19 maggio 2024
Aggiornato 04:00
Tubercolosi

Tubercolosi in una scuola italiana: scatta la profilassi

All'Istituto Einaudi Marconi di Staranzano è stato accertato un caso di tubercolosi. Scattano misure preventive per amici e parenti

Tubercolosi all'Istituto Einaudi Marconi
Tubercolosi all'Istituto Einaudi Marconi Foto: Shutterstock

GORIZIA – Aumentano i casi di tubercolosi in Italia. Questa volta è accaduto in Friuli Venezia Giulia, più precisamente a Staranzano, un comune in provincia di Gorizia. Sembra che la tubercolosi – del tipo polmonare – abbia colpito un ragazzo di appena 15 anni. Da poco è stato ricoverato in ospedale al fine di poter accedere nel migliore dei modi e più velocemente possibile, a tutte le cure del caso. Il giovane frequentava l’Istituto Einaudi Marconi: per i compagni scattano profilassi e approfondimenti diagnostici.

Contatti stretti
Il protocollo di vigilanza sanitaria è stato immediatamente allertato anche se è importante sottolineare che le persone a rischio sono solo quelle che fanno parte dei cosidetti contatti stretti. Per tutte queste persone verranno eseguiti approfondimenti diagnostici al fine di verificare eventuali ulteriori contagi. Già da ieri, nel sito dell’Istituto Einaudi Marconi, il dirigente Marco Fragiacomo ha pubblicato una comunicazione informativa. In base a quanto dichiarato in quest’ultima verranno anche condotti sopralluoghi nella sede scolastica ed eseguiti accertamenti circa la vita didattica del ragazzo.

I test
Una volta identificate le possibili persone a rischio, tutti verranno sottoposti al test di Mantoux: uno screening per evidenziare l’eventuale presenza di una infezione (anche latente) da Mycobacterium tuberculosis. L’esame prevede una iniezione intradermica (tra uno strato e l’altro del derma) di alcuni derivati proteici della tubercolina. Se i controlli daranno esito negativo, verrà eseguito un nuovo test fra due mesi.

Un caso isolato
Come sempre accade in questi casi, gli esperti ci tranquillizzano: «Siamo di fronte ad un caso isolato. I protocolli di sorveglianza sono stati tempestivamente attivati, attraverso un’indagine epidemiologica, la verifica dei luoghi e dei contatti stretti avuti dal ragazzo per procedere con i test di verifica», ha dichiarato il direttore sanitario aziendale, Gianni Cavallini. Gli esperti ricordano anche che «la scuola non è «infetta». Il rischio di contagio è nullo, in quanto lo studente non è presente a scuola, si sta curando e tornerà a frequentare le lezioni quando sarà pienamente guarito. Il batterio responsabile della malattia è presente da sempre nella nostra popolazione e ogni anno determina qualche caso conclamato, perfettamente curabile».

I casi in Italia
Secondo quanto riportato su Epicentro - il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica - «nel cinquantennio dal 1955 al 2008 il numero annuale di casi di Tbc registrati nel sistema di notifica nazionale è passato da 12.247 a 4418. Il tasso grezzo annuale è passato da 25,26 casi per 100.000 abitanti a 7,41/100.000 con un decremento pari a circa il 64% del numero di casi e di circa il 71% dell’incidenza. Il tasso grezzo di mortalità è diminuito da 22,5 per 100.000 nel 1955 a 0,7/100.000 nel 2006». Quindi anche se apparentemente i casi sembrano in aumento in realtà stiamo assistendo a un rapido declino.