5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Farmaci

Autismo, un aiuto da un farmaco antidiabetico

Un noto farmaco antidiabetico – la metformina – pare essere un’ottima soluzione per ridurre i sintomi dell’autismo e della sindrome della X fragile. Miglioramenti evidenti in soli dieci giorni

Autismo, diabete e metformina
Autismo, diabete e metformina Shutterstock

EDIMBURGO - Non è la prima volta che accade: un farmaco concepito per curare una determinata patologia inaspettatamente aiuta a risolvere problemi di origine completamente diversa. È il caso di un farmaco antidiabetico che sembra ridurre molti dei sintomi tipici dei disturbi dello spettro autistico.

Metformina e autismo
La Metformina è un principio attivo molto utilizzato nella cura del diabete. La sua azione pare direttamente collegata con la diminuzione della concentrazione ematica di glucagone (esso, infatti, è un’antagonista dell’insulina) che, indirettamente, diminuisce i livelli di glucosio nel sangue. Oggi alcuni scienziati ritengono che tale sostanza possa essere estremamente utile anche nella cura sintomatologica dell’autismo.

  • Sapevi che…?
    La Metformina ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza nelle donne affette da cancro alle ovaie. La buona notizia arriva da un team di ricerca della Mayo Clinic di Rochester che ha pubblicato uno studio su Cancer. L’aumento di sopravvivenza aumentava del 3,7 % in chi assumeva la metformina, un farmaco derivato dagli alcaloidi della Galega officinalis.

Riduce i sintomi della sindrome dell’X fragile
La ricerca, condotta da scienziati inglesi su modello animale, ha messo in evidenza come la metformina riduce i comportamenti tipici dell’autismo, nei soggetti affetti dalla sindrome dell’X fragile. Si tratta di una malattia genetica che causa disturbi comportamentali, di apprendimento e ritardi mentali. La patologia colpisce una femmina ogni 6.000 individui e un maschio ogni 4.000.

Un farmaco sicuro?
«I nostri risultati sulla metformina sono particolarmente importanti considerando che è un farmaco comunemente usato per altre patologie, quindi già sappiamo molto sul suo profilo di sicurezza», ha dichiarato Andrew Stanfield dell'Università di Edimburgo in Inghilterra. «Se gli studi clinici in persone con sindrome della X fragile hanno successo allora potrebbe essere in uso molto più rapidamente di quanto avverrebbe per un nuovo farmaco», aggiunge Stanfield.

Sindrome della X fragile e autismo
La sindrome della X fragile è causata da un problema ereditario correlato al gene FMR1, esso pare produrre un eccesso di proteine a livello cerebrale. Il che significa che vi sono disturbi di connessione tra le cellule del cervello. In poche parole problemi di comportamento e apprendimento. Molti dei sintomi sono simili ai bambini autistici. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, ha coinvolto alcuni topi che sviluppano una patologia assimilabile alla sindrome della X fragile eseguendo comportamenti ripetitivi e ridotta socializzazione.

I risultati
Gli studiosi hanno potuto notare un netto miglioramento nei topi dieci giorni dopo aver assunto la metformina. In seguito alla terapia la produzione di proteine nel cervello è risultata nettamente ridotta, tornando a livelli pressoché normali. Allo stesso modo sono state riparate le connessioni cerebrali e il comportamenti atipico si è normalizzato. Infine, nei soggetti affetti anche da epilessia, i fenomeni sono stati vistosamente ridotti.

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