29 marzo 2020
Aggiornato 06:00
Salute cardiovascolare

Cinque fatti assolutamente da sapere sull’ictus

Non è necessario essere dei medici o degli esperti di problemi cardiovascolari quando si parla di ictus, basta conoscere 5 fatti fondamentali, o fattori di rischio e segnali di pericolo. Eccoli uno per uno

Ictus, le 5 regole da sapere
Ictus, le 5 regole da sapere Shutterstock

DALLAS – Maggio è il mese della prevenzione dell’Ictus. Ma questo subdolo evento cardiovascolare che può rendere invalidi o uccidere, spesso non si conosce abbastanza perché si ritiene che sia materia da medici o specialisti. Invece, come fa sapere l’American Stroke Association, ci sono 5 semplici fatti che ognuno può sapere e che possono salvare la vita.

L’ictus è prevenibile e curabile
«L’ictus è in gran parte prevenibile e curabile – afferma Mary Ann Bauman, presidente della American Stroke Association – Il modo migliore per battere l’ictus è quello di non avere uno. Circa l’80 per cento degli ictus sono prevenibili. E secondo il modo migliore per vincere un ictus è quello di individuarlo immediatamente quando si verifica e chiamare il [118]».

Le cinque semplici regole per battere l’ictus
Ecco, di seguito, i 5 fatti assolutamente da sapere per battere l’ictus, secondo gli esperti dell’American Stroke Association e l’American Heart Association.

  1. Chiunque può avere un ictus. Alcuni pazienti con ictus non seguono il copione e non presentano un tradizionale fattore di rischio come la pressione alta. L’Ictus è più comune nelle persone anziane, ma i giovani adulti, adolescenti, ragazzi e anche i bambini possono esserne vittime.
  2. L’alta pressione sanguigna o ipertensione è il nemico pubblico n.1 per l’ictus. Circa il 20 per cento delle persone ha la pressione alta, ma circa la metà di questi non la tiene sotto controllo. Tre su quattro persone che hanno un primo ictus presentano una pressione del sangue superiore a 140/90 mmHg, rendendo la pressione arteriosa il più importante controllabile fattore di rischio per l’ictus.
  3. L’ictus colpisce per colore. Mentre l’ictus è una delle principali cause di morte per tutti, a essere più a rischio sono le persone di colore. I neri hanno quasi il doppio delle probabilità di avere un ictus rispetto ai bianchi, e più probabilità di averlo in età più giovane.
  4. L’ictus è in gran parte trattabile. Farmaci trombolitici e dispositivi medici come stent retriever hanno fatto dell’ictus una condizione in gran parte curabile, ma la maggior parte dei pazienti hanno bisogno di arrivare in ospedale adeguatamente attrezzato per essere valutati e trattati nel raggio di 3 a 4,5 ore dal primo sintomo. Con quasi 2 milioni di cellule cerebrali che muoiono ogni minuto durante un ictus, non c’è tempo per chiamare un amico o fare un pisolino. E’ fondamentale chiamare immediatamente i soccorsi.
  5. Gli amici di solito salvano gli amici da un ictus. Avere a disposizione un amico o comunque un testimone dell’evento può salvare la vita. E più questo è veloce nel comprendere cosa sta accadendo e nel chiamare i soccorsi, più probabilità ci sono che la persona sia salvata. necessario nelle vicinanze. Capire se un amico o un parente sta avendo un ictus non è difficile, basta imparare l’acronimo FAST (veloce in inglese) ed essere altrettanto veloci. L’acronimo che invita a osservare la persona per individuare questi segnali è così composto: F-Face (Faccia) cadente; A-Arm (Arti) debolezza degli; S-Speech (Parola) difficoltà di; T-Time (Tempo) di chiamare il 118. Quindi, se la persona presenta una faccia che sembra cadente, ha una debolezza degli arti, ha difficoltà nel parlare è bene agire in fretta chiamare i soccorsi.

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