Tecnologia e salute

Le piante non sopravvivono al Wi-Fi: accade la stessa cosa anche a noi!?

Un esperimento danese prova che il Wi-Fi e il cellulare possono far morire le piante. Ma cosa può fare agli esseri umani?

Il wi-fi uccide le piante
Il wi-fi uccide le piante (Sippakorn | Shutterstock)

Ebbene sì: sembrerebbe proprio che le piante non riescano a sopravvivere all’azione di un Wi-Fi. Ma noi che siamo sempre a contatto anche con smartphone, tablet e chi più ne ha più ne metta, siamo proprio sicuri che non veniamo in alcun modo danneggiati dalle radiazioni emesse? Ecco cosa hanno scoperto alcune ricercatrici danesi.

Tutto inizia alcuni anni fa…
L’idea nasce da alcune giovani studentesse danesi della Hjallerup School. Si erano accorte che quando dormivano con il cellulare accanto, l’indomani facevano estrema fatica a concentrarsi tra i banchi di scuola. Cominciarono quindi a porsi alcune domande sugli eventuali danni causati da un semplice smartphone o una connessione Wi-Fi.

Crescione Vs radiazioni
Le studentesse iniziarono così un esperimento molto semplice, ma anche particolarmente esplicativo: presero 12 vassoi e misero in ognuno 400 semi di crescione inglese (Lepidium sativum). I vassoi furono poi posti in stanze diverse, alla stessa temperatura, con la stessa acqua e la stessa esposizione di luce/sole. Sei di questi vassoi erano però posti vicino alle radiazioni emesse da due router, affinché potessero spandere le stesse radiazioni di un telefono cellulare.

Risultati sconcertanti
L’esperimento, della durata di dodici giorni, mostrò qualcosa di davvero inquietante: gli unici semi a non essersi mai sviluppati e cresciuti (e dunque morti) erano quelli posizionati proprio accanto ai router. Quelli presenti nella stanza priva di inquinamento da onde, invece, non solo erano vivi e vegeti ma stavano crescendo molto bene. Il test ha suscitato interesse di ricercatori proventi da Inghilterra, Olanda e Svezia. In particolare, Olle Johansson, professore al prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma, è rimasto particolarmente sconcertato dai risultati. Ora l’esperimento verrà ripetuto con la professoressa Marie-Claire Cammaert presso l’Université Libre de Bruxelles per confermare i risultati.

Cambierà il modo di usare il cellulare?
Dopo aver visto i risultati verrebbe da chiedersi se con il passare del tempo anche noi potremmo fare la fine dei semi di crescione messi nella stanza con i router accesi e il Wi-fi. Certo è che abusiamo in maniera più che eccessiva di smartphone e Wi-Fi e, probabilmente, dovremmo imparare a starci il più lontano possibile – se possibile. Non a caso, una delle studentesse, Lea Nielsen, ha dichiarato: «Nessuno di noi dormirà più con il telefono accanto al letto. O sarà posizionato lontano, o sarà messo in un’altra stanza. E il computer è sempre spento». Chi avrà il coraggio di fare altrettanto?