12 dicembre 2018
Aggiornato 08:00

Scienziati scoprono come determinare l’intelligenza con un campione di saliva

Il livello di intelligenza potrebbe essere facilmente misurabile prelevando un campione di saliva e analizzando il DNA
Intelligenza e DNA
Intelligenza e DNA (Ollyy | Shutterstock)

Fino a ieri per misurare il proprio quoziente intellettivo (QI) era necessario eseguire test più o meno complicati e attendibili. Ora, grazie alla scoperta di alcuni scienziati, potrebbe essere facilmente determinabile grazie al prelievo di un semplice campione di saliva. Il merito, ovviamente, non è dei nostri liquidi corporei, bensì di un’accurata analisi genetica eseguita proprio sulla saliva. Questo metodo sembrerebbe offrire una precisione più elevata dei test eseguiti fino a oggi.

I geni dell’intelligenza
Secondo quanto scoperto da un team di ricerca del Center for Cognitive Aging and Cognitive Epidemiology dell'Università di Edimburgo, esistono ben 538 geni in grado di influenzare la nostra intelligenza. Tutti sono rilevabili grazie a una piccola quantità di saliva. Per arrivare a tali conclusioni, gli studiosi hanno analizzato i dati provenienti dalla biobanca britannica, durante uno studio genetico su salute e malattie. Dopodiché i ricercatori hanno confrontato il DNA con i punteggi ottenuti dai test del QI eseguiti su 240.000 persone.

Neuroni e cervello
Gli studiosi hanno scoperto che i geni rappresentano una differenza fino al sette percento a livello di quoziente intellettivo a causa del mondo in cui vengono veicolati segnali al cervello. I geni esaminati, tuttavia, sembrano influenzare anche altri processi biologici – come la longevità - e non solo l’intelligenza. «Sappiamo che ambienti e geni contribuiscono alle differenze che osserviamo nell'intelligenza delle persone. Questo studio aggiunge a ciò che sappiamo e quali geni influenzano l'intelligenza ma suggeriscono anche che la salute e l'intelligenza sono in parte correlate perché alcuni degli stessi geni si influenzano a vicenda», spiega Ian Deary del Center for Cognitive Aging and Cognitive Epidemiology presso l'Università di Edimburgo. Le persone dotate di un maggior numero di geni intelligenti, infatti, avevano meno probabilità di soffrire di Alzheimer, depressione, schizofrenia e obesità.

Quasi 200 regioni
Gli scienziati sono riusciti a dimostrare come gli oltre cinquecento geni che hanno un ruolo nell’abilità intellettuale, siano collegati a 187 regioni del genoma associati alla capacità di pensiero. «Siamo stati anche in grado di identificare alcuni dei processi biologici che la variazione genetica sembra influenzare per produrre tali differenze nell'intelligenza - e siamo stati anche in grado di predire l'intelligenza in un altro gruppo usando solo il loro DNA». Inoltre, il coautore dello studio, David Hill, ha dichiarato che l’intelligenza era «un tratto ereditabile», facilmente prevedibile attraverso il DNA dei familiari. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Molecular Psychiatry.