8 agosto 2020
Aggiornato 22:30
L'intervista

Mirabelli: «Mi aspetto che Forza Italia voti con noi sul Mes e sul bilancio»

Franco Mirabelli, vicecapogruppo Pd al Senato, al DiariodelWeb.it: «Berlusconi fa opposizione responsabile, Salvini e Meloni agitano solo i problemi per consenso elettorale»

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ANSA

«Non è un tabù l'ingresso di Forza Italia in maggioranza». Questa breve frase ha avuto l'effetto di un terremoto nel mondo politico. Soprattutto per il nome di colui che l'ha pronunciata: Romano Prodi. L'avversario storico di Silvio Berlusconi, insomma, ora apre all'accordo dell'ex Cav con il Pd e con il M5s. Proprio nel momento in cui il governo Conte è più traballante al Senato. E proprio nella settimana in cui, guarda caso, è scoppiato il caso del defunto Amedeo Franco: uno dei giudici del processo Mediaset, di cui è spuntata un'intercettazione registrata anni fa in cui ammise che l'ex premier fu condannato ingiustamente. Insomma, il centrosinistra vuole riabilitare Berlusconi per tendergli la mano e salvare così la maggioranza? Il DiariodelWeb.it lo ha chiesto a Franco Mirabelli, vicecapogruppo del Partito democratico al Senato.

Senatore Franco Mirabelli, come avete preso nel Pd questa clamorosa apertura di Prodi?
Credo che il tema sia semplice. Prodi ha riconosciuto la stessa cosa che riconosciamo noi: cioè che Forza Italia ha, potenzialmente, un atteggiamento diverso dal resto dell'opposizione. Salvini e Meloni preferiscono agitare i problemi e strumentalizzarli per mero consenso elettorale, piuttosto che dare una mano a risolverli. Berlusconi, al contrario, ha più volte espresso la propria disponibilità. Questo non vuol dire cambiare la maggioranza: c'è un governo che, credo, andrà avanti per i prossimi mesi, se non anni. E c'è bisogno di un'opposizione che, come succede in tutta Europa e in tutto il mondo, di fronte ad una situazione così drammatica, dia una mano a trovare soluzioni per i cittadini.

Prodi, però, non ha parlato di opposizione responsabile, ha parlato testualmente di ingresso di Berlusconi in maggioranza.
Le dico quello che penso io. Cioè che la maggioranza e il governo non siano in discussione, ma che sia utile che Berlusconi rappresenti un'opposizione seria e responsabile, che guardi all'interesse del Paese. Ovvero, che si sottragga alla leadership di Salvini e della Meloni. E non mi pare che lui voglia fare nient'altro.

È un dato di fatto, però, che i numeri della maggioranza al Senato ormai siano piuttosto risicati. I voti di Forza Italia non vi farebbero comodo?
I numeri al Senato sono risicati da otto anni, ormai. Certo, ci saranno dei passaggi in cui verificheremo la responsabilità dell'opposizione. Che non saranno i voti di fiducia al governo, ma ad esempio lo scostamento di bilancio. Un provvedimento che ci permetterà di avere i soldi per concludere il percorso della cassa integrazione fino a fine anno e continuare a sostenere quelle imprese e quei redditi che hanno subito un arresto dal lockdown e sono in sofferenza. Troverei strano che un'opposizione responsabile non contribuisse a farlo passare.

Quindi sullo scostamento di bilancio si aspetta anche i voti di Forza Italia?
Certo. Ovviamente, avviando un'interlocuzione e una condivisione su certe scelte, cioè su come verranno spesi quei soldi. Ma, ripeto, questo non significa mettere in discussione il governo. Significa fare ciò che succede in tutte le altre parti d'Europa.

Anche sul Mes si aspetta un'asse europeista tra Pd e Fi, per superare i dubbi del M5s?
Il M5s ha più dubbi di noi ma, come noi, vuole verificare fino in fondo le condizioni per l'accesso a quei finanziamenti: e lo faremo. Io sono ottimista, penso che alla fine il Mes sarà approvato da tutta la maggioranza, a settembre. Quanto a Forza Italia, quello sarà un altro dei passaggi in cui capiremo se resterà fedele alla sua vocazione europeista. Che li divide in modo radicale da Salvini e dalla Meloni, che dall'Europa vogliono uscire.

In questo avvicinamento a Berlusconi c'entrano anche le notizie emerse nei giorni scorsi sulla condanna Mediaset? Siamo di fronte ad una riabilitazione giudiziaria con fini politici?
Su questo sono molto perplesso. Non sono mai stato antiberlusconiano, non ho mai creduto nella strada giustizialista. Ma penso che sulle vicende giudiziarie di Berlusconi la magistratura si sia già espressa. E non ho trovato elementi che mettano in discussione le sentenze.

C'è uno dei relatori che ha parlato di «plotone di esecuzione». Se questo dato non mette in discussione la sentenza...
Non mi faccia entrare in queste vicende. Se necessario, si facciano tutte le verifiche del caso, ma io non credo ci sia stato un complotto contro Berlusconi. Non credo ai revisionismi storici. Penso che lui abbia interpretato una stagione, reggendo dei governi che hanno fatto cose sbagliate per il Paese, che hanno creato serie difficoltà economiche in tempi di crisi, e che abbia guardato anche all'interesse proprio e delle proprie aziende. Che il tema del conflitto d'interesse non sia mai stato risolto è un dato evidente. E la fase successiva è giunta per un'evoluzione politica ed economica, non per fatti giudiziari. Non credo che questa vicenda c'entri nulla: d'altra parte nemmeno Prodi ne ha parlato.

È d'accordo con l'auspicio di Zingaretti, che vorrebbe che questa maggioranza si trasformasse in un'alleanza strutturale tra Pd e M5s?
Stiamo lavorando proprio per quello. Al governo stiamo costruendo un progetto politico e di Paese. Tutto ciò dovrebbe sfociare nella costruzione di una coalizione, indubbiamente tra soggetti diversi, ma più fondata.

I margini non sembrano ampissimi: alle elezioni regionali non si è ancora trovato nemmeno un candidato che vada bene a entrambi.
Vedremo: ci sono alcuni cantieri aperti. Scontiamo in fatto che, in molte Regioni, il M5s è stato all'opposizione dei presidenti del Pd, quindi non è semplice ricomporre le coalizioni. Ma dove stiamo parlando di candidati nuovi, di figure diverse a quelle a cui loro si sono contrapposti, avviare questo ragionamento è più facile.

Le Regionali saranno anche un test politico? In altre parole, in caso di risultato fortemente negativo, il governo dovrebbe trarne delle conclusioni?
Ad ogni test elettorale si ragiona in questi termini. Io non credo che le prossime elezioni andranno male per questo governo, non vedo pericoli all'orizzonte. Ma questo dipenderà anche da come ci presenteremo, se ci sarà o meno quella volontà di riprodurre la maggioranza nei contesti regionali. Le scorse elezioni avrebbero dovuto lanciare il centrodestra, ma mi pare che l'insipienza di Salvini abbia fatto sì che in parlamento si trovasse un nuovo accordo. Che ha permesso al Paese di superare la crisi pandemica, che ora sta lavorando per rilanciare il Paese, e che mi pare non abbia rapporti negativi con i cittadini.

In sostanza, non si aspetta crisi di governo in autunno?
No, direi di no.