Fumo di sigaretta e salute

Il fumo di terza mano danneggia gravemente fegato e cervello

L’esposizione al fumo di terza mano, quello che si deposita su vestiti, muri, mobili e oggetti, è stato trovato causare diversi danni al fegato e al cervello, che si aggravano nel tempo. Lo studio

Il fumo di terza mano causa danni a cervello e fegato
Il fumo di terza mano causa danni a cervello e fegato (vchal | shutterstock.com)

CALIFORNIA – Si chiama fumo di terza mano, perché a differenza di quello di prima e seconda mano non si respira direttamente, ma lo si assorbe quando si staziona o si vive in ambienti dove c’è qualcuno che fuma o ha fumato. È il risultato delle particelle che si sono create con la combustione del tabacco e della carta delle sigarette, le quali si vanno a depositare sulle persone, sui capelli, sui muri, sui mobili, sugli oggetti e le suppellettili, nell’automobile… In pratica su tutto quello che c’è nella stanza o negli ambienti dove si è fumato – comprese le cose chiuse negli armadi come per esempio i vestiti, le lenzuola, piatti e bicchieri, posate che poi si mettono in bocca eccetera. In sostanza, un nemico micidiale e subdolo perché non si vede, ma crea numerosi seri danni alla salute che, secondo un nuovo studio, si aggravano con il tempo.

Danni a fegato e cervello con il fumo di terza mano
I ricercatori dell’Università della California, Riverside (UCR), hanno scoperto che l’esposizione al fumo di terza mano (THS) ha effetti significativi sulla salute già da un mese dopo l’inizio dell’esposizione. Ed è un effetto che peggiora nel tempo. Nello studio appena condotto si è scoperto che il fumo di terza mano causa il diabete di tipo 2, danni al cervello con esordio di disturbi come l’ADHD (iperattività e deficit di attenzione), danni ai polmoni, danni al fegato e difficoltà di guarigione.

Lo studio
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Clinical Science e riportano come l’esposizione di un gruppo di topi, che simulava l’esposizione al fumo di terza mano umana, avesse un significativo impatto sulla salute. Gli effetti analizzati su marcatori biologici, o biomarcatori, trovati nel sangue, nel fegato e nel tessuto cerebrale ha rivelato quali e quanti danni il fumo di terza mano provoca.  «Il nostro obiettivo – ha spiegato la dott.ssa Manuela Martins-Green, del Department of Molecular, Cell and Systems Biology UCR e principale autore dello studio – era determinare la quantità minima di tempo necessaria per causare cambiamenti fisiologici nei topi quando siano esposti al THS, utilizzando un sistema di esposizione che imita l’esposizione umana. Abbiamo scoperto – prosegue la ricercatrice – che l’esposizione al THS già un mese dopo ha determinato danni al fegato. L’esposizione al THS per due mesi ha causato ulteriori danni molecolari e a quattro o sei mesi ha causato ancora più danni».

I danni da fumo di terza mano
I danni causati al fegato dal fumo di terza mano possono impedire la sua capacità di disintossicare il corpo, portando a più danni di quello provocati dalle tossine THS. Martins-Green e colleghi della UCR hanno esaminato i cervelli dei topi esposti al THS e hanno scoperto che gli ormoni dello stress, come l’epinefrina, erano aumentati dopo un mese di esposizione. Altri ormoni dello stress sono aumentati a due mesi, quattro mesi e 6 mesi, causando infine una deficienza immunitaria. «Il THS è una tossina invisibile, un killer silenzioso – ha commentato Martins-Green – I contaminanti possono essere assorbiti attraverso la pelle e attraverso la respirazione. Anche se la nostra ricerca non è stata fatta sugli esseri umani, la gente dovrebbe essere consapevole che le stanze, le auto e le case occupate dai fumatori sono molto probabilmente contaminate da THS».
La maggior parte delle persone non sa di essere esposto al fumo di terza mano, sottolineano i ricercatori, o non pensa che questo possa causare danni alla salute – magari facendo prendere un po’ d’aria alla stanza o al locale, si crede che se non c’è più fumo non ci sono problemi. Ma non è appunto così. Le tossine del THS, che sono invisibili ma possono essere odorose, rimangono sulle superfici per molti anni e sono resistenti anche a forti agenti di pulizia. Inoltre, si accumulano e invecchiano reagendo con l’aria ambiente e si trasformano in sostanze cancerogene.

