2 dicembre 2022
Aggiornato 17:00
Epidemie incontrollate

Peste, i malati fuggono dagli ospedali in Madagascar. Timori per la possibile diffusione della malattia in Europa

I malati di peste in Madagascar stanno rifuggendo dagli ospedali, perché non li conoscono è ne hanno paura. Ora però si teme un'incontrollata diffusione della malattia, anche in altri Paesi come l'Europa

Topi possono essere portatori della peste
Topi possono essere portatori della peste Foto: Shutterstock

MADAGASCAR – Non accenna a diminuire l'epidemia di peste che sta sconvolgendo il Madagascar Anzi, ora si teme che si possa diffondere anche nel resto del Mondo, e in Paesi come anche l'Europa. Questo perché i pazienti malati sfuggono al controllo delle autorità sanitarie e agli ospedali. Il motivo pare sia che le popolazioni non sono abituate agli ospedali e li temono – per cui spesso non si fanno curare o ricorrono a pratiche di cura popolari. Ma, come detto, il rischio è che la situazione divenga incontrollabile. Altro scoglio è che molte persone ritengono di non essere malate di peste, nonostante mostrino tutti i sintomi tipici. La vice rappresentante dell'Unicef Jean Benoit Manhes ha commentato che «Il problema della peste non è solo una risposta medica. Puoi avere gli ospedali, ma se la gente non ci viene non basta».

Se vai in ospedale, muori
I medici in forza nelle zone colpite dalla peste stanno anche combattendo con la convinzione diffusa tra la popolazione che se vai all'ospedale morirai e che se ti prendi la malattia significa che sei sporco. Le persone più povere e senza cultura sono quelle più vulnerabili, perché non sono informate sulla malattia e preferiscono rivolgersi ai guaritori tradizionali invece che dei medici, riportano i media locali. Per scoraggiare le pratiche pericolose per la diffusione della pesta, le autorità hanno anche stabilito delle norme che vietano di seppellire le vittime della peste in tombe che possono essere riaperte, in modo da cercare di fermare la cosiddetta 'Famidihana', una pratica in cui le persone raccolgono i resti dei loro parenti.

Molti già i morti e i dati allarmanti
Nonostante gli sforzi dei medici, sono già morte 165 persone per la peste in Madagascar, in quella che è stata definita la peggiore epidemia degli ultimi cinquant'anni. Se alcune aree remote del Madagascar non hanno ancora visto casi della malattia, il nuovo focolaio si è in gran parte concentrato nelle sue due città più grandi, Antananarivo e Toamasina.
La forma più diffusa al momento è la peste polmonare, che è anche la forma più virulenta e che si diffonde facilmente attraverso tosse, starnuti o sputi ed è quasi sempre fatale se non trattata. Secondo i dati ufficiali c'è stato un aumento del 15% delle morti per la peste nell'arco di tre giorni, e gli scienziati sono preoccupati di aver raggiunto il punto di crisi.

Timori per la diffusione in altri Paesi
Da questo momento sono già dieci i Paesi africani che sono stati messi in allarme per la diffusione malattia. Ma gli scienziati e le autorità sono preoccupati per il possibile blocco degli ospedali, perché se le persone non ci vanno quando è il momento potrebbe esserci un'esplosione incontrollata di casi. In più, c'è anche il rischio che la malattia possa mutare e diventare resistente agli antibiotici. Oltre a ciò, sono in molti ora a temere che la malattia possa colpire il mondo occidentale, come gli Stati Uniti e l'Europa esponendo milioni di persone al rischio di ammalarsi di peste vista la rapidità con cui può diffondersi.