Diagnosi precoce tumore polmone

Tumore al polmone: una proteina salva la vita e la diagnosi è low cost

Uno nuovissimo test effettuato tramite un semplice prelievo di sangue permetterà a chiunque di rilevare un tumore al polmone ai primissimi stadi. Aumenta la sopravvivenza e costa poco. Una svolta

Diagnosi precoce per il tumore al polmone
Diagnosi precoce per il tumore al polmone (Create jobs 51 | Shutterstock)

Se c’è una possibilità di sopravvivenza quando si è affetti da una forma cancerogena, quella è la diagnosi precoce. Fino a ieri, tuttavia, non era affatto semplice. Quando si rilevava un tumore al polmone era molto probabile che si trovasse a uno stadio avanzato. E le possibilità di cura erano certamente più limitate. Da oggi, invece, c’è una possibilità in più: la diagnosi precoce con un prelievo di sangue. Questa potrebbe salvare la vita a molte persone.

Broncopneumopatia cronica ostruttiva e rischio di cancro
Mario Rossi, 62 anni, è affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Si tratta di una malattia dell'apparato respiratorio caratterizzata da un'ostruzione irreversibile delle vie aeree, che insieme all'asma rappresenta la più comune malattia che colpisce bronchi e polmoni. Non è un caso se è affetto da BPCO, trattandosi di un forte fumatore. Il rischio, però, è molto serio: può sviluppare un tumore al polmone. Per questo motivo il suo medico di famiglia gli prescrive un esame del sangue che sia in grado di diagnosticargli un tumore al polmone ancora silenzioso. La diagnosi è nefasta: effettivamente Mario è risultato positivo: è affetto da tumore polmonare. Ma la malattia è ancora allo stadio iniziale ed è possibile intervenire chirurgicamente.

Una maggiore possibilità di sopravvivenza
Grazie alla diagnosi precoce, Mario ha una percentuale di sopravvivenza dopo cinque anni pari al 50-75 per cento. Fantasia? No. In futuro prossimo - tra poco più di un anno -  grazie a una scoperta made in Italy il test sarà a disposizione di tutti. La novità è stata realizzata da ImmunePharma srl, uno "spin-off" accademico del Dipartimento di Farmacia dell'Università di Salerno, e presentata in occasione del congresso della European Respiratory Society di Milano.

Sarà possibile grazie a una proteina
«Il test diagnostico si basa sull'individuazione di una proteina, appartenente al gruppo delle proteine caspasi, che è presente nel sangue dei pazienti con tumore ai polmoni in una quantità quasi cinque volte superiore rispetto a un soggetto sano», spiega Rosalinda Sorrentino, Ricercatrice e CEO di ImmunePharma, «questa elevata quantità della caspasi è presente soltanto nei pazienti con il tumore al polmone, e questa caratteristica è fondamentale per la nostra scoperta e per la realizzazione del test, perché è presente solo e soltanto nel tumore polmonare e non in altri tipi di tumore. Una scoperta che si traduce in un esame diagnostico che per la sua semplicità potrà essere prescritto non soltanto dal medico specialista, ma anche dal medico di medicina generale. Sarà un test estremamente semplice perché si basa su un saggio biochimico che viene già utilizzato non soltanto nei centri di ricerca ma anche nei centri diagnostici».

Lo studio
La ricerca, condotta da ImmunePharma ha coinvolto 120 soggetti e, come è possibile notare, è riuscita a ottenere risultati estremamente positivi. «Il test si è rivelato altamente selettivo e ha parametri statistici che superano il 95 per cento di selettività e soprattutto di specificità, per cui è decisamente preciso. Sono risultati oltre le aspettative che ci spingono a proseguire gli studi su un numero di pazienti più ampio», continua Sorrentino.

Un test per i soggetti a rischio
«Il test diagnostico potrebbe rappresentare una soluzione per i soggetti a rischio, come i pazienti con BPCO e i forti fumatori. Oggi il tumore viene individuato quando è a uno stadio avanzato, perché la diagnosi è occasionale. Il paziente viene sottoposto a una radiografia o a una TAC per altri motivi e in quel caso viene evidenziato il tumore. Viceversa la diagnosi precoce può salvare la vita al paziente e una qualità di vita decisamente migliore. È importante che il tumore venga diagnosticato nelle sue prime fasi, quando è di una dimensione tale da poter essere eliminato con interventi efficaci e spesso anche non particolarmente invasivi. È dunque necessario che i pazienti a rischio, che sono essenzialmente i fumatori e i pazienti con BPCO, siano sottoposti a sistemi di diagnosi precoce e soprattutto che siano applicabili su vasta scala nelle popolazioni a rischio. Il test sviluppato a Salerno potrebbe rivoluzionare l'approccio al tumore polmonare, perché ha caratteristiche di specificità e sensibilità tali da poter fornire una diagnosi precoce su vasta scala», spiegano gli pneumologi Claudio Donner, presidente della Fondazione Mondo Respiro e Paolo Zamparelli, presidente della Fondazione Giuseppe Moscati Sorrento Onlus.

Quando sarà disponibile il test?
«Stiamo iniziando le verifiche definitive per avviare la fase di industrializzazione. Il test dovrebbe essere disponibile in Italia e in Europa nella seconda parte del 2018. Negli Stati Uniti siamo in fase di negoziazione avanzata con InspiRx Inc. per la distribuzione locale, e i tempi di registrazione con la Food and Drug Administration potrebbero richiedere circa 6-8 mesi in più», ha dichiarato Safuan Gritli, CEO di Dr Safuan srl.

Il costo del test
«Cercheremo di contenere il costo del test attorno a 25-30 euro, quindi con risparmi importanti rispetto ad altri esami diagnostici, come la TAC. Senza contare che l'individuazione precoce della malattia comporterà risparmi notevoli in termini di trattamenti e ospedalizzazioni», continua Gritli. L'esame diagnostico sarà commercializzato e distribuito grazie alla partnership tra ImmunePharma e la Dr Safuan srl di Parma.