L’algoritmo che ti dice se sei gay o etero

Gay o eterosessuale? Lo svela un algoritmo

Un algoritmo creato dall’Università di Stanford è in grado di determinare, con una precisione elevatissima, l’orientamento sessuale di una persona «leggendolo» da una foto

L'algoritmo che rivela se sei gay o etero sessuale
L'algoritmo che rivela se sei gay o etero sessuale (Monkey Business Images | Shutterstock)

Gay o etero sessuale? A chi non è mai capitato di rimanere in dubbio vedendo il comportamento di alcune persone? Ora, grazie all’invenzione di alcuni ricercatori statunitensi, non si avranno più perplessità: un algoritmo analizza un volto e ti fornisce la risposta che cerchi.

Qual è l’orientamento sessuale?
Se noi esseri umani siamo pieni di incertezze riguardo l’orientamento sessuale di chi ci sta vicino, l’intelligenza artificiale non ha dubbi. Per lo meno non quella che è stata ideata dalla Stanford University: pare essere in grado di definire etero-sessuale o gay una persona grazie alla sola analisi del volto.

Basta una fotografia
Un’invenzione messa a punto dalla Stanford University è in grado di distinguere con un’elevata precisione se si tratta di un gay o un etero sessuale grazie all’analisi del volto prelevato da una fotografia. L’efficacia pare dipendere dal sesso di appartenenza: per gli uomini l’algoritmo è stato preciso fino all’81% mentre per le donne un po’ meno: 74%.

Tante foto sono meglio di una
Affinché la risposta dell’intelligenza artificiale fosse più vicina possibile alla realtà, gli scienziati hanno provato a far esaminare cinque foto anziché una soltanto. E i risultati sono stati strabilianti: il tasso di risultati positivi è arrivato al 91% negli uomini e all’83% nelle donne. Mentre se si trattava di persone in carne ed ossa, stranamente, i risultati positivi erano inferiori: 61% nei casi di uomini e 54% nelle donne.

Lo studio
Durante la ricerca gli studiosi hanno esaminato oltre 35mila immagini provenienti da 14.776 persone. Alcune di queste erano omosessuali e altre eterosessuali. Affinché l’intelligenza artificiale fosse in grado di determinare l’orientamento sessuale del volto raffigurato in foto, è stato avviato un processo di deep learning. Il termine indica un apprendimento profondo ovvero molto particolareggiato in grado di analizzare una serie infinita di dati che siano in grado di affermare con la massima certezza se si tratta di un gay o meno.

Quali sono le caratteristiche specifiche?
Verrebbe da chiedersi se un gay possiede delle caratteristiche specifiche che, al contrario, gli etero sessuali non hanno. Ed effettivamente, secondo Michal Kosinksi e Yilun Wang, coordinatori della ricerca, gli omosessuali presentano peculiarità uniche in termini di morfologia. In pratica osservando i tratti somatici con attenzione, i gay sono più femminili e le donne più maschili. Per esempio gli uomini omosessuali hanno la mascella più sottile, il naso più lungo e la fronte più alta. Mentre le lesbiche hanno, al contrario, mascelle più spesse e la fronte più corta.

L’orientamento sessuale è scritto nel DNA?
Se fosse quello che asseriscono gli scienziati significherebbe che l’orientamento sessuale è scritto dentro di noi, probabilmente al momento della nascita. Presumibilmente gli ormoni – o altri fattori – che determinato le caratteristiche morfologiche sono direttamente collegati con i nostri desideri sessuali verso un genere o l’altro.

Paura in rete?
Molte persone potrebbero spaventarsi di una simile tecnologia. Pensiamo solo per un attimo se un software di questo genere fosse alla portata di tutti: chiunque potrebbe analizzare la foto di un profilo social e determinare l’orientamento sessuale di qualcuno. Ma gli scienziati ci tranquillizzano: nessuno violerà la nostra privacy. «Non abbiamo voluto creare uno strumento che interferisse con la privacy, ma soltanto dimostrare come alcune tecnologie ampiamente utilizzate possono rappresentare una minaccia per la sfera intima delle persone», concludono Michal Kosinski e Yilun Wang. I risultati dello studio saranno pubblicati sul Journal of Personality Social Psychology e riportati in prima battuta dall’Economist.