28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Salute

Fumo, si rischia un’emorragia cerebrale. Specie le donne

Un recente studio ha rivelato che i fumatori, e in particolare le donne fumatrici, hanno maggiori probabilità di subire un’emorragia subaracnoidea, o sanguinamento all’interno del rivestimento del cervello, rispetto alle persone che non fumano

HELSINKI – Nuovi problemi per chi fuma. Ai già numerosi problemi e rischi per la vita e la salute si aggiunge anche quello di essere vittime di emorragia cerebrale. Questo quanto scoperto dai ricercatori dell’Università di Helsinki in Finlandia con uno studio pubblicato sulla rivista Stroke della American Heart Association.

Più fumi, più rischi
I risultati dello studio mostrano come il rischio emorragia subaracnoidea (ESA) siano dose-dipendente, ossia aumentano con il numero di sigarette fumate ogni giorno. E come a essere più a rischio siano le donne fumatrici. «Il sesso femminile è stato descritto come un fattore di rischio indipendente per l’emorragia subaracnoidea – spiega il dott. Joni Valdemar Lindbohm, principale autore dello studio – ma abbiamo trovato una forte evidenza che il rischio elevato nelle donne si spiega con la vulnerabilità al fumo. I nostri risultati – prosegue il ricercatore – suggeriscono che i fattori di rischio come età, sesso e stile di vita giocano un ruolo critico nel predire quali pazienti sono a rischio di emorragia subaracnoidea e sottolineano l’importanza di efficaci strategie per smettere di fumare».

Lo studio
I ricercatori hanno selezionati in modo casuale oltre 65mila adulti partecipanti al Finish National Surveys. I dati e le informazioni sanitarie sui partecipanti sono stati ottenuti utilizzando sia questionari che esami fisici e clinici. Lo studio ha avuto inizio nel 1972, con un follow-up medio di 21 anni dopo l’iscrizione e fino al verificarsi di un primo ictus, la morte o il termine dello studio avvenuto a fine 2011.

  • L’emorragia subaracnoidea (ESA): È un sanguinamento o emorragia cerebrale. Avviene quando il sangue fuoriesce e va a diffondersi nel cervello, in particolare nello spazio tra le meningi in cui si trovano le arterie cerebrali. I sintomi più evidenti sono una cefalea improvvisa molto violenta e intensa – che spesso viene descritta come una specie di esplosione da chi ne è vittima. Altri sintomi sono fotofobia (o intolleranza alla luce), nausea e vomito, inusuale crisi epilettica, perdita di coscienza e anche coma. La diagnosi avviene in genere a seguito di tomografia computerizzata cerebrale o puntura lombare atta a valutare la presenza di sangue nel liquido cerebro-spinale. La causa dell’ESA va invece valutata per mezzo di un’angiografia cerebrale, che mostra in dettaglio i vasi arteriosi cerebrali e i danni di cui sono stati oggetto.

Un aumento proporzionale
Come accennato, i ricercatori hanno scoperto che i fumatori che aumentavano il numero di sigarette quotidiane fumate vedevano aumentare proporzionalmente il rischio di emorragia subaracnoidea. Questa associazione era poi più forte nelle donne. Queste, infatti, quando fumavano da 21 a 30 sigarette al giorno avevano oltre 8,35 volte più probabilità di sviluppare l’emorragia subaracnoidea rispetto ai non fumatori, mentre negli uomini che fumavano la stessa quantità di sigarette avevano 2,76 volte maggiori probabilità. I dati hanno anche mostrato che le donne fumatrici da una a 10 sigarette al giorno avevano 2,92 volte più probabilità di avere emorragia subaracnoidea, mentre per coloro che fumavano 11 a 20 sigarette al giorno il rischio era di 3,89 volte. Per gli uomini fumano la stessa quantità il rischio era rispettivamente di 1,93 volte e 2,13 volte rispetto ai non fumatori.

Se smetti però…
I ricercatori hanno tuttavia notato una significativa riduzione del rischio di emorragia subaracnoidea tra i partecipanti che avevano smesso di fumare. Nonostante ciò, gli autori dello studio sottolineano che non esiste un livello sicuro del fumare (perché anche poco è dannoso), per cui raccomandano alle persone di non iniziare mai a fumare o semplicemente smettere se già lo si fa.