Ictus

Ictus, gli italiani ne sono maggiormente vittime. Potrebbe essere colpa della dieta mediterranea

Italiani più a rischio di eventi cardiovascolari come l'ictus. A esserne complice pare sia la dieta mediterranea, ritenuta una delle più sane, cha che pare presenti anche un lato 'oscuro'

Ictus, italiani più a rischio
Ictus, italiani più a rischio (BlurryMe | shutterstock)

ROMA - Gli italiani tra i più colpiti da eventi cardiovascolari gravi come l’ictus. Questa problematica che miete più vittime, specie in Italia, è la causa di morti e invalidità spesso permamenti. I dati parlano di 200mila persone che ogni anno sono colpite da questo grave evento. Ma il dato ancora più allarmante è che ben 50mila vittime sono costrette a convivere con gravi disabilità. Ma se il nostro Paese è uno di quelli che rischia di più, un motivo pare esserci, e complice insospettata sarebbe la dieta vanto dell'Italia: la mediterranea.

Italia più a rischio di altri Paesi?
Secondo gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità gli italiani rischiano di più, «L'Italia è un Paese a elevato rischio di ictus  - spiega Simona Giampaoli, del dipartimento Malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell'invecchiamento dell'ISS - sia per la sopravvivenza più elevata rispetto ad altri Paesi (l'ictus colpisce in età più avanzata rispetto alla cardiopatia ischemica), sia per alcune caratteristiche comportamentali». La colpa – e il paradosso – sarebbe della dieta mediterranea. Quel regime alimentare tanto decantato dai media negli ultimi anni.

Cola della dieta mediterranea
La dieta mediterranea è considerata da molti come uno dei regimi alimentari più sani al mondo. Eppure, a quanto pare, anche essa ha un lato oscuro. La dieta è «caratterizzata da un elevato consumo di sale, fattore non indifferente nello sviluppo di ipertensione arteriosa, di malattie cardio-cerebrovascolari, di patologie renali, di tumori del tubo digerente, di osteoporosi», continua Gianpaoli sul portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica (EpiCentro). Tra i vari campanelli d’allarme da non sottovalutare bisogna ricordare la fibrillazione atriale, l’infarto, l’ipertrofia ventricolare sinistra e le placche aterosclerotiche. Tutti fattori da tenere sotto controllo per scongiurare l’ictus.

Ma prevenire l'ictus si può
Se da un lato è bene sapere a quali rischi si va incontro, dall'altro è altrattanto bene evitare gli inutili allarmismi. Per esempio è fondamentale sapere che prevenire l'ictus si può. «La ricerca epidemiologica ha dimostrato che più del 50% degli eventi può essere prevenuto e, considerando le dimensioni epidemiologiche di questa patologia, l'impatto socio-economico e le sue conseguenze in termini di mortalità, disabilità e disturbi della capacità cognitiva, diventa fondamentale implementare azioni di prevenzione a livello di popolazione generale, sia sulle persone ad elevato rischio e su coloro che hanno già avuto un evento», continua Gianpaoli su Epicentro.

Migliorando la qualità della vita, migliora anche la salute
Oggi esistono diverse terapie, qualora si presentino uno o più fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e dunque anche l'ictus, che migliorano la qualità della vita e aiutano a scongiurare il rischio di ictus. «Per coloro che già hanno avuto un evento cardiovascolare o soffrono di episodi di fibrillazione atriale esistono oggi terapie molto efficaci che permettono di vivere con una buona qualità di vita; tutti questi trattamenti però sono più efficaci e ci permettono di vivere meglio se accompagnati da stili di vita sani. È stato osservato ad esempio che persone che hanno episodi di fibrillazione atriale, durante i mesi estivi registrano meno episodi, così come durante i fine settimana. Un andamento che rispetta l'aumento del movimento: in estate, come durante i fine settimana si tende a svolgere più attività fisica che durante la stagione invernale».

Importante anche lo stile di vita
Un altro metodo di prevenzione è quello di modificare il proprio stile di vita cercando, in primis, di evitare fumo e alcol. Di correggere l’alimentazione diminuendo il consumo di sale, grassi animali, carni rose, burro, formaggi e uova. Inoltre, è importante fare del movimento: «L'attività fisica (nel senso di movimento quotidiano, camminata a passo svelto, andare in bicicletta, salire le scale a piedi) deve impegnare almeno 150 minuti a settimana, e nei bambini almeno 60 minuti al giorno; l'alimentazione deve essere varia e bilanciata con molta verdura e frutta, legumi, cereali integrali, pesce e poca carne, tutto in porzioni modeste».

Controllare il peso coroporeo
Tra i diversi fattori di rischio, non va dimenticato il peso corporeo. È pertanto di fondamentale importanza evitare condizioni di sovrappeso e obesità. «L'ictus, come gran parte delle malattie cronico-degenerative riconosce una eziologia multifattoriale; è possibile valutare il proprio rischio di andare incontro a un evento cerebrale maggiore sulla base di otto fattori di rischio: età, sesso, pressione arteriosa sistolica, terapia antipertensiva, colesterolemia totale e HDL, abitudine al fumo e diabete. Esiste uno strumento, applicato in sanità pubblica, il punteggio individuale, che permette di sapere quante persone su 100 con le nostre stesse caratteristiche andranno incontro a un evento coronarico o cerebrovascolare maggiore nei prossimi 10 anni. Tuttavia, il punteggio individuale non permette di definire quali saranno queste persone», sottolinea l’esperta.

L'industrializzazione ha il suo ruolo
Molti dei problemi di riscontrano a causa dell’industrializzazione che ha reso sì alimenti disponibili e molto più vari, ma ha anche aumentato il rischio di contrarre patologie cardiovascolari. «Notevoli sono stati i cambiamenti che si sono verificati negli ultimi 50 anni nella società moderna: l’industrializzazione, associata alla migrazione dalle aree rurali a quelle urbane; l’evoluzione verso attività lavorative con minore livello di attività fisica; la maggiore disponibilità di cibo con la conseguente modifica della proporzione dei vari nutrienti rispetto alle calorie totali (riduzione di proteine e grassi di origine vegetale associata a un incremento di proteine e grassi di origine animale, zuccheri semplici e conseguente riduzione della quantità di fibre e vitamine). Lo squilibrio derivato dalla eccessiva alimentazione e dal ridotto dispendio calorico ha portato al manifestarsi di condizioni e disturbi quali l’obesità, il diabete e a un aumento di malattie cardiovascolari e dei tumori».