22 ottobre 2018
Aggiornato 20:02

Bambino di 10 anni beve acido solforico: salvato grazie al tubo di Ryle

Un bambino di soli dieci anni ha ingerito per errore dell’acido solforico provocando gravissimi danni all’apparato digerente

Un evento drammatico per fortuna risolto nel migliore dei modi. Un bambino di dieci anni ha erroneamente bevuto dell’acido scambiandolo per una bevanda rinfrescante. Va da sé che l’acido ha letteralmente sciolto la prima parte dell’apparato digerente causando danni gravissimi all’organismo del piccolo. Per fortuna l’intervento tempestivo dei medici è riuscito a salvare la povera vittima e limitare al minimo i danni. Ecco i dettagli della vicenda.

Non riusciva più a ingoiare
Il bambino, di origini indiane, ha bevuto per errore dell’acido solforico, scambiandolo per una bevanda rinfrescante. Nonostante si sia reso immediatamente conto di ciò che stava ingerendo ormai l’effetto devastante era iniziato. In brevissimo tempo il piccolo non poteva più deglutire – e non solo cibo o liquidi vari – ma neppure la sua saliva. La sua famiglia lo ha portato quindi in un ospedale locale per poterlo salvare.

Esofago bruciato
Dopo aver analizzato il piccolo, appena arrivato in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che constatare che l’esofago – quel tubo che collega la faringe (gola) allo stomaco – era stato letteralmente bruciato dall’acido solforico. Il piccolo era stato ricoverato presso un ospedale locale ma, a causa di una malnutrizione provocata dall’incapacità di ingoiare, aveva perso ben venti chilogrammi in meno di un mese. Per questo motivo è stato suggerito alla famiglia di portarlo presso il Medica Superspecialty Hospital, una struttura sanitaria privata.

La radiografia
I medici dell’ospedale privato hanno eseguito una radiografia e hanno scoperto che la porzione inferiore dell’esofago del bambino era gravemente ridotta. Hanno quindi scelto di intervenire per mezzo di un’endoscopia del tratto gastrointestinale superiore. Dopodiché il restringimento che era stato causato dall’acido è stato dilatato per mezzo del cosiddetto tubo di Ryle. Questo ha fatto sì che il bambino potesse finalmente reintrodurre del cibo.

I primi risultati dopo un mese
Dopo circa un mese la parte dell’esofago che si era ristretta era un po’ più dilatata, ma i medici hanno rilevato una fistola tra la stenosi e il bronco sinistro. Inizialmente i medici hanno pensato che il posizionamento di un stent sarebbe stato complicato. Ma i genitori preferivano questa opzione piuttosto che passare a interventi chirurgici importanti. Il personale medico ha quindi deciso di prolungare gli interventi di dilatazione prima di inserire il palloncino nell’esofago del bambino. Quest’ultimo è stato inserito dopo un intervento di anestesia generale. E dopo due sole  settimane, è potuto tornare alla sua vita di sempre e a scuola insieme ai suoi amici. Dopo poco più di un mese lo stent è stato rimosso. Ora sembra essere in perfetta salute e in grado di alimentarsi normalmente.