27 settembre 2021
Aggiornato 08:30
Prevenzione e cura del cancro

Aggiungi le noci a tavola e previeni il cancro alla prostata

Una quarantina di grammi di frutta secca al giorno riducono notevolmente il rischio di mortalità associato al cancro della prostata

CAMBRIDGE – La frutta secca negli ultimi anni è stata decisamente rivalutata. Sembra benefica per il colesterolo, per ridurre malattie metaboliche, per proteggere il cuore e – a quanto pare – anche per prevenire il cancro alla prostata. Un ottimo rimedio, pertanto, per gli uomini di una certa età. Ecco i risultati pubblicati recentemente sul British Journal of Cancer.

Riduce il rischio di mortalità
Non solo noci ovviamente, ma anche mandorle, nocciole, anacardi, macadamia e tutta la frutta a guscio sembra direttamente collegata con una riduzione del rischio di mortalità associato al cancro alla prostata. La regola è quella di consumarle cinque volte – o più – alla settimana. A tale dose il rischio si riduce drasticamente rispetto a chi le consuma meno di una volta al mese.

Uno studio su larga scala
Non stiamo parlando di una ricerca condotta su pochi soggetti ma su quasi cinquantamila uomini (47.299). Va però specificato che non ci sono studi sufficienti a indicare che il consumo di noci sia correlato con la prevenzione del cancro alla prostata. Mentre se un soggetto affetto da tale malattia consuma abbondantemente anacardi, nocciole, macadamia, noci pecan e del Brasile, pistacchi e mandorle più volte a settimana riduce il rischio di mortalità di circa il 34 percento.

Un’arma importante
«Questo è importante in quanto più gli uomini convivono con il cancro alla prostata più rischiano di morire a causa della patologia», dichiara Ying Bao della Harvard University negli Stati Uniti. Dai risultati che ha ottenuto è emerso che tra i 4.346 uomini con diagnosi di cancro metastatico – che cioè non si è diffuso nel resto del corpo – solo il 10 percento di loro è morto a termine dei 26 anni di follow-up. Altri sono morti per cause non direttamente imputabili alla malattia.

Se c’è di mezzo l’insulina…
Sempre più ricerche affermano che può esserci una stretta relazione tra l’insulino-resistenza e il rischio di progressione del cancro. D’altro canto la frutta secca riduce tale condizione, così come il rischio di diabete e malattie cardiovascolari.

Cosa contengono le noci e quante bisogna mangiarne
Sono ricchissime di acidi grassi insaturi, vitamine antiossidanti come la E, preziosi minerali (calcio, magnesio e potassio). Il fitocomplesso esercita potenti effetti antinfiammatori, antiradicali liberi e antitumorali. «Questi risultati si aggiungono al crescente corpo di prove che dimostrano come la frutta secca possa e debba essere parte di una dieta sana. Con solo 1,5 once di noci al giorno [circa 45 grammi, Nda] si può avere un impatto positivo sulla salute», dichiara Maureen Ternus dell’International Tree Nut Council Nutrition Research & Education Foundation.