19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Storie vere

Ha un’emorragia cerebrale, ma non si perde d’animo e si laurea in ospedale

La forza e il coraggio di una donna straordinaria che non ha paura di affrontare le avversità della vita. Insegna a tutti che i sogni devono essere inseguiti, sempre

Olga D'Eramo si laurea in ospedale
Olga D'Eramo si laurea in ospedale Shutterstock

ALESSANDRIA - Una storia apparentemente triste iniziata con una notizia che, probabilmente, le avrà fatto crollare il mondo addosso: i medici le hanno diagnosticato un tumore al cervello. È indubbio che il primo impatto sarà stato particolarmente devastante per Olga D’Eramo, una donna di 50 anni che, tuttavia, non si è fatta prendere dallo sconforto. Anzi, esattamente l’opposto: ha capito che la vita è un grande dono e come tale non va sprecato. Dopo essere stata colpita da un’emorragia cerebrale continua i suoi studi e si laurea in ospedale.

Una tesi in ospedale
A dare questa meravigliosa e commovente notizia è stato il quotidiano La Stampa, il quale racconta come la donna abbia preso una laurea in piena regola. Nel nosocomio alessandrino (Ospedale di Ovada) si sono infatti presentati i professori con la toga pronti a farle tutte le domande del caso. E da ora in poi Olga sarà dottoressa in Discipline psicosociali. Il suo voto? 107 su 110. Durante l’esame ha presentato una tesi sulla parità di genere dei motocilisti, non ha caso lei e il marito sono due centauri doc.

La notizia
Non è da molto tempo che Olga sa di essere affetta da una temibile malattia: tutto è iniziato nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo, momento in cui la donna ha cominciato a sentirsi male. Ma non è stato il fatto di avere un’emorragia cerebrale o un tumore al cervello a spaventarla di più. Il suo vero problema era veder svanire il suo più grande sogno: potersi laureare. Con tanta fatica si era guadagnata da privatista il diploma di dirigente di comunità e il posto in qualità di docente presso l’Istituto Cnos (Alessandria) e ora era a un passo dalla laurea. «Ero infilata nella Tac, non parlavo, non vedevo, non camminavo. Eppure pensavo solo: adesso come faccio? A fine marzo mi devo laureare», racconta Olga a La Stampa.

La discussione della tesi
Mancava pochissimo tempo e il suo sogno si sarebbe avverato: avrebbe solo dovuto recarsi a Roma per discutere la propria tesi, ma a causa della sua malattia rischiava di vedere i suoi desideri dissolversi come bolle di sapone. Le cure per il cancro, si sa, sono devastanti e avere la forza di fare un viaggio così lungo per lei sarebbe stato impossibile. Per fortuna, però, la facoltà di Psicologia dell’università telematica internazionale UniNettuno è riuscita a istituire una sessione davvero speciale. E il reparto di medicina dell’ospedale di Ovada si è trasformato in un’aula magna.

Tutto pronto per il grande evento
Ed è così che un paio di giorni fa Olga si è preparata per quello che avrebbe dovuto essere il momento più bello della sua vita. Niente è stato lasciato al caso: persino i vestiti sono stati scelti con la massima cura: uno splendido top variopinto, dei pantaloni di shantung lilla e una particolarissima acconciatura con sfumature turchese e vola. «Amavo il nero. Dopo questa esperienza alla mia vita ho deciso di aggiungere colori e luce. E se oggi sono arrivata qui, a discutere la mia tesi, lo devo a tutte quelle persone che mi sono state vicine. A mia sorella Valeria, a mia mamma Germana, alle mie amiche e amici, Manuela, Ornella, Teresa, Gianni, Marco, Andrea, Maria, ai medici e agli infermieri, che mi hanno dato speranza e amore. A mio marito Marco, che è stato sempre qui tenendomi la mano, e a questo ospedale, che per me è una casa. Mi dicono tutti che sono una guerriera ma nessuno può esserlo da solo» ha dichiarato Olga a La Stampa.

Una rinascita
Olga racconta che al momento della discussione della tesi erano presenti tanti amici e parenti, ma anche il personale dell’ospedale e i sindaci di Cremolino (suo paese di residenza). Tutti erano incredibilmente emozionati e ansiosi. Tutti tranne lei che ha asserito di sentirsi felicissima e di non avere alcun timore. Ma al termine di tutto, la sua incredibile gioia è sfociata in lacrime: ora era ufficialmente una dottoressa. «Grazie per la forza che stai dimostrando. Oggi sei tu a insegnarci ad affrontare le difficoltà della vita», le ha detto il rettore Maria Amata Garito. Olga conclude affermando che la conoscenza della psicologia la ha fatto un grande dono: essere in grado di liberarsi dalle sue paure. «So cosa mi aspetta, lo affronterò. E poi, se avrò modo di esercitare questa professione, farò del volontariato. Aiuterò gli altri, gratis. Per me, questa laurea è una rinascita».