Intolleranze alimentari: arriva decalogo degli scienziati contro le fake news e i test farlocchi

Dieci regole per proteggere la salute di chi pensa di essere intollerante e si affida a operatori e test non validati dalla scienza, e dunque inaffidabili

Intolleranza al lattosio
Intolleranza al lattosio (Africa Studio | shutterstock.com)

ROMA – Quello delle intolleranze alimentari è un business, e si trovano in giro molte farmacie, erboristerie, centri e studi vari in cui viene offerto (anche a caro prezzo) questo servizio. A questi test, la cui maggior parte non validati dalla scienza, molte persone si affidano speranzose. Spesso poi sono eseguiti da persone non qualificate che utilizzano test inverosimili con macchinari di dubbia e non provata efficacia. Così, fateci caso, se si prova a fare lo stesso test cinque minuti dopo il primo, si scopre che non si è più intolleranti gli alimenti a cui si era intolleranti poco prima e, magari lo si è ad altri a cui prima non si era intolleranti. Insomma, è meglio evitare di spendere soldi in questi test farlocchi.

La causa di tutto?
Ma davvero le intolleranze alimentari sono la causa di tutti i mali, dal gonfiore addominale, all'obesità, alla calvizie? E, per svelarle, si può far conto su test come l'analisi del capello o l'iridologia, magari condotti in un centro non autorizzato da parte di personale non sanitario? Per 'curarle', poi, è saggio eliminare drasticamente dalla dieta alcuni alimenti? Potrebbe a volte sembrare così, leggendo riviste non troppo specializzate, cercando informazioni su Google o risposte di salute da figure non abilitate a fornirle. Dar retta alle lusinghe di queste moderne sirene che promettono – e a volte anche ottengono, ma a prezzo di gravi carenze nutrizionali e compromissione anche irreversibile dello stato generale di benessere – la perdita dei 'sette chili in sette giorni' del repertorio della commedia all'italiana può però costare caro. E, a farne le spese, oltre che il portafogli è soprattutto la salute.

Facciamo chiarezza
Ora, a fare chiarezza, arriva un decalogo condiviso dalla Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri - Fnomceo e dalle principali società scientifiche di settore. Il Decalogo, che porterà l'imprimatur del Ministero della Salute, sarà presentato in anteprima assoluta venerdì 16 febbraio, nell'ambito dell'incontro 'La comunicazione della Salute al tempo delle fake news: il ruolo del giornalista quale 'garante' dell'informazione', che si terrà, dalle 14 alle 18, presso l'Auditorium del Dicastero di Lungotevere Ripa 1. A ripercorrerne la nascita e gli obiettivi saranno Gianluigi Spata, componente del Comitato Centrale Fnomceo, Antonio Caretto - Presidente ADI (Associazione Italiana Dietetica e nutrizione Clinica) e Barbara Paolini - Vicesegretario ADI.

Perché il decalogo
«L'intento di questo decalogo - spiegano Spata e Caretto - è quello di stimolare l'attenzione della popolazione, attraverso dieci piccole regole, su questa tematica, in modo da evitare di incorrere nell'errore di false diagnosi e terapie e diete inappropriate. La condivisione del Decalogo da parte delle maggiori Società Scientifiche che si occupano del problema, della Federazione degli Ordini dei Medici e del Ministero della Salute vuole sottolineare l'importanza del documento e rafforzare il messaggio».
A firmare il decalogo: Ministero della Salute Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO); Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI); Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO); Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri (AIGO); Associazione Medici Diabetologi (AMD); Associazione Nazionale Dietisti (ANDID); Società Italiana Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC); Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP); Società Italiana di Diabetologia (SID); Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU); Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE); Società Italiana di Obesità (SIO).