2 dicembre 2020
Aggiornato 19:00
Commercio alimenti pericolosi

Sostanze alimentari nocive, operazione dei Nas di Firenze: 5 arresti e 19 indagati

Le indagini dei Carabinieri Nas hanno interessato il territorio nazionale e hanno portato alla scoperta di un'associazione per delinquere che metteva in commercio sostanze alimentari nocive

TOSCANA - Sostanze alimentari nocive distribuite o messe in commercio. E' in corso di svolgimento l'operazione del Nas dei carabinieri di Firenze denominata 'Malacarne' nei confronti degli appartenenti a un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di enti pubblici, frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso. A conclusione delle indagini, che hanno interessato il territorio nazionale, in particolare la Toscana, il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e l'Emilia-Romagna e che sono state coordinate dal procuratore della Repubblica di Pistoia, Paolo Canessa e dal sostituto procuratore Claudio Curreli, il Gip del tribunale di Pistoia, Maria Elena Mele, ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari mentre altre 19 persone sono indagate in stato di libertà.

Cosa è accaduto
Secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbero aggiudicati appalti pubblici di forniture alimentari per diversi milioni di euro, assegnati in base al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, abbattendo i costi mediante la somministrazione di alimenti non corrispondenti a quelli previsti, tra cui carni potenzialmente nocive per la salute poiché avariate e contaminate da batteri. Per questo i quattro responsabili di un'azienda del Pistoiese che si occupa della commercializzazione di carni sono finiti agli arresti domiciliari a seguito di ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Pistoia. Ai domiciliari anche il commercialista della società. Indagate altre 19 persone, tra cui sei commercianti, alcuni veterinari della Asl e i responsabili delle stazioni appaltanti. Tra questi ultimi, anche dei militari, ai quali sarebbero contestate condotte di omesso controllo.
Nel corso delle indagini sono state accertate irregolarità nelle forniture di derrate alimentari presso le mense di 30 tra scuole e ospedali, ubicate in Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, e 13 strutture militari dell'Esercito e dell'Aeronautica militare, due delle quali all'estero - la missione militare Joint task force Lebanon sector west in Libano e la base militare italiana di supporto a Gibuti. Sequestrata nel corso dell'inchiesta, partita nel gennaio 2016, mezza tonnellata di carne non conforme, destinata alle fasce più deboli della popolazione tra cui bambini e degenti di ospedali.