Molti sono più a rischio
Poiché il fumo di terza mano è assorbito attraverso la pelle, i bambini sono particolarmente vulnerabili a causa del loro stretto contatto con le superfici domestiche, avvertono gli scienziati. I bambini spesso ingeriscono queste tossine mettendosi le mani in bocca. I bambini che vivono nelle case dove si fuma o si è fumato è risaputo che presentano i metaboliti del tabacco nelle loro urine e gli agenti cancerogeni del tabacco chiamati nitrosammine del tabacco. «L’esposizione al fumo di tabacco depositato su superfici nelle case e nella polvere domestica è una forma completamente nuova di tossicità: il THS – ha dichiarato il prof. Stephen T. Holgate, del Medical Research Council Clinical of Immunopharmacology e Honorary Consultant Physician in Medicine all’University of Southampton (Inghilterra) che non era coinvolto nella ricerca. – Il fatto che le sostanze chimiche nocive nel fumo di tabacco, una volta depositate, cambiano chimicamente per diventare ancora più tossiche e cancerogene, è di notevole importanza per la salute di tutti noi, ma soprattutto per i nostri figli. Coloro che continuano a fumare nelle case dovrebbero rendersi conto di quello che stanno facendo alla salute degli altri».

I test
La dott.ssa Martins-Green e il suo team hanno esposto topi al THS per un massimo di 6 mesi, raccogliendo campioni di cervello, fegato e sangue dopo uno, due, quattro e sei mesi di esposizione per poi eseguire test per alterazioni ormonali, resistenza all’insulina, sindrome metabolica e danni al fegato e al cervello. Per produrre il THS, i ricercatori hanno esposto tessuti comuni di uso domestico come materiali per tende, tappezzerie e tappeti al fumo di seconda mano (il fumo che viene esalato e che lascia una sigaretta che brucia) che è stato generato in laboratorio da una macchina per il fumo destinata a simulare il comportamento di fumatori umani. Questi materiali sono stati poi posizionati in gabbie che ospitavano i topi, che non sono mai stati esposti a fumo secondario. I ricercatori hanno quindi testato 15 biomarcatori di danno e malattia associati all’esposizione al THS nel sangue e nove biomarcatori nel fegato e nei tessuti cerebrali dei topi in modo dipendente dal tempo. «Abbiamo trovato una correlazione significativa dipendente dal tempo in termini di aumento di tempo all’esposizione al THS e degli effetti che ha avuto su tutte le variabili che abbiamo misurato – ha detto Martins-Green – Questi biomarcatori, una volta convalidati negli esseri umani, possono essere utilizzati come indicatori critici dell’esposizione al THS e per quanto tempo si è verificata questa esposizione».

Problemi di comportamento
I ricercatori, oltre ai danni fisici, hanno scoperto che l’esposizione al fumo di terza mano provocava dei problemi di comportamento nei topi, come per esempio l’asocialità. Si era creata nel tempo anche una sorta di dipendenza da THS, come se i topi non potessero fare a meno di venire in contatto con i materiali impregnati di queste sostanze. «Era chiaro che il THS stava condizionando il comportamento dei topi – ha concluso la dott.ssa Martins-Green – Non è dunque difficile immaginare quale sia l’impatto sui bambini che, a differenza di molti adulti, non possono allontanare se stessi da questi ambienti dannosi. Anche se il nostro lavoro è stato fatto sui topi, siamo sicuri che i nostri risultati si applicheranno agli esseri umani».