7 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Alimentazione e salute

I cibi ricchi di fibre possono combattere il diabete e il rischio di malattie intestinali

Consumare alimenti ricchi di fibre come verdure, frutta, cereali integrali e legumi protegge dal diabete e le malattie intestinali

Verdure ricche di fibre
Verdure ricche di fibre Shutterstock

SVEZIA – In questi giorni di festività natalizie, si sa, la dieta non è proprio delle più sane. Ma, una volta passati i bagordi, sarà tempo di pensare anche un po' alla salute. E, per mantenersi in forma contrastando le malattie metaboliche come il diabete, l'obesità e le patologie intestinali, una dieta efficace è quella che prevede l'assunzione di una giusta quantità di cibi ricchi di fibre.

I cibi che fanno bene
Gli scienziati dell'Università di Göteborg in Svezia, hanno condotto uno studio su modello animale in cui si è evidenziato come mangiare cibi come verdure, frutta, cereali integrali, legumi e così via – tutti ricchi di fibre alimentari – faccia bene alla salute sia in generale che contro diverse malattie, o rischio di svilupparle. Seguire una dieta scorretta con cibi raffinati (e perciò povera di fibre), zuccheri, grassi in eccesso è stato da tempo collegato a un aumento del rischio di malattie infiammatorie intestinali, un aumento di peso e malattie correlate nonché il già citato diabete.

Resistono agli acidi dello stomaco
Una interessante e peculiare caratteristica delle fibre, è che queste resistono alla digestione nello stomaco, ma sono prontamente divorate dai batteri nell'intestino. E, come mostrato dagli scienziati, la quantità di fibre nella dieta può influenzare l'aumento di peso, la glicemia, la sensibilità all'insulina e la salute del colon. D'altro canto una carenza di fibre è stato scoperto causare la diffusione di batteri ('cattivi') nello strato di muco nel colon. E questi sono batteri che promuovono le malattie infiammatorie intestinali di basso grado, contribuendo all'aumento di peso e al diabete.

Alterazione della flora batterica
«Le diete prive di fibre – spiega il prof. Gunnar C. Hansson – alterano la composizione batterica e il metabolismo batterico, che a sua volta causa difetti allo strato interno del muco e permette ai batteri di avvicinarsi (invadere): un qualcosa che innesca l'infiammazione e in definitiva la malattia metabolica».

Lo studio
Per questo studio in due fasi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell Host e Microbe, i ricercatori hanno utilizzato un gruppo di topi gemelli. Sia nel primo che nel secondo studio, il team di ricerca ha alimentato il gruppo di topi con una dieta estremamente ridotta di fibre. Nel primo studio, dopo soli tre sette giorni di dieta a basso contenuto di fibre, i topi hanno sviluppato problemi con lo strato protettivo di muco nel colon. In particolare, lo strato di muco è diventato più penetrabile e i batteri hanno invaso le cellule epiteliali del colon. Nel secondo studio, poi, si è osservato come i topi che seguivano la dieta a basso contenuto di fibre il colon si sia ridotto significativamente di spessore e come questi abbiano sviluppato squilibri malsani di diversi ceppi batterici dell'intestino. «Questi risultati – conclude Hansson – dimostrano l'importanza dello strato interno del muco nel separare i batteri dall'ospite umano. Questo illustra in modo chiaro quanto questo strato sia dinamico e rapido nella risposta alla dieta e alle alterazioni batteriche».