15 aprile 2021
Aggiornato 00:30
Fratelli d'Italia

Soldi ai rom, fango su Giorgia Meloni che replica dura: «Così fanno i regimi»

Lo ha detto in un video su Facebook commentando la pubblicazione su Repubblica del verbale di un «pentito» che l'avrebbe accusata di aver pagato in contanti 35mila euro «a un clan di nomadi»

Video Agenzia Vista

«Io non faccio affari con i Rom, non do buste in contanti, non do buste in contanti al distributore di benzina». Lo ha detto in un video su Facebook Giorgia Meloni, commentando la pubblicazione su Repubblica del verbale di un «pentito» che l'avrebbe accusata di aver pagato in contanti 35mila euro «a un clan di nomadi» per la collaborazione nella campagna elettorale a Latina nel 2013.

«Non ho mai avuto un segretario maschio, non ho mai avuto una Volkswagen nera, non ho mai girato su una Volkswagen nera. La notizia è inventata. Questa cosa - ha proseguito la presidente di Fratelli d'Italia - non è mai accaduta ed è facilmente verificabile: se gli inquirenti avessero voluto chiedermelo io non avrei avuto alcun problema a rispondere. Devo pensare che gli inquirenti hanno considerato questa notizia infondata, perché immagino che altrimenti mi avrebbero chiesto conto di questa notizia che mi infanga».

«E mi domando anche - ha sottolineato Meloni - come sia possibile che questa notizia sia finita su Repubblica senza che nessuno abbia inteso chiedermi non so un punto di vista, un parere, una versione. E però devo chiedere come ci è finita su Repubblica, atteso che in teoria stiamo parlando di notizie coperte da segreto istruttorio, immagino che i giudici vogliano verificare sulle ragioni per cui queste notizie finiscano sui giornali per screditare la sottoscritta senza che nessuno mi abbia neanche chiesto una versione».

«Piacciono servi e persone ricattabili ma non abbiamo paura»

«Potete inventarvi quello che volete, gettare fango, tentare di screditarci, tentare di tapparci la bocca, cercarci casa per casa e sbatterci in galera. Continueremo a essere una forza politica che si batte per la libertà e per la giustizia, perché chi non fa del male non ha paura noi non ci facciamo intimidire, deve essere chiaro».

«In Italia - ha aggiunto - le persone libere non piacciono, le persone non si possono ricattare non piacciono. In Italia piacciono le persone serve e piacciono quelli che si possono ricattare. Non è il caso nostro. Non abbiamo paura perché non abbiamo fatto del male, fatevene una ragione, noi continueremo ad andare avanti».

«Io accusata come Aung San Suu Kyi, sembra Myanmar»

«Praticamente io verrei accusata di frode elettorale: è la stessa cosa che accusa che è stata mossa ad Aung San Suu Kyi in Myanmar, dove c'è stato un colpo di Stato, l'hanno presa e l'hanno sbattuta in galera per frode elettorale perché aveva vinto le elezioni. Perché i regimi fanno così.Con la differenza - ha detto ancora la presidente di Fratelli d'Italia - che Aung San Suu Ki ha vinto le elezioni, io avevo preso l'1,9 per cento alle elezioni, quindi li ho pure spesi male questi soldi».

«Noi siamo in democrazia e vedere metodi che ricordano il Myanmar non promette bene», ha aggiunto Meloni, parlando di campagna per gettare «fango» su di lei e il suo partito e annunciando che sporgerà querela «contro chi scrive cose false».

Mirabelli (Pd): «Meloni non risponde su rapporti FdI-clan di Latina»

«Ho letto le dichiarazioni di Giorgia Meloni. Considero le sue parole una non risposta. Nega di avere aver avuto a che fare con le famiglie rom di Latina, ne prendiamo atto, ma al di là di ciò continua a non dire una parola sulle inchieste giudiziarie e giornalistiche e sulle dichiarazioni dei pentiti che raccontano di rapporti tra esponenti importanti di FdI e i clan di Latina anche per ricevere sostegno nelle campagne elettorali». Lo ha dichiarato in una nota Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd e capogruppo dem in commissione Antimafia, commentando la smentita della presidente di Fratelli d'Italia.

«Da parte di Giorgia Meloni - ha aggiunto il parlamentare del Pd - servirebbero parole di condanna e presa di distanza su queste vicende su cui continueremo a chiedere che la commissione Antimafia torni a lavorare al più presto».

Rauti: «Contro Meloni manovra politica per screditarla»

«Registriamo oggi l'ennesimo infamante attacco verso Giorgia Meloni. Ad ordirlo, stavolta, 'La Repubblica' che rispolvera il meglio della sua stagione giustizialista fatta di soffiate e fughe di notizie provenienti da ambienti conniventi della magistratura. Quelli che molto bene ha raccontato ultimamente Palamara, di cui stranamente oggi in pochi parlano. E' evidente la manovra politica che punta a screditare, attraverso falsità e notizie prive di qualsiasi fondatezza e riscontro, l'unica leader di partito che in Italia ha deciso di non seguire la comoda strada del governo e di rappresentare tutti quegli italiani che vogliono poter scegliere da chi essere governati. Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni come sempre non si faranno intimidire e anzi questi attacchi ci convincono nella giustezza delle nostre decisioni». Lo dichiara il vicepresidente vicario di Fratelli d'Italia al Senato, Isabella Rauti.