23 aprile 2024
Aggiornato 12:30
Dieta e tecnologia

Dieta: le app e i dispositivi per dimagrire funzionano? Ecco la risposta degli scienziati

I dispositivi indossabili e le relative app davvero ci aiutano a fare più attività fisica e a perdere peso? I risultati di una ricerca

Siamo ormai tutti dipendenti dalla tecnologia quasi come fosse la soluzione per cambiare il mondo. Eppure ci si affida sempre meno alla conoscenza umana e molte di più alle risposte fornite dalle varie intelligenze artificiali. Una delle domande che molti scienziati si sono posti è, tuttavia, se i vari gingilli tecnologici da cui non riusciamo a separarci funzionino davvero o meno. Per esempio: smartband e altri dispositivi indossabili, davvero ci aiutano a perdere peso? Ecco la risposta, recentemente pubblicata sul Journal Of The American Medical Association.

Un mercato in forte crescita
I dispositivi per il monitoraggio dell’attività fisica e del peso corporeo stanno subendo un’impennata in termini di vendite. Il mercato globale si aggirerà, nel prossimo anno, intorno ai 2,25 miliardi di euro. Ma si tratta davvero di soldi spesi bene? Un vecchio studio condotto a Singapore ha cercato di ottenere una risposta alla domanda arruolando oltre 800 volontari. Tutti erano obbligati a indossare un tracker per un anno. Ma ben il 40% ha smesso dopo sei mesi. Mentre alcuni ricercatori dell'Università di Pittsburgh che hanno condotto un simile studio hanno notato che solo il 10% delle persone che usava i dispositivi indossabili continuava a farlo entro il dodicesimo giorno.

Perdi peso e usa le app
Lo studio di Pittsburgh ha arruolato 470 persone e ha chiesto loro di seguire una dieta ipocalorica insieme a una maggiore attività fisica. Tutti i partecipanti allo studio hanno evidenziato una perdita di peso. Dopo sei mesi, però, metà dei volontari ha indossato i tracker per monitorare i progressi, mentre l’altra metà doveva farlo senza l’uso di mezzi tecnologici. Due anni dopo i ricercatori hanno notato che tutti e due i gruppi erano riusciti a svolgere attività fisica costante, ma quello che usano dispositivi indossabili avevano perso molto meno peso. Secondo il professor John Jakicic la differenza potrebbe essere dovuta dal fatto che i tracker forniscono dati errati.

Tecnologia imperfetta
«Queste tecnologie sono focalizzate sull'attività fisica, come prendere provvedimenti e aumentare la frequenza cardiaca. La gente direbbe: «Oh, ho esercitato molto oggi, ora posso mangiare di più». E potrebbero effettivamente mangiare più di quanto dovrebbero fare», spiega Jakicic.

Non sempre si ottengono risultati positivi
«Abbiamo scoperto che dare semplicemente alle persone un dispositivo non significa necessariamente che il gesto si tradurrà in qualcosa di positivo. Questi tracker di attività non coinvolgono in realtà le persone in strategie che fanno davvero la differenza in termini di cambiamento dello stile di vita a lungo termine».

Le app servono a poco
La conclusione degli scienziati è che le app per il fitness non solo servono a poco, ma potrebbero anche produrre risultati opposti. «La sfida contro il device attrae in un primo momento, però le app non forniscono le motivazioni per proseguire negli allenamenti. Abbiamo notato, dal test, che la frequenza degli esercizi diminuisce con l'andare del tempo». Infine, come abbiamo detto, i risultati (positivi) che l’app cerca di instillare nella nostra mente potrebbe portarci ad adottare modificazioni (negative) al nostro stile di vita alimentare. «Posso mangiare questo cupcake, tanto dopo vado a fare sport. E' questo il processo mentale sbagliato che si innesta nella testa di chi si affida alla sola tecnologia per far sorridere la bilancia», concludono i ricercatori. In risposta allo studio, un portavoce di Fitbit ha dichiarato: «Siamo comunque fiduciosi nei risultati positivi che gli utenti hanno visto dalla piattaforma Fitbit, compresi quelli derivanti dai nostri dispositivi indossabili».