20 ottobre 2021
Aggiornato 19:30
Centrodestra

Giorgia Meloni: «L'Italia ha bisogno di un partito di Destra»

La leader di Fratelli d'Italia: «Le differenze tra noi e la Lega? La Lega è più legata alla dimensione territoriale, mentre Fratelli d'Italia è legata a una dimensione nazionale»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

«Le differenze tra noi e la Lega? La Lega è più legata alla dimensione territoriale, mentre Fratelli d'Italia è legata a una dimensione nazionale. Ad esempio la Lega difese l'indipendenza della Catalogna, ma per me questa cosa non esiste. Esiste lo Stato nazionale, vi sono punti di contatto, ma FdI ha un ancoraggio maggiore. Ma ci sono anche punti di contatto e credo che governeremo insieme». Lo ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a «Mezz'ora in +» su Rai3.

«Molti nella destra pensavano che non ce l'avremmo fatta. Penso che in Italia - ha aggiunto Meloni - ci sia bisogna di un partito di destra che difenda l'interesse nazionale in maniera totale».

«Mi preparo a governare la Nazione, ma decidono italiani»

«Io mi preparo a governare la nazione. Ma dove arrivo non lo decido io. Quando leggo i sondaggi che crescono, crescono...gli altri sono contenti, ma io so che responsabilità comporta. Dobbiamo capire che in Italia la ricchezza la creano le imprese, non più lo stato. Primo atto: libertà d'impresa: tagliare burocrazia, aiutare imprese, dire che chi vuole lavorare deve poterlo fare e vale di pi di chi non vuole lavorare e pretende aiuti dallo Stato. E poi, uno dei più grandi problemi dell'Italia è la natalità», ha aggiunto Meloni indicando le priorità per il Paese.

Meloni parla della possibilità di divenire premier. «Mi sono resa conto a un certo punto di essere un personaggio a 360 gradi, non solo politico. La gente deve capire quello che sei. E io ho raccontato chi sono, coi pregi e i difetti. Dall'altra parte - dice presentando il suo libro - ho voluto farlo adesso, perché domani potrei diventare qualunque cosa, niente e tutto. Tornare a casa o per paradosso fare il presidente del consiglio. Non lo so, questo lo devono decidere gli italiani».

«Governo Draghi? Giudizio non positivo, spero voto presto»

«Il giudizio sul governo Draghi per ora non è positivo. Il tema della pandemia, delle chiusure, dei ristori, delle scelte economiche mi pare in continuità con quello del precedente governo, anche se bisogna dire che sulle chiusure Draghi è ancora più rigido di Conte. Io spero che governo non duri tantissimo, spero che si vada a votare il prima possibile. Ma stiamo entrando purtroppo nel semestre bianco...», ha aggiunto Meloni.

«Mi aspettavo qualcosa di più coraggioso da parte di Draghi - ha aggiunto - per l'autorevolezza che ha e che può esercitare. Sicuramente va meglio il piano vaccini ma mi pare che Draghi sia ancora ostaggio della sinistra».

«Draghi al Quirinale? Non ho ancora deciso"

Draghi al Quirinale? «Salvini è per il sì? Io non ho ancora fatto questa scelta in maniera decisa. Sicuramente a favore di Draghi ci sarebbe il fatto che se andasse al Quirinale si andrebbe subito a votare. E' una persona sicuramente autorevole, ma io non ho ancora elementi per dire se posso sostenerlo o no al Quirinale».

«Per sindaco Roma e Milano valuteremo con Salvini e Tajani»

«Valuteremo i candidati delle amministrative di Milano e Roma con Salvini e Tajani in questi giorni. Su Bertolaso ancora non sappiamo se sarà candidato. Albertini a Milano mi pareva più orientato per il si. Rispetto la sua scelta. Ci sono altre opzioni sul tavolo a Milano ma anche a Roma. Bertolaso sarebbe un ottimo sindaco, poi valutiamo. Comunque siamo molto più compatti dei nostri avversari che vanno in ordine sparso», ha concluso Meloni.

«Pronti 90mila accertamenti fiscali, Draghi blocchi follia»

«Mentre lo Svimez lancia l'allarme sul rischio chiusura per 73mila imprese, l'Agenzia delle Entrate sta preparando 90mila accertamenti fiscali contro professionisti e imprenditori. Fratelli d'Italia chiede al Governo Draghi di bloccare questa follia. Servono - esorta Meloni via Facebook - nuove rottamazioni, scomputo degli interessi e saldo e stralcio per lavoratori autonomi e partite iva sovraindebitate. La ripartenza va pianificata alleggerendo il peso fiscale per imprenditori e famiglie e non tartassando chi combatte per tenere in piedi il sistema Italia».

Lollobrigida: «No a candidature sui giornali»

«Fratelli d'Italia ha dato ampia disponibilità a ragionare con gli alleati di centrodestra sulle candidature per le amministrative. Ci sfiliamo però dalla dialettica giornalistica, non per sminuire il ruolo dei giornalisti ma perché è inutile avanzare nomi sui quotidiani e poi quei candidati in pectore si sfilano sistematicamente. Con FI e Lega governiamo bene 14 Regioni e tanti Comuni, ai prossimi incontri ragioneremo con loro e faremo proposte non solo per vincere ma per amministrare in maniera efficace ed efficiente». Lo ha detto intervenendo ad Agenda su SkyTg24 il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

«C'è un rischio per la nostra Nazione e che riguarda l'equilibrio dei poteri. Prima le nomine dei direttori dell'intelligence erano vagliate dal Parlamento, poi con la riforma del 2007 al Copasir il compito di garantire la dialettica democratica tra maggioranza e opposizione. In questa fase, però, si viola la legge, come denunciato da tanti costituzionalisti, perché la presidenza del Comitato di controllo non è in capo all'opposizione. E' un precedente pericoloso, che ricorda i regimi».