12 dicembre 2018
Aggiornato 08:00

Malattie cardiache e morte improvvisa: hai controllato i livelli di piombo in casa?

L'esposizione al piombo provoca centinaia di migliaia di morti per malattie cardiache. Il metallo pesante si trova in casa, nell'aria e anche negli alimenti
Problemi di cuore e piombo
Problemi di cuore e piombo (Irenaphoto | shutterstock.com)

CANADA – Nuove prove collegano l'esposizione al piombo con i decessi per malattie cardiache. I ricercatori canadesi della Simon Fraser University di Vancouver hanno scoperto che il piombo è causa di oltre 400mila decessi l'anno, soltanto negli Stati Uniti, per malattie cardiache e cardiovascolari. E non c'è bisogno di un'esposizione elevata a questo metallo pesante, ma anche bassi livelli di esposizione aumentano in modo significativo il rischio di malattie dell'apparato cardio-circolatorio.

L'esposizione al piombo
Tutti, chi più chi meno, siamo esposti al piombo sin dalla nascita. Già perché questo metallo pesante tossico lo ritroviamo nell'aria che respiriamo, nei giocattoli, nei mobili e nelle vernici, nelle batterie, in alcune stoviglie e via discorrendo. In pratica, non c'è scampo. Nel tempo sono state prese precauzioni circa l'esposizione a questo metallo, vietandone per esempio l'utilizzo in alcune produzioni, ma molto resta ancora in giro. «Oggi l'esposizione al piombo è molto più bassa per via delle normative che vietano l'uso del piombo nella benzina, nelle vernici e in altri prodotti di consumo – spiega il dottor Bruce Lanphear, principale autore dello studio – quindi il numero di decessi dall'esposizione al piombo sarà inferiore nelle nuove generazioni. Il piombo rappresenta la principale causa di malattia e morte, ed è importante continuare i nostri sforzi per ridurre l'esposizione al piombo ambientale».

Anche bassi livelli sono dannosi
Quello che si è sempre osservato sono i danni provocati da un'esposizione continua o massiccia al piombo. Quello che invece si è poco considerato sono gli effetti di una bassa esposizione. Per questo i ricercatori hanno inteso valutare anche questa evenienza. Nel loro studio, Lanphear e colleghi hanno stabilito che dei 2,3 milioni di morti negli Usa, quasi 412mila possono essere attribuite alla contaminazione da piombo. Una cifra di almeno 10 volte maggiore di quella fino a oggi riportata dall'Institute for Health Metrics and Evaluation.

Non esiste una soglia sicura
I dati raccolti e l'analisi hanno pertanto mostrato che «Non esiste una soglia sicura – come sottolinea Lanphear – Una volta scoperto che c'era un rischio per tutta la gamma di esposizioni, potevamo stimare il numero di decessi attribuibili e invece di 40.000 morti, che è stato stimato in precedenza, abbiamo scoperto che era circa 10 volte di più». Oltre a ciò, gli autori hanno anche stimato che il 28,7% dei casi di morte annuale prematura per malattie cardiache nel Paese potrebbe essere attribuiti all'esposizione al piombo, che arriva a un totale di 256mila morti all'anno.

Lo studio
Per questo studio i ricercatori hanno utilizzato i dati del Terzo sondaggio nazionale sulla salute e la nutrizione. Per due decenni lo studio ha monitorato 14.289 adulti nella nazione. Dei 4.422 morti nel 2011, circa il 18% avrebbe potuto essere risparmiato riducendo le concentrazioni di piombo nel sangue a 1,0 microgrammi per decilitro. Rispetto a quelli con bassi livelli di piombo, le persone con livelli di piombo nel sangue elevati  – pari ad almeno 6,7 microgrammi per decilitro – presentavano un rischio maggiore del 37% di morte prematura per qualsiasi causa, il 70% di rischio maggiore di morte cardiovascolare e il doppio del rischio di morte per cardiopatia ischemica, si è scoperto nello studio. «Il nostro studio – sottolinea il prof. Lanphear – mette in discussione l'ipotesi che sostanze tossiche specifiche, come il piombo, possano avere livelli di sicurezza e suggerisce che l'esposizione di basso livello al piombo ambientale è un fattore di rischio preminente per la morte prematura negli Stati Uniti, in particolare per malattie cardiovascolari».

Comprendere la tendenza nella mortalità
«Stimare il contributo dell'esposizione al piombo a basso livello è essenziale per comprendere le tendenze della mortalità per malattie cardiovascolari e sviluppare strategie complete per prevenire le malattie cardiovascolari – prosegue il ricercatore – Attualmente, bassi livelli di esposizione al piombo sono un fattore di rischio importante, ma largamente ignorato, per le malattie cardiovascolari».

Cosa puoi fare per ridurre l'esposizione al piombo
A parte quelle cose che non si possono controllare, vi sono alcune precauzioni che si possono prendere per ridurre la propria esposizione al piombo. Per esempio controllare le vernici che si usano in casa o quelle che sono state usate per la produzione di mobili e altri prodotti che si hanno sempre in casa. Se per esempio la propria casa è stata costruita prima degli anni '80 è probabile che sia stata utilizzata della vernice al piombo. La degradazione dei materiali provoca la dispersione polverosa del piombo, che poi si respira o si assorbe in altro modo. Così il metallo pesante entra in circolo nel sangue. Per valutare la presenza di piombo esistono dei kit appositi che si trovano in vendita. Allo stesso modo, se la casa è vecchia o costruita prima del 1986, può essere che i tubi dell'acqua siano in piombo. Se questo è il caso è bene non utilizzare l'acqua di rubinetto per cucinare o, peggio, per bere. Anche in questo caso esistono modi per rilevare il piombo nell'acqua. Ci possono poi essere anche stoviglie o piatti verniciati con materiali al piombo, e il calore dei cibi può far rilasciare la sostanza. Attenzione dunque a questo. Altra presenza di piombo può esserci in alcuni alimenti, come per esempio i prodotti a base di riso.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Lancet Public Health.