9 marzo 2021
Aggiornato 08:00
L'esperto

«Solo con crisi di Governo relazione Bonafede evita le Camere»

Lo afferma il professor Nicola Lupo, direttore del Centro Studi sul Parlamento della Luiss, interpellato da Askanews: «Ha contenuti programmatici e serve un voto»

Alfonso Bonafede, Ministero della Giustizia
Alfonso Bonafede, Ministero della Giustizia ANSA

Le comunicazioni sull'amministrazione della giustizia del ministro Alfonso Bonafede alle Camere «richiedono normalmente un voto in Parlamento» che «in caso di crisi di governo salterebbero». Lo afferma il professor Nicola Lupo, direttore del Centro Studi sul Parlamento della Luiss, interpellato da Askanews.

«E' una materia scivolosa, non ci sono regole scritte, drastiche in proposito, ma norme convenzionali, alcune consuetudinarie», spiega il professor Lupo. «Non mi sembra di ricordare una situazione simile in passato, ma posso affermare che in caso di crisi di governo l'appuntamento del Guardasigilli con le Camere salterebbe, visto che la relazione sull'amministrazione della giustizia ha anche contenuti programmatici e la procedura si conclude con l'approvazione di atti di indirizzo, ossia risoluzioni, da parte di Camera e Senato».

In assenza di crisi, le comunicazioni del titolare di via Arenula al Parlamento devono essere svolte entro «il ventesimo giorno dalla data di inizio di ciascun anno giudiziario», come previsto dall'articolo 86 Rd 12/1941, modificato dalla legge 150 del 2005. Da calendario parlamentare l'intervento di Bonafede è in programma a Montecitorio e a Palazzo Madama tra mercoledì e giovedì prossimi, poco prima della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, fissata per il 29 gennaio.

L'incertezza sulla data della relazione di Bonafede è legata alla crisi che sta vivendo il «Conte bis» dopo lo strappo di Renzi e Italia viva. Al Senato c'è il rischio che il Guardasigilli non trovi i numeri per l'approvazione e la maggioranza venga battuta.

(con fonte Askanews)