10 dicembre 2018
Aggiornato 14:00

Trapianti: in Italia prende il via la catena 'cross over' da donatore cadavere

E' il primo programma in Europa, uno analogo solo negli Usa. Si stanno soltanto aspettando donatori idonei
Trapianti in Italia
Trapianti in Italia (megaflopp | shutterstock.com)

ROMA – Trapianti da donatore cadavere. Avviene in Italia. «Nel nostro Paese sarà realizzata la prima catena di trapianti 'cross over' innescata da donatore cadavere. Siamo i primi in Europa e i secondi al mondo. Solo negli Stati Uniti esiste un programma del genere». Ad annunciarlo è Paolo Rigotti, direttore del Centro trapianti reni e pancreas dell'Azienda ospedaliera di Padova, in occasione della terza edizione degli Stati generali della rete trapiantologica italiana in corso a Roma.

Dove si farà
Il progetto sarà eseguito dal centro trapianti di rene dell'A.O. Universitaria di Padova in collaborazione con il laboratorio del centro interregionale di immunogenetica NIT di Milano e il laboratorio regionale di immunogenetica dell'Ospedale di Camposampiero. Anche il software necessario alla creazione della catena cross over, cioè incrociata, da donatore cadavere è stato realizzato presso la Facoltà di Economia dell'Università di Padova. Il programma faciliterà il trapianto dei pazienti iper-immunizzati che non possono ricevere l'organo dal donatore vivente disponibile, a causa della presenza di anticorpi donatore-specifici. L'importante novità sarà illustrata oggi dalla dott.ssa Lucrezia Furian dell'equipe del centro trapianti di rene dell'A.O. Universitaria di Padova.

La prima volta in Europa
«E' la prima volta in Europa che una donazione cross over si avvia da cadavere – Spiega Paolo Rigotti, direttore Centro trapianti reni e pancreas azienda ospedaliera di Padova – La novità è unire le due possibilità di trapianto: donatore/cadavere e donatore/vivente. Il centro nazionale trapianti ha un programma di scambi di coppie di donatori per riuscire a trapiantare quei pazienti che hanno degli anticorpi molto alti e che è molto difficile trapiantare dal punto di vista immunologico. Si può cercare di fare delle catene con vari scambi in maniera che ognuno trovi il donatore compatibile. Non è detto che il suo donatore doni a lui ma può donare a un altro. Alcune catene sono partite con questi donatori samaritani che donano un rene senza sapere a chi. E' chiaro che non abbiamo una infinità di questi donatori, allora una possibilità a cui abbiamo pensato è utilizzare invece una donazione proveniente da persona deceduta».

Come avviene
«Facciamo un esempio – continua Rigotti – mettiamo che un paziente in attesa di rene abbia la madre disponibile a donarglielo. Il rene della madre, però, è incompatibile. In questo caso, il paziente riceverebbe il rene da donatore deceduto e, conseguentemente, la madre dovrebbe donare il proprio rene a un altro paziente in attesa. In questo modo si innesca la catena. Il programma è pronto, stiamo solo aspettando donatori compatibili».