22 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Epatite C: ora si cura in sole 8 settimane

Con la nuova cura raddoppia la percentuale di successo per eradicare la malattia infettiva che attacca il fegato
Epatite C
Epatite C (onestudio | shutterstock.com)

SIENA – Debellare l'infezione da Epatite C in sole 8 settimane. E' quanto promette un nuovo farmaco. Oggi, però partono da Siena una serie di iniziative promosse da specialisti, epatologi e infettivologi, per la nuova sfida della ricerca scientifica: eradicare l'epatite C in sole otto settimane. Questo è possibile con il nuovo farmaco (Maviret) già disponibile nei centri pubblici nelle diverse unità operative complesse degli ospedali, di infettivologia, epatologia e medicina interna. Fondamentale la collaborazione tra medici generici e specialisti per far emergere il sommerso dei pazienti inconsapevoli di aver contratto la malattia, o diffidenti sino a oggi ad affrontare la precedente cura.

Prima ci volevano dai 6 ai 12 mesi
L'obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione attraverso quattro appuntamenti nazionali. Il primo si è aperto ieri presso l'Hotel Garden di Siena. Proseguiranno nelle prossime settimane seguendo tale calendario: venerdì 23 marzo a Venezia presso Scuola Grande San Giovanni Evangelista; mercoledì 28 marzo a Roma presso Hotel Donna Camilla Savelli; mercoledì 4 aprile a Palermo presso Grand Hotel Piazza Borsa. «La precedente terapia, in parte iniettiva, durava molto più a lungo, dai 6 ai 12 mesi, e aveva un risultato di successo che si aggirava attorno al 45% - spiega Giovanni Di Perri, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Torino - oggi, con i recenti risultati, si pretende di superare il 95% viste le caratteristiche di potenza, affidabilità, tollerabilità e facilità di assunzione della terapia disponibile. Oggi la stessa spesa per ogni singolo trattamento è scesa al di sotto del precedente trattamento, assai più fallace, di 3-4 anni fa».

L'epatite C e i suoi effetti
L'epatite cronica da virus C, o più semplicemente Epatite C o HCV, è una malattia che, in virtù della sua cronicità, provoca un processo che va spontaneamente avanti nel tempo fino a compromettere strutturalmente e funzionalmente il fegato. Si stima che in Italia ci siano circa 300mila pazienti diagnosticati con Epatite C (HCV) e un numero imprecisato di persone inconsapevoli di aver contratto l'infezione, per un totale stimato che va oltre il milione di persone. Negli ultimi tre anni è profondamente mutato lo scenario della terapia delle malattie epatiche da virus C e, con la disponibilità dei nuovi farmaci ad azione antivirale diretta, è oggi possibile curare la maggior parte dei pazienti a prescindere dallo stadio della malattia. A oggi sono stati trattati in totale 122.090 pazienti.

Il Piano di eradicazione
A livello nazionale sono stati realizzati due importanti interventi al fine di realizzare il Piano di Eradicazione HCV, che prevede l'arruolamento di 80mila pazienti all'anno, per 3 anni. Il primo è il fondo per i farmaci innovativi, 500 milioni di euro annui, precedentemente istituito per il biennio 2015-2016, dei quali la maggior parte è dedicata a farmaci per la cura dell'HCV. Il secondo riguarda l'ampliamento dei criteri di arruolamento: se fino a quel momento solo i pazienti più gravi, gli F3 e F4, potevano beneficiare della cura con i nuovi farmaci antivirali diretti, da aprile 2017 tutti i pazienti affetti dal virus HCV possono accedere alle cure. Nonostante ci siano farmaci efficaci e fondi disponibili, a oggi il ritmo di arruolamento è il seguente: da gennaio 2017 a fine marzo 2017 sono stati trattati circa 7.337 pazienti; da marzo a dicembre 2017 sono stati trattati 39.959 pazienti; da gennaio 2018 al 5 marzo 2018 sono stati trattati 12.662 nuovi pazienti.