27 ottobre 2020
Aggiornato 21:00
MoVimento 5 Stelle

Vito Crimi: «Di Battista? Tutti nostalgici di lotte movimentiste ma al paese serve un Governo stabile»

Il capo politico del M5s: «Non mi ricandido, limite 2 mandati non in discussione. Legge elettorale? C'è già accordo, si rispettino patti. Recovery fund? Qualcuno si è pentito di mojito di troppo»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi
Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi ANSA

«Siamo un movimento, siamo nati come Movimento e rimaniamo un Movimento. Anche io sono un po' nostalgico delle lotte movimentiste, lo siamo tutti, non solo una parte, e tutti vorremmo ritornare alle lotte del Movimento. Però in questo momento il Paese ha bisogno di un Governo stabile che possa portare a casa grandi risultati». Lo ha detto il capo politico del M5S Vito Crimi a «L'Intervista di Maria Latella» su Sky TG24, rispondendo a una domanda su Alessandro Di Battista.

«Serve collegialità e sintesi tra le anime»

Sulla leadership del M5S «sarà l'assemblea degli iscritti a decidere. Quello che percepisco dagli incontri che ho avuto è la voglia che ci sia una collegialità nelle decisioni e nelle scelte, una collegialità che possa interpretare i sentimenti e gli umori delle varie anime e posizioni per trovare una sintesi. È il modo ideale per cercare di arrivare a prendere delle decisioni che siano già la sintesi del M5S. L'assemblea degli iscritti vuole una direzione collegiale che possa rappresentare tutti i sentori».

Chiara Appendino, nonostante la condanna, potrà rientrare nella nuova direzione del M5s? «Una condanna abbastanza surreale quella che la vede coinvolta. Chiara Appendino è una persona splendida, bisognerebbe chiedere a lei se è disponibile, ma è sicuramente una persona capace come ha dimostrato di saper amministrare la città di Torino».

«Nessuna turbolenza, nessuna ipotesi vicepremier»

«Non c'era nessuna turbolenza nel Governo prima delle elezioni e non ce ne sono adesso. Il Governo è solido e ha dimostrato che le iniziative fatte pagano». 

Di Maio e Zingaretti vicepremier? «Non c'è nessuna ipotesi di questo tipo - ha aggiunto -, né da parte del segretario Zingaretti è stato mai manifestato questo desiderio. Non è in agenda e non è discusso. Forse ci sono altri che spingono per mettere zizzania nel governo».

«Legge elettorale? C'è già accordo, si rispettino patti»

Sulla legge elettorale «l'accordo già c'è e c'era anche prima. È un accordo sul proporzionale puro con il 5% di sbarramento e rientrava nelle fasi iniziali dell'accordo di Governo. Noi stiamo ai patti, anche sulla legge elettorale. Forse qualcuno nella maggioranza sta rivedendo le sue posizioni ma noi contiamo sul rispetto dei patti».

«A Roma voterei Raggi»

Se votasse a Roma voterebbe per Virginia Raggi? «Assolutamente sì. Virginia Raggi ha dovuto per anni togliere le macerie lasciate dai predecessori e adesso cominciamo a vedere i frutti dei semi seminati in questi ultimi anni. Da qui alle prossime elezioni verranno sempre più a galla i frutti del lavoro serio fatto». 

«MES è ultima spiaggia»

«Mi chiedo ancora il perché dell'insistenza ad utilizzare il Mes che secondo me è l'ultima spiaggia. Il giorno in cui qualcuno dirà che non abbiamo alternative se non il Mes saremo veramente messi male. Non arriveremo mai al Mes».

«Non mi ricandido, limite 2 mandati non in discussione»

«Il Movimento 5 Stelle non sta rivedendo l'ipotesi del limite del doppio mandato. Ritengo il tema assolutamente fuori da ogni discussione. Il limite dei due mandati in Parlamento e per i consiglieri regionali è uno dei temi a cui il M5S non può rinunciare. Io sono al secondo mandato e non mi ricandiderei nemmeno se ci fossero dieci mandati».

«Reddito cittadinanza? Avviare al lavoro chi ne fruisce»

«Non bisogna togliere nulla al reddito di cittadinanza, ma bisogna aggiungere il tema delle politiche attive del lavoro. Oggi dobbiamo avviare al lavoro chi fruisce del reddito di cittadinanza, questa è la nostra scommessa. Se non riusciamo a farlo dobbiamo interrogarci, ma questa è la chiave».

«Recovery fund? Qualcuno si è pentito di mojito di troppo»

«Qualcuno forse si è pentito di qualche mojito di troppo e di aver perso l'occasione di mettere le mani sui fondi del Recovery Fund. Noi stiamo al Governo perché vogliamo che quei 209 miliardi siano spesi con oculatezza e non siano sperperati».