20 febbraio 2020
Aggiornato 03:30
Sindrome dell’ovaio policistico

Sindrome dell’ovaio policistico nella mamma: ansia assicurata per il figlio

Le donne che soffrono di sindrome dell’ovaio policistico potrebbero mettere al mondo figli più facilmente inclini all’ansia

Sindrome dell'ovaio policistico e ansia
Sindrome dell'ovaio policistico e ansia Shutterstock

Potrebbe esserci una relazione tra la sindrome dell’ovaio policistico e l’ansia. Questa volta, però, non stiamo parlando dell’ansia della donna, bensì del figlio di una mamma affetta da PCOS. La sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzato da uno squilibrio ormonale che potrebbe causare diversi problemi di salute. Tra questi, ricordiamo la mancanza di ovulazione, l’amenorrea, l’eccesso di androgeni, cisti ovariche, irsutismo e acne. Ma oltre ai danni derivanti dalla patologia in sé (tra cui anche una maggior predisposizione verso le malattie cardiovascolari), la sindrome dell’ovaio policistico potrebbe causare alterazioni nell’umore del proprio figlio. Ecco perché.

Ansia nei figli
Pare che le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) abbiano un’alta probabilità di mettere al mondo figli che potrebbero manifestare varie forme di ansia durante l’arco della vita. A detta dei ricercatori, tutto ciò sarebbe collegato con il maggior rischio di sovrappeso nella mamma e l’eccesso di androgeni tipico della patologia.

L’importanza dell’ambiente fetale
Le persone affette dalla sindrome dell’ovaio policistico possono avere un eccesso di ormoni maschili, assistere a disturbi mentali, obesità e insulino-resistenza. «Il fatto che le figlie di donne con PCOS abbiano un aumentato rischio di sviluppare la condizione e che i figli spesso sviluppino obesità e insulino-resistenza, indica che l'ambiente fetale gioca un ruolo cruciale», ha dichiarato Elisabet Stener-Victorin, professore al Karolinska Istituto.

Lo studio
Durante lo studio – condotto su modello animale - i ricercatori hanno preso in esame 16 gruppi di topi femmine e maschi esposti all’obesità della mamma e all’eccesso di ormoni maschili, proprio come avviene nelle donne affette da PCOS. Lo scopo degli scienziati era comprendere il ruolo che svolgono questi fattori sia sul comportamento della prole che sulla loro espressione genica.

I risultati
Al momento della nascita, metà dei topi è stato esposto a una dieta ricca di grassi e saccarosio al fine di indurre obesità. Inoltre i roditori femmine sono stati esposti al diidrotestosterone androgeno. Indipendentemente dalla dieta della mamma, però, i figli dei bambini esposti agli androgeni materni durante la gestazione sviluppavano molto più facilmente un comportamento ansioso. Inoltre, vi era un numero di geni implicati nell'ansia che erano alterati nell'amigdala e nell'ipotalamo. I risultati dello studio sono stati pubblicati su The FASEB Journal.