6 agosto 2020
Aggiornato 00:30
Stati generali dell'economia

La promessa di Conte: «Stiamo discutendo di riduzione dell'IVA. Sarà necessario altro scostamento di bilancio»

Il Presidente del Consiglio alla fine degli Stati Generali: «Potrebbe dare una spinta alla ripresa dei consumi, anche con un meccanismo di fiducia»

Video Agenzia Vista

«Sull'Iva abbiamo discusso, stiamo discutendo: l'Iva potrebbe essere ritoccata, abbassandola un po' potrebbe dare una spinta alla ripresa dei consumi, anche con un meccanismo di fiducia». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte ad alcuni cittadini, ricevuti ieri agli Stati generali in rappresentanza delle categorie economiche. Un video con alcuni passaggi dell'incontro è stato pubblicato oggi sulla pagina Facebook del presidente del Consiglio.

«La riduzione dell'Iva è una ipotesi. C'è molta preoccupazione perchè pur con la riapertura delle attività i consumi non stanno ripartendo, non è ripartito il clima di fiducia pieno. Questo ci preoccupa. E' una misura allo studio ma non abbiamo ancora preso decisioni. Questa settimana sarà già decisiva» per le misure da prendere.

«Sappiamo sarà necessario altro scostamento di bilancio»

«Il governo sta preparando la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio, anche se l'entità non è stata ancora decisa». In attesa del Piano di rilancio, «ci sono misure di più immediato impatto, e abbiamo già valutato la opportunità, che probabilmente sarà necessità, di intervenire con un ulteriore scostamento di bilancio, perchè le misure predisposte sappiamo che non saranno sufficienti per reggere questo anno orribile dal punto di vista delle sofferenze sociali. Non abbiamo ancora fatto di conto, ma dovremo metterci a un tavolo con Gualtieri e il Ragioniere Generale dello Stato», ha detto Conte.

«Se si dovesse rendere necessario uno scostamento del deficit, come appare possibile e probabile, sarà necessario intervenire subito con misure concrete», già a luglio. «Non vogliamo lasciare che si crei disoccupazione nel Paese, che i lavoratori vadano a casa definitivamente, e poi altri incentivi e agevolazioni per categorie maggiormente in sofferenza. Ci sono settori che non ripartiranno neanche con la riapertura formale e avranno necessità: pensate al turismo».

«Sarà bello lasciar correre il Paese»

«Sarà bello lasciar correre il Paese». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, secondo quanto si apprende, parlando con i rappresentanti del mondo dello spettacolo agli Stati generali. Il riferimento del presidente del Consiglio è alla necessità di semplificare e sburocratizzare il Paese.

«Il Piano di rilancio non è una semplice raccolta di riforme. Ci siamo resi conto in questi giorni che non è affatto sufficiente riformare il Paese, lo dobbiamo reinventare, perchè l'esperienza che abbiamo affrontato è stata troppo dura e la sfida che abbiamo di fronte è troppo impegnativa. Questo piano rafforza me e i ministri nelle linee di intervento che abbiamo individuato in tre direttrici: modernizzare il Paese, avviare la transizione energetica, disegnare un'Italia più inclusiva».

«Lavori intensi, ci siamo aperti non chiusi»

«Sono stati lavori molto intensi e non ci siamo chiusi, ma ci siamo aperti alla società civile, incontrato esponenti del mondo produttivo, del mondo della cultura. Abbiamo iniziato incontrando le massime autorità europee e internazionali, ragionato del quadro mondiale e abbiamo continuato ascoltando e ci siamo confrontati con organizzazioni dell'industria, del commercio, dell'artigianato, regioni, comuni, aziende pubbliche e private, esponenti della cultura e anche tanti cittadini, professioni sanitarie».

«C'è stato - ha aggiunto - un clima di massima concentrazione, molto proficuo e intenso, abbiamo toccato con mano problemi e sofferenze, ma anche tanta creatività e tanto ingegno, tanta resilienza».

Fondi recovery per riforme, lavoriamo a «bridge»

«Il Recovery Fund sarà diretto a investimenti e riforme, sarà quello l'obiettivo. Stiamo lavorando su progetti per chiedere poi la copertura finanziaria e chiederemo un bridge», un anticipo, «anche se non si preannuncia consistente. Stiamo già lavorando per il bridge».

«Ci stiamo avvantaggiando - ha aggiunto - per il piano che presenteremo a settembre, siamo partiti primi in Europa perchè tradizionalmente abbiamo dei problemi a spendere i fondi, la prossima settimana dovremmo già chiudere il piano di rilancio, speriamo che le opposizioni possano condividerlo, e iniziare a stendere i progetti». Quanto all'ipotesi che parte dei fondi del Recovery possano essere utilizzati per ridurre il debito, Conte ha risposto che «è prematuro ipotizzare questa soluzione».

«Inviterò opposizioni singolarmente, prossima settimana»

«Il governo inviterà singolarmente le opposizioni a confrontarsi, già la prossima settimana, sulle misure necessarie per uscire dalla crisi». Le opposizioni «non hanno raccolto il mio primo invito» ma ne arriverà un secondo e «per evitare la sensazione di passerelle e di confronto confuso, penso sia meglio confrontarci seriamente con uno spazio dedicato a ciascuna forza. Spero che accoglieranno l'invito, confido di farlo a breve la prossima settimana».

Quanto ai diversi accenti nel centrodestra, «stiamo notando tutti che Forza Italia sembrerebbe predisporsi a un confronto più dialogico ma confido che anche Lega e Fratelli d'Italia possano dedicarsi a questo confronto in tutta franchezza».

«Confindustria? Abbiamo responsabilità di tutto il Paese»

«Il governo deve farsi carico non solo degli interessi di una determinata categoria ma di tutto il Paese ed è normale che si possa puntare su altre misure sui cui Confindustria può non convergere, ma noi abbiamo una responsabilità ad ampio raggio».

«La dialettica - ha aggiunto - non mi spaventa affatto, è giusto che gli industriali si confrontino con proposte concrete e possiamo anche mantenere una diversità di opinione. Abbiamo presentato il nostro piano di rilancio e chiesto di farci pervenire le loro osservazioni di cui terremo conto. Su molte misure possiamo averli dalla nostra parte, su altre può rimanere una varietà di valutazioni ma l'importante è che lavoriamo per un obiettivo: un'Italia più moderna, più verde, più inclusiva».