12 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Peste, nuovo allarme dall’OMS

Peste bubbonica in Madagascar, è allarme internazionale. Le preoccupazioni dell’OMS

Già più di 100 persone infettate dalla peste bubbonica in Madagascar e l’OMS è preoccupato per l’evolversi della situazione e per la possibile diffusione del Yersinia pestis, che si sviluppa nei ratti e viene veicolato dalle pulci

Ratto possibile veicolo della peste
Ratto possibile veicolo della peste Shutterstock

MADAGASCAR – Sono almeno già 114 le persone contagiate dalla peste bubbonica in Madagascar. Mentre il numero di morti sale a 21 dalla fine di agosto, periodo in cui è stata identificata l’epidemia a seguito della morte di un uomo a bordo di un taxi pubblico in viaggio verso una cittadina della costa orientale. Ora l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avviato le procedure per rispondere all’epidemia che ormai ha raggiunto le città capoluogo e il porto. L’ultima vittima accertata è un allenatore di basket che è stato stroncato dalla peste polmonare (o pneumonica), morto il 27 settembre nell’ospedale della capitale Antananarivo. Per questo motivo ora si stanno febbrilmente cercando tutte le persone che sono venute in contatto con l’uomo negli ultimi giorni, e che potrebbero essere stati infettati dalla malattia. Per questi, sarà avviata la procedura di profilassi antibiotica in via precauzionale.

Un pericolo per tutti
In molti si chiedono se questi nuovi focolai di peste possano essere pericolosi anche per altri Paesi al mondo, dove – al contrario del Madagascar – la malattia non è endemica o dove da tempo è stata eradicata. Il motivo della preoccupazione è sempre lo stesso: la grande mobilità delle persone che ha raggiunto vette elevate negli ultimi tempi, con sempre più gente che viaggia da un Paese all’atro non solo per turismo ma anche per migrare. Intanto, «L’OMS è preoccupato che la peste possa diffondersi ulteriormente, perché è già presente in diverse città e questo è l’inizio della stagione epidemica, che di solito dura da settembre ad aprile – spiega in una nota la dott.ssa Charlotte Ndiaye, rappresentante dell’OMS in Madagascar – Le nostre squadre sono sul posto nel Madagascar per fornire una consulenza tecnica, condurre valutazioni, sostenere la sorveglianza delle malattie e coinvolgere le comunità. Stiamo facendo tutto il possibile per sostenere gli sforzi del governo, anche coordinando il personale sanitario locale». L’Oms fa inoltre sapere che sono in corso ulteriori schieramenti di personale e partner della rete globale di allerta e risposta (GOARN), nonché una maggiore fornitura di antibiotici, dispositivi di protezione individuale e altre forniture sanitarie.

La peste
La peste, nelle diverse forme, ma soprattutto quella bubbonica è endemica in Madagascar, dove secondo l’OMS ogni anno sono segnalati circa 400 casi. Tuttavia quest’anno le cose sono andate diversamente, perché la peste ha colpito grandi aree urbane, il che aumenta il rischio di trasmissione. Anche il numero di casi finora individuati è superiore al previsto per questo periodo dell’anno. La peste bubbonica è veicolata dai topi infetti per mezzo delle pulci che, a loro volta, trasmettono il batterio alle persone che ne vengono punte. Vi è poi la peste pneumonica, o polmonare, che invece si trasmette da persona a persona per mezzo di tosse o altre emissioni del respiro – questa forma può uccidere nel giro di 24 ore. Allo stato attuale, in Madagascar pare siano coinvolte tutte e due le forme, dato che quasi la metà dei casi identificati erano di peste polmonare. La peste si ritiene di diffonda più facilmente laddove vi siano scarse condizioni igieniche, e la presenza più o meno massiccia di topi. Se non trattata in tempo o adeguatamente è mortale, tuttavia gli antibiotici per ora riescono ancora a contrastarla. La forma più diffusa è ancora la peste bubbonica, seguita da quella polmonare che è maggiormente rischiosa per l’uomo per via della più facile trasmissione.