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L’attrazione sessuale è solo questione di biologia

Uno studio dei ricercatori del NICO – Università di Torino, chiarisce cos’è che regola il comportamento sessuale

L'attrazione sessuale pare sia una mera questione di biologia
L'attrazione sessuale pare sia una mera questione di biologia (YAKOBCHUK VIACHESLAV | shutterstock.com)

TORINO - L’attrazione sessuale da cosa dipende? Una domanda che potrebbe porsi chiunque, senza per forza essere un ricercatore o uno scienziato – visto che è un qualcosa che coinvolge praticamente tutti. Ma su questo tema i punti da chiarire sono ancora davvero tanti.

Una complessa interazione
Ciò che è emerso in prima istanza nello studio pubblicato su Scientific Reports e condotto dal gruppo del prof. Paolo Peretto, ricercatore del NICO - Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi di Orbassano e del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, è che l’attrazione sessuale è il frutto di una complessa interazione fra geni e ambiente. Ambiente che modella i circuiti nervosi coinvolti nel controllo del comportamento riproduttivo – così come avviene per altri tipi di comportamenti.

Il meccanismo di base
I risultati dello studio italiano, si legge in una nota dell’università, fanno chiarezza proprio sui meccanismi che stanno alla base della regolazione del comportamento d’attrazione sessuale verso un altro individuo, e chiarisce come questo sia effettivamente un fenomeno biologico, indipendentemente dal sesso verso cui si è attratti.

Lo studio
Condotto su modello animale, lo studio mostra che nei topi maschi l’attrazione verso il proprio sesso o quello opposto dipende da una modulazione testosterone-dipendente del processo di integrazione di nuovi neuroni (neurogenesi adulta) nei circuiti che regolano il comportamento sessuale. «Questo fenomeno, rappresenta una forma di plasticità neurale, cioè un meccanismo attraverso cui il cervello modifica la struttura e pertanto l’attività dei suoi circuiti sulla base degli stimoli provenienti dall’ambiente. Tra questi, i feromoni, molecole rilasciate nell’ambiente per la comunicazione sociale/sessuale, nei topi modulano in modo sesso-dipendente l’integrazione di nuovi neuroni nei circuiti del bulbo olfattivo accessorio, una regione chiave per il controllo di quegli stimoli sociali che innescano i comportamenti sessuali», scrivono gli autori.

Il rapporto con gli ormoni
Lo studio dimostra che nei topi vi è «una relazione diretta tra il livello di ormoni gonadici circolanti e l’attrazione verso stimoli socio-sessuali rilasciati da altri individui, e che l’attrazione verso uno specifico sesso dipende da una modulazione del processo d’integrazione di nuovi neuroni in circuiti coinvolti nel comportamento sessuale. Pertanto lo studio chiarisce uno dei complessi meccanismi attraverso cui avviene l’interazione tra geni e ambiente nella regolazione del comportamento».

Una base del tutto biologica
«È ovvio, i topi seppur mammiferi non sono uomini. Ma possiamo comunque provare a estrapolare un concetto generale da questa ricerca, dicendo che l’attrazione sessuale verso individui dello stesso sesso o di quello opposto dipende dai processi che regolano l’organizzazione e la funzione dei nostri circuiti nervosi, insomma da una base biologica», concludono i ricercatori.