23 agosto 2019
Aggiornato 11:30
Pericolo sale

Attenzione alla cioccolata calda: è più pericolosa delle patatine fritte

Da un recente studio è emerso che tra gli alimenti a più alto contenuto di sale ci sarebbe la cioccolata calda che conterrebbe più cloruro di sodio delle patine fritte o del pesce in scatola. Ecco i rischi per la nostra salute

La cioccolata calda contiene troppo sale
La cioccolata calda contiene troppo sale Shutterstock

Nell’immaginario collettivo ci sono alimenti che sono più pericolosi di altri. Non sempre tutto ciò, però, corrisponde a realtà. Specie per quanto riguarda il contenuto di sale. Ingrediente che tutti sappiamo essere deleterio per l’apparato cardiovascolare e il sistema renale. Ma avreste mai immaginato che la cioccolata calda ne contiene di più delle patatine in sacchetto?

Dal Nesquik alla cioccolata Galaxy
Dai risultati di uno studio pubblicato su Consensus Action on Salt and Health (CASH) è emerso che il contenuto di cloruro di sodio è più elevato nei prodotti in polvere per preparare la cioccolata calda, che nelle patatine fritte che si acquistano in sacchetto. Sul banco degli imputati anche il famoso Nesquik e la cioccolata calda istantanea della Galaxy. Quest’ultima in pole position con 0.6 g di sale per 25 g di prodotto sciolto in acqua.

  • Nesquik cioccolata calda: 0.27 g di sale per 13.8 g di prodotto sciolto in 200 ml di latte.

Pochi prodotti sono sani
Si sa, i prodotti già pronti, raffinati o industriali sono poco benefici per la nostra salute. Ciò non significa che dobbiamo rinunciarci completamente, ma evitarne gli abusi certamente sì. Specie per quelli che hanno un elevato apporto di cloruro di sodio. Dei 28 prodotti analizzati durante lo studio, solo la cioccolata calda della Sweet freedom non contiene sale.

I pericoli del sale
La maggior parte delle persone cerca di ridurre la quantità di sale aggiunta ai propri piatti, ma poi non tiene in considerazione quella che si trova in alimenti insospettabili come la cioccolata calda. E’ bene ricordare che dosi eccessive di cloruro di sodio possono causare ipertensione, problemi cardiovascolari, renali e cerebrali aumentando il rischio di infarto e ictus.

Il killer dimenticato
I risultati sono stati uno «scandalo nazionale», così si è espresso MacGregor, professore di medicina cardiovascolare presso la Queen Mary University di Londra e presidente di CASH. Dai risultati, infatti, si deduce che gli alimenti di uso quotidiano potrebbero contenere 57 g in più di sale di quanto ci si aspetterebbe.

Qualche riduzione è stata fatta, però...
«L’industria alimentare ha ridotto la quantità di sale nei nostri alimenti dell’11% negli ultimi anni, il che è incoraggiante», dichiara Alison Tedstone, capo nutrizionista. Tuttavia, «sappiamo che c’è ancora molto da fare. Questo è il motivo per cui stiamo parlando con rivenditori, produttori, e il settore alimentare su come andare oltre e il più velocemente possibile per raggiungere gli obiettivi 2017 di riduzione del sale»

I danni del sale
Secondo recenti stime, ridurre il sale rimanendo nei quantitativi consigliati potrebbe impedire la morte di 14.000 persone ogni anno. Un quantitativo eccessivo di sale, afferma lo studio, può causare anche danni epatici. «Questo studio dimostra che un’alta esposizione al sale nei topi (cloruro di sodio al 4 per cento in acqua potabile) su embrioni di pollo possono portare all’alienazione delle corde epatiche e fibrosi epatica», spiegano i ricercatori della Jinan University, Guangzhou, Cina, che hanno pubblicato i risultati sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

Bisogna eliminare il sale del tutto?
Ovviamente no. Anche un apporto insufficiente di sale potrebbe essere deleterio per la salute. L’organismo umano ha bisogno di una piccola quantità di sale, la cui dose si aggira intorno al cucchiaino al giorno. Questo garantisce una corretta conduzione degli impulsi nervosi.