4 agosto 2021
Aggiornato 15:00
Centrodestra

Giorgia Meloni: «Ringrazio tutti per solidarietà trasversale»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Telefonata immediata di Mattarella, un segnale chiaro a seguito del quale c'è stata la condanna unanime di tutto il Parlamento e delle forze politiche»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

«Ringrazio tutti coloro che in queste ore hanno espresso a partire dal presidente Mattarella: la sua telefonate è stata quasi immediata, un segnale chiaro a seguito del quale c'è stata la condanna unanime di tutto il Parlamento e delle forze politiche»: lo ha dichiarato la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, intervenuta al programma «Live - non è la D'Urso» di Canale 5.

Gli insulti ricevuti da Meloni «erano particolarmente grave nel contenuto ma anche per il fatto che non arriva da una persona nascosta con un profilo finto, ma da una persona che insegna ai ragazzi», ha continuato la leader di FdI.

«Non sono vendicativa»

«Mi ha chiamato il presidente del Consiglio Draghi, mi ha chiamato l'Università di Siena e il Ministro delle università, io non chiedo provvedimenti disciplinari perchè mi pare che la lezione l'abbia imparata lui. Non voglio dirgli nulla, non credo abbia passato una bella giornata è lui che deve dire qualcosa, il problema è suo non mio. Io non sono vendicativa, ognuno si assuma le responsabilità delle sue scelte».

«Sulle donne poi l'insulto è sempre lo stesso, e diventa ancora più insopportabile. La violenza verbale è sempre ammissione di inferiorità nei confronti dell'altro», ha concluso Meloni.

Lettera22: «Grave episodio di squadrismo pseudo intellettuale»

«La solidarietà a Giorgia Meloni, vittima di spregevoli insulti sessisti, è stata manifestata trasversalmente, come è stato fatto sempre in passata in casi come questi, senza se e senza ma. Eppure, anche davanti a un attacco di inaudita violenza come quello del prof. Gozzini, consumato fra i sorrisini dei compagni di salotto radical chic come Van Straten, ex CdA Rai e giuria del premio Strega, non mancano i distinguo e le prese di distanza». Lo scrive in un comunicato l'associazione Lettera22.

«Il direttore del Domani Stefano Feltri e la giornalista Selvaggia Lucarelli si esibiscono in spericolati contorsionismi intellettuali pur di non condannare un grave episodio di squadrismo pseudo intellettuale nei confronti della Meloni, che - per altro - è una collega giornalista professionista. Il tutto nell'imbarazzante silenzio della Fnsi, la Federazione nazionale della Stampa. Aspettiamo fiduciosi l'apertura di un fascicolo da parte dei consigli di disciplina dell'Ordine dei giornalisti competenti», conclude Lettera22.

Nencini: «Le scuse non bastano»

«Le scuse non bastano. Le offese sessiste - vacca, scrofa...- del professor Gozzini a Giorgia Meloni hanno un peso maggiore se provengono dalla lingua di un educatore di ragazze e ragazzi, e non spiego perché. Io sto con Giorgia senza se e senza ma e mi incazzo quando leggo giustificazione di parte. Questi intellettuali saccenti abituati a consumare le suole nei salotti di certa sinistra non sempre hanno da insegnare qualcosa». Lo ha scritto il senatore del Psi, Riccardo Nencini.

Nel post Nencini aggiunge che: «Un mese fa, quando si celebravano i 100 anni di nascita del PCI, proprio Gozzini ebbe a scrivere sulle colonne di Robinson che il PCI era stato decisivo, a cavallo tra anni sessanta e anni settanta, nella realizzazione delle grandi riforme: dalle regioni allo statuto dei lavoratori, dal divorzio alla riforma della sanità. Già, come no».

«Erano i socialisti ad essere all'opposizione - conclude Nencini - Loris Fortuna e Giacomo Brodolini erano pericolosi sovversivi e Gigi Mariotti, che la sanità la riformò rendendola pubblica, era un trozkista».