18 gennaio 2021
Aggiornato 05:00
Scuola

Azzolina: «Basta accanirsi sulla scuola, in aula il 7 gennaio»

Il Ministro dell'Istruzione: «Se sale la curva non è colpa delle superiori chiuse da due mesi. Se dovessero servire nuove misure di contenimento, ora bisognerebbe cercarle in altri settori»

Lucia AZZOLINA, Ministro dell'Istruzione
Lucia AZZOLINA, Ministro dell'Istruzione ANSA

A scuola il 7 gennaio. «Posso confermare la volontà del governo di riaprire. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni. Poi avremmo voluto tornare al 75% e invece abbiamo accolto il suggerimento del 50%. Abbiamo collaborato: ora è arrivato il tempo di tornare in classe». Così il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina in un'intervista al Fatto Quotidiano.

Neanche se aumentano i contagi? «Tutte le decisioni richiedono la prudenza che finora ci ha guidati», risponde la ministra cinque stelle. «Continueremo a seguirla. E' chiaro però che se in questo momento sale la curva dei contagi non può essere colpa delle scuole superiori, visto che sono chiuse da due mesi».

«Con le scuole chiuse gli studenti non stanno casa h24: tanto vale che stiano a scuola, un luogo protetto e con regole da rispettare. Possiamo dire che la scuola ha fatto la sua parte. Se dovessero servire nuove misure di contenimento, ora bisognerebbe cercarle in altri settori», afferma Azzolina.

Pedica: «Scuola non può riaprire, solo Azzolina non lo capisce»

«Il 7 gennaio la scuola non può riaprire, visto il numero dei contagi, ma Azzolina è l'unica che non lo capisce. Le entrate scaglionate non risolvono il problema. C'è poi la questione dei trasporti, per i quali dopo mille promesse, a partire dal ministro De Micheli, nulla è stato fatto. Non basta fare promesse e spot, servono i fatti. Bisogna fare un lockdown serio non un tira e molla perché o c'è volontà di sconfiggere il virus o l'Italia crolla. Bisogna fare più vaccini al giorno altrimenti di questo passo si finirà tra 10 anni. Insomma serve un programma certo. Quello che questo governo al momento non sembra fornire». È quanto afferma Stefano Pedica (Pd).

Sasso: «Governo odia precari, Azzolina non paga stipendi»

«Ricevo ancora oggi tanti messaggi di stipendi non pagati ai precari della scuola, assunti per fronteggiare l'emergenza Covid da inizio ottobre. Da settimane sto tempestando di telefonate i vari uffici, ho presentato interrogazioni parlamentari, denunciato sugli organi di informazione, ma purtroppo in numerosi casi ci sono ancora insegnanti e lavoratori Ata che lavorano gratis da mesi. Azzolina e Conte si sciacquano la bocca dicendo che la scuola è al centro della politica, che stanno investendo miliardi nella scuola, peccato poi che dopo 4 mesi non abbiano ancora pagato lo stipendio ai lavoratori. Questo Governo dimostra di odiare i precari della scuola, che prima o poi presenteranno il conto a Pd e M5s, seduti al caldo delle proprie poltrone». Così in una nota il deputato della Lega Rossano Sasso, membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.