17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
22 marzo

Giornata Mondiale dell’Acqua: ogni minuto un bambino muore a causa di una patologia legata all’acqua

Il diritto all'acqua è stato riconosciuto dall'Onu nel 2010 ma sono ancora troppi i Paesi in cui è negato e troppe le malattie legate alla carenza di acqua potabile

Problema acqua potabile
Problema acqua potabile Shutterstock

ROMA –  Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua 2018. Per l'occasione, il presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – Coordinamento di 33 associazioni di solidarietà e cooperazione – Guido Barbera, rende noto quello che è l’impegno delle associazioni CIPSI per la tutela dell’acqua come diritto, sottolineando come, in realtà, vi siano ancora troppe disparità all'accesso all'acqua potabile. Una situazione che è causa di morte di un bambino ogni minuto.

Un diritto umano fondamentale
«L’acqua è vita e il libero accesso a questo bene prezioso, in quantità e qualità sufficienti, è un diritto umano fondamentale – afferma Guido Barbera nel comunicato CIPSI – Il diritto all’acqua è stato riconosciuto dall’Onu nel 2010, eppure l’orizzonte della concretizzazione del diritto all’acqua per tutti si allontana anziché avvicinarsi. Quattro miliardi di persone vivono in zone caratterizzate da forti carenze di acqua potabile. Più di tre miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici degne di esseri umani. E in futuro – nel 2050 – il 60% delle 482 città più popolose al mondo sono destinate a restare a secco. E ancora: il rischio della penuria d’acqua – sempre nel 2050 sarà al primo posto dei rischi mondiali per il suo impatto sulla vita. Purtroppo – prosegue Barbera – la tendenza prevalente è di abbandono della cultura del diritto all’acqua. Siamo di fronte alla rarefazione dell’acqua per la vita come diritto universale e dell’acqua come bene pubblico. Le associazioni CIPSI sono da decenni schierate a favore dell’acqua come diritto.

Muore un bambino ogni minuto
«Ogni minuto un bambino muore a causa di una patologia legata all’acqua – sottolinea il presidente Cipsi – Uno scarso accesso a questa risorsa e a servizi igienico-sanitari adeguati contribuisce alla morte di 1 bambino su 5. L’8% dei bambini sotto i 5 anni perde la vita a causa di forme gravi di diarrea contratte attraverso l’acqua. I problemi mondiali dell’acqua restano numerosi e gravi: la deforestazione e la desertificazione continuano ad avanzare, così come la riduzione di terre fertili accessibili. La mercificazione e la finanziarizzazione dell’acqua e dei servizi idrici avanzano a ritmo elevato. L’acqua interessa sempre di più gli speculatori finanziari».

La situazione in Italia
Anche in Italia l'acqua è spesso un problema, destinato ad acuirsi nel tempo. A livello Italiano, infatti, «è stato stravolto l’impianto generale della legge sull’acqua: introducendo di nuovo l’acqua privata ne sono stati travisati i principi essenziali. È stata cancellata la volontà di 25 milioni di italiani che hanno votato ai referendum. Invitiamo tutti coloro che ai referendum hanno scelto l’acqua pubblica a non votare più per nessuna forza politica e nessun amministratore che non rispetta la volontà dei cittadini e che vuole mercificare la nostra vita e i nostri diritti!».

Il diritto all'acqua non è garantito in nessuno Stato
Secondo quanto riportato da Solidarietà e Cooperazione CIPSI, a distanza di otto anni dalla risoluzione ONU nessuno Stato garantisce il diritto umano all’acqua gratuito a un minimo vitale per la dignità della vita. Oltre a ciò, l’accesso all’acqua potabile per uso umano è destinata ad assumere rilevanza nei prossimi anni. Al presente, la maggior parte delle città dei Paesi in via di sviluppo non dispongono di infrastrutture adeguate e risorse per affrontare gestione delle acque reflue in modo efficiente e sostenibile. A livello globale oltre l’80% delle acque reflue generate dalla società rifluisce nell’ecosistema senza essere trattato o riutilizzato. Senza contare il danno ambientale che questa situazione provoca, anche a livello igienico-sanitario si ha un impatto pesante.

La Coldiretti, in Italia persi 9 litri di pioggia su 10
E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione in una situazione in cui quasi 9 litri di pioggia su 10 sono perduti. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua nel sottolineare che l’Italia è un paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%. Il 2017 è stato l’anno più siccitoso dal 1800 con il 27% di precipitazioni in meno in Italia secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac-Cnr, ma crescita delle temperature, sfasamenti stagionali e soprattutto modificazione della distribuzione ed aumento dell’intensità delle piogge sono effetti dei cambiamenti climatici che – sostiene la Coldiretti – richiedono interventi strutturali. Di fronte alla tropicalizzazione del clima per continuare a sostenere l’agricoltura di qualità occorre organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi e servono– ha continua Coldiretti - interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana. Gli agricoltori - conclude la Coldiretti - sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti.