24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Ecografie errate all’ospedale Di Venere

Bari, le ecografie possono essere sbagliate. Colpa dell’ecografo vecchio

All'ospedale Di Venere a Bari è stato emesso un avviso in cui si dice che l’ecografo è vecchio per cui c’è il rischio che le ecografie in gravidanza siano errate. Scambieranno maschi per femmine? L'On. Palese: «è allarmante oltre che vergognoso»

Ecografia errata a Bari
Ecografia errata a Bari Shutterstock

BARI – Maschi scambiati per femmine, feti non ben visualizzati e rischio di non vedere eventuali malformazioni, complicanze e chissà che altro. Una vera croce per le donne in gravidanza che non sanno se l’ecografia a cui si sono sottoposte possa essere stata una perdita di tempo. Ironia a parte, è accaduto davvero che all’ospedale Di Venere a Bari sia stato dato l’avviso che l’ecografia a cui ci si sottopone in gravidanza potrebbe essere errata: colpa dell’ecografo vecchio.
A riportare la vicenda è una paziente che pare abbia dovuto firmare una liberatoria in cui riporta proprio la possibilità che l’ecografia cui si sarebbe sottoposta sia errata, ovvero la diagnosi potrebbe non essere corretta (Sic!). Come ecografia ‘errata’? Che significa? Che non si sa cosa è stato ripreso? Che non si sa se il feto sta bene o chissà che altro? Anche questo non si sa, dato che la spiegazione è solo che l’ecografo è vecchio. Come ci si poteva aspettare, ora l’Asl ha avviato un’indagine per capire cosa significhi tutto ciò.

L’avviso insieme all’ecografia
Secondo fonti locali dopo che la donna ha dovuto firmare il consenso informato o liberatoria, l’avviso che l’ecografia potrebbe non essere corretta è stato allegato al referto stesso. Pare che dopo questo episodio, avvenuto lo scorso 20 luglio, anche altre donne in gravidanza che si sono sottoposte a ecografia abbiano dovuto firmare la stessa liberatoria. Nella liberatoria da firmare è riportato quanto segue: «Si informa la paziente che l’esame è stato eseguito con un ecografo di vecchia generazione. Tale condizione comporta difficoltà alla visualizzazione delle strutture fetali, rischio di errore diagnostico e bassa qualità di immagine».

La reazione
Dopo aver saputo della vicenda, è intervenuto l’On. Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera annunciando un’interrogazione urgente al ministro della Salute. «Il Governo disponga subito un’ispezione per verificare se il sistema sanitario pugliese che costa allo Stato 8 miliardi di euro all’anno di soldi pubblici e ai cittadini anche 279 milioni di euro di tasse regionali aggiuntive, garantisce quantomeno i livelli essenziali di assistenza», così riporta la Gazzetta del Mezzogiorno.
«È allarmante oltre che vergognoso – prosegue l’On. Palese – che a una donna incinta che doveva sottoporsi a una ecografia morfologia, sia stato fatto firmare un documento in cui la stessa paziente si assumeva la responsabilità sul possibile esito parziale o scorretto dell’esame a causa della obsolescenza dell’ecografo usato. È incredibile che vengano ancora utilizzati macchinari di trent’anni fa e che ci siano tanta disorganizzazione e tanta anarchia nel sistema sanitario pugliese che costa allo Stato otto miliardi di euro l’anno a cui si aggiungono, da quasi quindici anni, oltre 270 milioni di euro di tasse regionali aggiuntive a carico dei cittadini pugliesi. Il Governo verifichi i LEA pugliesi e garantisca che ai cittadini pugliesi vengano erogate prestazioni sanitarie con standard uguali a quelle del resto del Paese», conclude Palese.