

Un neo artificiale potrebbe salvarci dal cancro

Una sorta di tattoo iper tecnologico, vero prodotto di ingegneria genetica, ci avverte se abbiamo diverse forme di cancro in atto
Il neo artificiale che ti avvisa sei hai un cancro
Il neo artificiale che ti avvisa sei hai un cancro (Ivan_kislitsin | Shutterstock)

Il cancro è una malattia subdola della quale non ci accorgiamo mai della sua presenza. Quando siamo affetti da patologie oncologiche, infatti, non avvertiamo alcun sintomo. I primi segnali generalmente arrivano quando il tumore si trova a uno stadio avanzato. Ma è chiaro che in questo modo le possibilità di guarigione diminuiscono notevolmente. Per questo motivo, alcuni scienziati svizzeri hanno pensato di creare un radar delle masse cancerose, in grado di avvisarci quando queste fanno la loro prima comparsa.

Una spia dei tumori
L’idea è dei ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (Eth), in Svizzera. Ed è quella di sviluppare una sorta di spia che ci avvisa quando alcune cellule tumorali stanno invadendo il nostro organismo. Si tratta di uno strumento di diagnosi precoce reso possibile grazie a innovative tecniche di biologia sintetica.

Cellule geneticamente modificate
Per produrre e sperimentare l’azione del neo artificiale, gli scienziati hanno preso delle cellule geneticamente modificate e le hanno impiantate sotto la cute. Quado c’è qualcosa di anomalo – ovvero quando i livelli di calcio nel sangue non sono normali – il nero diventa scuro. Ciò significa che la malattia potrebbe essere in atto.

Funziona con molti tipi di tumori
Al momento lo studio è stato condotto su modello animale ed è riuscito a ottenere eccellenti risultati. Il neo, infatti, sembra accorgersi quando è in atto un tumore al seno, al colon, al polmone e alla prostata. Visti i risultati, inaspettatamente positivi, si pensa di dare il via a una nuova gamma di sensori impiantabili allo scopo di fornire diagnosi precoci. E non stiamo parlando solo di tumori, l’idea potrebbe essere presto applicata anche in altri ambiti medici. Per esempio, il neo tatoo potrebbe scovare anche malattie neurodegenerative o cardiovascolari.

Quando sarà disponibile?
Purtroppo non potremo avere a disposizione il neo troppo presto. Occorreranno almeno 10 anni perché possa divenire una realtà anche sull’uomo. Tuttavia, secondo gli scienziati, «si tratta di un incredibile passo in avanti», com dichiarato all’ANSA dall'oncologo Giuseppe Curigliano, dell'Università di Milano, direttore della Divisione Nuovi Farmaci dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo).

Cellule ingegnerizzate
«Il sistema si basa sull'impianto sotto cute di cellule umane ingegnerizzate che agiscono come un sensore per monitorare il calcio nel sangue. Se i livelli si mantengono troppo alti nel tempo, dando ipercalcemia, nelle cellule si scatena una cascata di segnali che porta alla produzione di un pigmento naturale, la melanina, che va a disegnare il neo», spiegano gli scienziati. Tenendo però presente che l’ipercalcemia di sviluppa soltanto nel 10-15% delle persone malate di tumore.

Perché l’ipercalcemia è pericolosa?
«Questo problema, che può mettere a rischio la vita dei pazienti, è provocato dalle metastasi che demoliscono l'osso liberando calcio nel sangue: grazie al tattoo biomedicale potremmo finalmente riconoscerlo e trattarlo prima che compaiano gravi sintomi come aritmie cardiache, insufficienza renale e sonnolenza», continua Curigliano.

Accertamenti
Va da sé che qualora il neo segnalasse qualche anomalia non si può giungere a conclusioni affrettate ma è doveroso recarsi immediatamente dal proprio medico curante. «Quando appare il neo la persona che porta l'impianto dovrebbe farsi vedere da un dottore per ulteriori accertamenti. Il neo non significa che la persona sta per morire ma soltanto che deve fare degli approfondimenti e, se necessario, delle cure», spiega Martin Fussenegger, autore dello studio.

Panico da neo tatoo?
Come è logico pensare, questo genere di sensori oltre ad avere una certa utilità potrebbero seminare il panico tra le persone, costringendole a guardare sempre il nero o sperimentando stati di ansia al minimo cambiamento. Per questo genere di soggetti, i ricercatori hanno pensato di ideare un neo artificiale visibile solo alla luce rossa. Ciò significa che «il controllo regolare potrebbe essere fatto dal medico». Le idee, per il futuro, sono molte: per esempio rilevare variazioni di calcio per le malattie diverse dai tumori o per identificare patologie degenerative e problemi ormonali. Inoltre, «sarebbe fantastico se si riuscisse a ingegnerizzare le cellule in modo da rilasciare al bisogno molecole terapeutiche, invece che melanina», spiega Curigliano. D’altro canto al momento sono stati fatti piccoli passi in avanti, senz’altro fra qualche anno si avranno a disposizione prototipi diversi e maggiormente evoluti. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.