2 dicembre 2021
Aggiornato 05:00
Centrodestra

Giorgia Meloni: «Quirinale? Da Berlusconi passo indietro. Centrodestra ha le carte in regola per dire la sua»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Fondamentale che il centrodestra si muova compatto per dare all'Italia un presidente che rispetti la sovranità italiana. Premiership centrodestra al più votato»

«Silvio Berlusconi l'ho candidato ed eletto alla presidenza del Consiglio. L'elezione di Berlusconi al Quirinale non è una cosa facilissima, lo sappiamo. Dopodichè vedo che Berlusconi ha risposto per primo all'appello di Enrico Letta a discutere di Quirinale, e dunque visto che il Pd Berlusconi non lo voterà mai, credo che Berlusconi abbia fatto un passo indietro, così l'ho interpretato io, rispetto a questa partita». Lo ha detto Giorgia Meloni, durante la presentazione del libro di Bruno Vespa.

Per Meloni «il centrodestra ha le carte in regola per dire la sua. Che non significa eleggere un presidente della Repubblica amico mio... Ma è fondamentale che il centrodestra si muova compatto per dare all'Italia un presidente che abbia rispetto della sovranità italiana». Alla domanda se FdI potrebbe votare Draghi, Meloni infine risponde: «Non ho elementi per dirlo».

«Non siamo più Repubblica parlamentare, serve riforma»

«Non siamo una repubblica parlamentare in questo momento, e allora tanto vale che il presidente se lo scelgano i cittadini». Lo ha detto Giorgia Meloni citando il varo del Pnrr e le modalità con cui viene decisa la legge di bilancio: «Il Pnrr è arrivato in Parlamento un'ora prima del voto, 270 pagine... La manovra viene presentata in Parlamento in ritardo perchè sennò i partiti della maggioranza litigano...». Dunque per Meloni è il momento della riforma in senso presidenziale, e si dice «disponibile a discutere della possibilità di eleggere una Assemblea Costituente contestualmente con le prossime elezioni».

«Letta si impegni a non appoggiare proporzionale»

Enrico Letta «prenda l'impegno» a non cambiare la legge elettorale in senso proporzionale. Lo chiede Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ribattendo a quanto appena detto dal segretario Pd durante la presentazione del libro di Bruno Vespa in corso al Tempio di Adriano di Roma.

La 'scommessa' di Letta, ovvero che la legge elettorale non cambierà, «è notizia migliore del ritorno al proporzionale: chi dovesse prestarsi a quella operazione si assumerebbe una responsabilità drammatica per l'Italia, il ritorno al proporzionale sarebbe vergognoso», dice Meloni, che poi 'sfidap' Letta: «Confido che Enrico piuttosto che scommettere, essendo segretario di un partito della maggioranza, si assuma l'impegno di dire 'il proporzionale non passera». Perchè il centrodestra è contrario, siamo per il maggioritario, lo abbiamo messo nero su bianco, per cui se non ci sta il Pd, il proporzionale non passa».

«Premiership centrodestra al più votato»

«Abbiamo sempre fatto così. Ogni partito esprime un candidato per la premiership, sulla base del risultato che ha un partito chi va meglio deve essere sostenuto anche dagli altri». Meloni si è anche lamentata di come sui giornali venga rappresentato il confronto nel centrodestra: «Sta diventando stucchevole... Faccio esercizi di concentrazione mentale per non usare mai parole che possano essere interpretate come attacco o presa di distanza dagli alleati. E nonostante questo ogni giorno trovo uno scontro con Salvini sui giornali. Noi stiamo insieme per scelta, mica ce lo ha detto il medico. Noi stiamo insieme nonostante sfumature e differenze anche caratteriali. Ma sulle scelte di fondo siamo insieme». Anche perchè «noi non abbiamo un piano B sulle alleanze, non c'è possibilità di allearsi con Pd o M5s. Per noi l'unico modo di andare al governo è con il centrodestra».

«Contraria a lockdown per non vaccinati»

Giorgia Meloni si dice contraria a una sorta di lockdown per i non vaccinati, misura pure proposta da governatori di Regione anche di centrodestra. «Io su questo non sono d'accordo. Non sono d'accordo al lockdown per i non vaccinati - afferma durante la presentazione del libro di Bruno Vespa - perchè anche questo non risolverà il problema. Atteso che il vaccino ci ha aiutato tantissimo, siamo in una situazione diversa da quella dello scorso anno, ma dobbiamo intervenire dove il virus corre: mezzi pubblici, scuole».

«Stufa di essere trattata come irresponsabile No vax»

«Noi non abbiamo mai chiesto di fare di meno» rispetto alla lotta al Covid, «chiedo di fare di più, di fare meglio, piuttosto che chiudere un ristorante alle 18...». Lo ha detto Giorgia Meloni replicando alle critiche di Enrico Letta. «Mi sono stufata di essere trattata come un’irresponsabile no vax, quando rappresento il partito che ha fatto più proposte, che ha studiato per primo i dati».

Secondo Meloni «arrivati all'84% di vaccinati non dovremmo avere il problema di lockdown. Ma se se ne parla, allora vuol dire che dobbiamo occuparci di altri problemi che non stiamo affrontando e che ci riporteranno al lockdown che è l'ultima cosa che voglio».

La tesi di Meloni è che «il vaccino non è una barriera definitiva al contagio. Ci siamo concentrati sulla campagna vaccinale pur sapendo che da sola non bastava. Pur di non discutere delle altre cose, si è cercato di alzare anche lo scontro sul green pass, perchè è stata una scelta politica. Ma se noi arrivassimo al 100% della popolazione vaccinata, avremmo sempre un problema perchè l'immunità di gregge non è possibile ottenerla».

La soluzione, per Meloni, sta nel «potenziamento dei mezzi pubblici, aerazione meccanica nelle scuole, cura degli anziani e cura del Covid, che non si sa perchè è l'unica malattia del mondo che non si può curare...». E poi «lo Stato deve assumersi le sue responsabilità. Dia protocolli rigidi di sicurezza, chi può rispettare quei protocolli deve poter lavorare, perchè abbiamo un'economia al collasso».