20 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Elettronica

Galaxy Gear, lo smartwatch di Samsung

Samsung potrebbe puntare a fare da apripista di un nuovo segmento dell'elettronica di largo consumo, mettendosi stavolta all'avanguardia dopo che su smartphone e tablet è stata anticipata dall'arcirivale Apple

ROMA - Samsung si appresta a rompere gli indugi presentando il suo primo esemplare di smartwatch, con cui potrebbe puntare a fare da apripista di un nuovo segmento dell'elettronica di largo consumo, mettendosi stavolta all'avanguardia dopo che su smartphone e tablet è stata anticipata dall'arcirivale Apple. L'occasione della presentazione ufficiale dovrebbe essere la fiera dell'elettronica di Berlino, che si aprirà al pubblico venerdì 6 settembre e che già da mercoledì ospiterà diverse conferenze ed eventi stampa. Come spesso capita in queste occasioni sulla stampa specialistica sono già uscite anticipazioni del nuovo dispositivo, forse lasciate filtrare dalla stessa casa produttrice.

Secondo diverse indiscrezioni verrà battezzato «Galaxy Gear» e appare più come un grosso bracciale che come un orologio, in cui è integrato uno schermo da 2,5 pollici (circa 6,35 centimetri di diametro). Nessun dettaglio per ora sul prezzo. Grazie ai sistemi bluetooth sarà in grado di connettersi a qualunque smartphone o tablet della classe Galaxy, e offrire all'utente aggiornamenti su qualunque evento riguardante il dispositivo principale, magari è chiuso dentro un borsello o una custodia e non agevolmente estraibile.

Il dispositivo è dotato anche di fotocamera, assieme a microfono e altoparlante per rendere possibile il suo uso come telefono, ma qui subentrano gli scetticismi tra gli osservatori. E' infatti difficile ipotizzare che gli utenti siano disposti ad effettuare telefonate tenendo il polso in prossimità del viso a lungo, o peggio ancora appoggiandolo all'orecchio (se ad esempio in un ambiente rumoroso): serve una contorsione non proprio elegante e confortevole. Un altro aspetto problematico sembra essere la batteria, visto che le numerose funzioni disponibili nel dispositivo drenano energia. Teoricamente ha una autonomia di 24 ore, ma a pieno regime diventano solo una decina, secondo le indiscrezioni della rivista specialistica VentureBeat, un po' pochino per un «orologio», per quanto smart. Del resto questo è un problema aperto anche per la casa rivale come Sony, che ha lanciato diversi smartwatch negli ultimi senza mai sfondare nel grande pubblico.

Peraltro anche le dimensioni del dispositivo sono un limite alla sua diffusione, da due punti di vista opposti: da un lato appare grande sul polso, con una indossabilità magari inestetica, specialmente per le donne, dall'altro non è abbastanza ampio da poter pensare di usarlo per scrivere comodamente con comandi touch.

Risulta invece competitivo con i lettori musicali e multimediali portatili, a cui può aggiungere funzioni di nuovo tipo sul monitoraggio dello stato di chi lo indossa, come il cardiofrequenzimetro, tanto amate dagli appassionati di fitness. Per questo potrebbe essere un rivale agguerrito per i dispositivi ad hoc prodotti dalle case specializzate sugli strumenti per lo sport. Inoltre Samsung si mette all'avanguardia e anticipa Apple sui tempi, mentre da mesi circolano ipotesi sul fantomatico iWatch a cui sta lavorando la casa californiana.